
di don Giorgio De Capitani
L’avevo previsto. Ora, tutti a prendersi i meriti della vittoria! Forse bisognerebbe tacere, soprattutto da parte di chi è stato preso per la collottola, all’ultimo momento.
– Che importa? Perché fare subito polemiche? La cosa importante è stata la vittoria dei sì. Ed ora godiamocela!
Credo che, proprio perché i cittadini hanno scelto il sì alla fusione di Perego e Rovagnate, la cosa più importante sarebbe pensare subito al nuovo Comune. La premessa migliore non è certo quella di avanzare quasi dei diritti. Da parte di nessuno, e tanto meno da parte di chi non ha alcun diritto da avanzare.
Facciamoci delle domande serie, sempre in vista del futuro nuovo Comune. Perché i cittadini di Rovagnate hanno votato sì? Quali interessi avevano? L’hanno fatto per compassione verso un paese, quello di Perego, che stava per affondare? Credo proprio di no. Eppure sapevano che, accollandosi Perego, il paese di Rovagnate si sarebbe addossato qualche peso in più. Secondo me, unendosi a Perego, molti hanno visto una grande opportunità di tentare qualcosa di nuovo. Ma, ecco il problema: ciò dovrà partire da una obiettiva e sincera presa di coscienza da parte dei due Comuni.
Perché una buona parte dei cittadini di Perego ha scelto la fusione? Per disperazione? Credo di no. Comunque, si sono resi conto che non potevano restare soli, ancora per troppo tempo. Qualcosa non funzionava più. E questo da anni e anni. Non lo penso io, ma lo dice la storia amministrativa di Perego. Una storia tra alti e bassi. Più bassi che alti. Inutile trovare dove stanno le colpe. Ora non servirebbe più. Ora serve, invece, mettere una pietra sopra, e non riesumare i morti!
Se l’idea della fusione è nata a Perego quarant’anni fa circa, come mai l’idea è stata lanciata ultimamente dal Comune di Rovagnate, maggioranza e minoranza? Certo, tutto può succedere. Può succedere che le profezie o le idee di pre-veggenti rimangano sepolte sotto tanta polvere per anni e anni, e che qualcuno magari di un altro paese a un certo momento se le prenda, e le faccia proprie. Può succedere! Anche in tal caso, nulla di male, anzi tutto di bene. La cosa importante è che qualcuno, di Perego o di Rovagnate non importa, ha fatto sì che l’idea venisse discussa e proposta per essere realizzata.
C’è una cosa del tutto strana, che proprio non riesco a digerire. Capisco che un paese faccia fatica a stare al passo dei suoi profeti o pre-veggenti. Capisco che amministrazioni di destra o leghiste non ne abbiano tenuto conto, per una loro ideologia del tutto diversa. Ma non capisco il motivo per cui amministrazioni cosiddette di sinistra, guidate magari da qualche profeta, non abbiano mai avuto il coraggio di fare il grande passo, che ultimamente, solo in questi ultimi mesi, è stato fatto, per tutta una serie di complesse circostanze che è meglio non chiarire. Ma c’è di più. Come si poteva fare il grande passo, se non si è mai cercato di “educare” la gente a uscire da quel campanilismo, tipico dei brianzoli?
E allora? Al lavoro, per creare un gruppo serio, in vista delle prossime elezioni amministrative del 2015.
La gente vi ha dato fiducia, carissimi sindaci. Aspetta che manteniate le promesse che, insieme al Comitato pro Sì, avete fatto ai cittadini di Perego e di Rovagnate. L’ho già detto: l’impegno non sarà facile. Non si tratta di mettere insieme due amministrazioni. Il Comune unificato deve essere anche e soprattutto qualcosa di nuovo. A partire dalla figura del sindaco.
Che bella l’ “Unità” !
Continuiamo ad educarci a questo non ostante tutto!
Spero che presto o tardi si faccia anche il “SiMoGa”
(SironeMoltenoGarbagnate) rompendo quel maledetto campanilismo che rovina le persone tra di loro.
Possibile che da questa esperienza negativa (piccolo suicidio quotidiano)non riusciamo ad uscirne?
Possibile che non si capisca che con l’Unità, sono più i ‘Pro’ che i ‘Contro’? Anche se servono dei sacrifici?
Chi se la sente di trainare l’iniziativa, si faccia avanti con coraggio e avrà sicuramente un bel seguito.
Per gli amministratori sara’ facile nelle nuove giunte gli incarichi saranno divisi equamente tra le parti dei due ex comuni la forza politica che perde stara’ a guardare e fare opposizione.Pensare di fondere le due entita’ culturali sara’ imoresa impossibile ci vorranno generazioni,pero’ un passettino e’ stato fatto
In bocca al lupo, e non dimenticate il concetto economico del bene comune oltre a quello spirituale
Qualche risposta al quesito come ipotesi l’avevo formulata…
Forse che anche le amministrazioni cosiddette di sinistra avessero qualche cassetto chiuso da non aprire?
Forse, molto più semplicemente, la verità è che non ha molto senso parlare di destra o sinistra quanto meno in piccoli centri.
Spesso domina il quieto vivere, il fare come si è sempre fatto.
Perchè con il solito tran tran non si mettono in gioco equilibri politici nuovi, assetti nuovi e, sopratutto, le amministrazioni sono doppie..per cui..più cariche per tutti.
Ovviamente, meno male che non tutti la pensano così, e che qualcuno ha pensato che una fusione fosse importante, indispensabile, quanto meno per cercare di sollevare l’orizzonte di questi centri oltre il quotidiano tran tran.
Ora, se forze politiche o singoli individui si mettono peraltro a discutere di chi sia il merito, francamente vuol dire che hanno capito poco del senso di questo referendum.