LA VALLETTA BRIANZA: la presenza di alcuni profughi allarma i residenti, mentre come al solito gli amministratori tacciono

profughi perego - Copia
di don Giorgio De Capitani
Ho letto sul “Giornale di Merate”, di martedì 30 giugno 2015, un altro articolo sulla presenza di una decina di “profughi”, provenienti dal Pakistan, Senegal e Ghana, che sono stati messi, su ordine della Prefettura, in una villetta disabitata, lungo la strada che dal centro di Perego (La Valletta Brianza) porta al Lissolo. I residenti della zona (due o tre famiglie?), vorrebbero chiarezza, giustificando le loro richieste con una serie di timori: come vivono? che cosa fanno? cosa e come mangiano? sono veramente assistiti “dignitosamente”? la villetta è agibile? E poi le solite voci: rumori notturni, pisciano anche sul muro del Convento delle Suoore…
Comunque, interessante è la preoccupazione dei residenti per lo stato fisico e umano dei profughi! Cosa può nascondere l’ipocrisia dei benpensanti!
E non dimentichiamo che siamo nel cuore della Brianza collinare, quella Brianza dove un tempo si era poveri e si era solidali, e oggi, con il progresso materiale, la fede è stata messa sotto i piedi e ci si è venduti al partito del proprio orticello. Non dimentichiamo che un certo analfabetismo culturale è rimasto, e a borbottare è solo la pancia, quella pancia accarezzata dagli slogan di un “pezzente politicante”, che ottiene consenso tra compari altrettanto pezzenti.
Tuttavia, vorrei aggiungere un’altra cosa, e stavolta me la prendo ancora con le nostre amministrazioni locali. Perché la faccenda dei profughi è stata nascosta? Non si poteva gestirla meglio alla luce del sole? Perché gli amministratori non rispondono alle richieste, giuste o pretestuose, dei cittadini?
Nulla, silenzio, e così si lasciano i residenti della zona con i loro dubbi, le loro insinuazioni, le loro paure, fomentando anche quell’astio verso i migranti, già notevole, anche per una serie di cause e concause per atti di violenza, ma soprattutto per quel senso egoistico di gente che, appena esce dalla miseria, si scanna per un piatto di lenticchie.
NotaBene
1. I residenti della zona si lamentano per le grida che, secondo loro, proverrebbero dalla villa dove risiedono i profughi. Perché non dicono nulla di quei figli “coglioni” (come i loro genitori), che tutte le sere con i loro motorini disturbano la quiete pubblica?
2. I residenti vogliono garanzie sulla villa e su chi vi abita. Perché tacciono sul Progetto villette che verranno proprio costruite ai loro fianchi, sul terreno sopra la casa comunale e le scuole? 

 

 

4 Commenti

  1. GIANNI ha detto:

    sopra…fenomeni di intolleranza…ovviamente, non di…tolleranza…

  2. GIANNI ha detto:

    Sono dell’avviso che un’amministrazione locale debba sempre occuparsi di comunicare con chiarezza cosa succede sul proprio territorio, anche su questioni su cui non abbia diretta competenza istituzionale.
    Ovviamente le prefetture dipendono dal ministero degli interni, ma l’amministrazione fa male a non chiarire certi dubbi.
    In questo modo si alimentano solo fenomeni di comprensione e di intolleranza.
    Perchè l’amministrazione non si occupa di comunicare certe cose?
    Chissà, forse ritiene di aver di meglio da fare, o che certe cose non la riguardino.
    Certo, non un bell’esempio, ma che ci vogliamo fare?
    Purtroppo ci siamo abituati un po’ ovunque a certi comportamenti.
    E poi ci si domanda perchè i cittadini si allontanino dalla politica…..

  3. Giulio ha detto:

    Se i cittadini vogliono giustamente sicurezza dovrebbero chiedere conto ai prefetti e non all’amministrazione comunale, visto che sono i primi asiemene al governo centrale a scegliere come e dove disporre i profughi.
    I sindaci, compresi quelli del PD, giustamente ne hanno piene le palle di questa gestione dei profughi, i quali vengono scaricati anche nei piccoli centri abitati in un numero stravolgente per le piccole comunità.
    Ormai gli sbattono perfino nelle piccole frazioni, in provincia di Padova ne hanno piazzati 20 in una frazione di circa 40 residenti, ditemi voi.