Gli sciacalli di Ceuta che lucrano sulla paura

da la Repubblica
03 AGOSTO 2026

Gli sciacalli di Ceuta che lucrano sulla paura

di Concita De Gregorio
È così che governano le destre: scardinando le Costituzioni. Ma i numeri e i fatti, almeno quelli
Nulla è vero, di quello che dicono. Lucrano da sciacalli sull’ignoranza, sulla paura, e funziona. Il loro elettorato annuisce, bravi, bravissimi, così si fa: chiudiamo tutto, mandiamo via gli invasori, difendiamoci. Il loro elettorato ma forse anche qualcun altro, i più poveri, gli incerti, quelli già a sufficienza spaventati dalla vita, gli ignavi che tanto a me cosa mi cambia.
«Ci costringono a essere razzisti», mi ha detto una signora sul treno. Leggeva un libro, mi è parso che avesse voglia di parlare. Ci costringono chi, ho chiesto. Questi che arrivano a nuoto, a spallate, scavalcano i cancelli, non sai cosa vogliono, dove vanno, sono troppi. Troppi rispetto a quale unità di misura, c’è un limite? Eh, sono tanti, e poi non sai chi sono. Chi vuole che siano, signora? Non li ha visti nelle foto? Sono persone. Donne, uomini, ragazzine. Sono esseri umani, come me e come lei.
Eh, no. Io non vado a invadere dove non devo. Ma signora. Lei non ci va perché non ne ha bisogno. Perché non è disperata. Lei correrebbe il rischio di annegare in mare? Non pensa che chi lo fa è perché si lascia alle spalle qualcosa di peggio della possibilità di morire? Ha presente chi si butta dalla finestra perché nella stanza c’è il fuoco? Forse, dalla finestra nel vuoto, ti salvi. Dal fuoco no.
Ma niente. Non vale la ragione. E se vale, quando vale, è uno a uno: puoi provare a mettere in campo gli argomenti con qualcuno nel dialogo, occhi negli occhi. Forse, avanza un dubbio. È molto difficile, moltissimo, farlo con le moltitudini.
Le moltitudini vedono il passo marziale, il piccolo passo dell’oca di duci e ducette che non vedono l’ora di cogliere l’occasione per farsi propaganda. Fidatevi di noi, vi salveremo da questa orda barbarica che viene a rubarvi dentro casa: noi ora chiudiamo le frontiere e siamo in salvo. Mica come quegli sciagurati degli spagnoli, i comunisti, che accolgono tutti e ora guarda. Noi sì, sappiamo come proteggervi. E teste che fanno sì, e applausi e consensi.
Ma santa pace, che non si può dire peggio. Santa pace, gentilmente, cortesemente. Prendete una carta geografica. La Spagna confina con l’Italia? No, vero? Quindi cosa chiudi, quale confine? Qualcuno sa cosa sia il trattato di Schengen? Non voglio essere pessimista, tuttavia direi chissà. Qualcuno sa dove si trovi Ceuta, se non te la indicano sulla carta?
Ceuta e Melilla sono in Marocco. Sono due enclave coloniali, relitto storico della dominazione spagnola in Africa. Dominazione. Colonizzazione. Siamo andati, noi europei, a comandare a casa loro. È stato tempo fa. Si diceva: li abbiamo conquistati, quei territori e le persone che ci vivono dentro.
Ricorda niente? Ora, moltissimi decenni dopo, talvolta secoli dopo, le persone — gli esseri umani — che abbiamo allora conquistato, cioè schiavizzato e nel frattempo in larga parte sterminato esattamente come oggi il governo di Israele stermina, incarcera e tortura la popolazione palestinese: ecco, i figli dei figli tornano.
La storia fa il suo giro. Chi ha cominciato? Direbbero i bambini. Chi ha invaso chi. Ma non è neanche questo. Non è certo una ritorsione consapevole. È una conseguenza dell’ingiustizia e del male, della storia. I conti arrivano a saldo, prima o dopo, perché se ti fai ricco sulla pelle di qualcun altro la bilancia pende, pende e infine si rovescia. Tuttavia: il tema etico non attecchisce, mi è chiaro. Fare appello all’umanità, nel senso della condivisione fra umani, nel tempo dell’Apocalisse non funziona. Ciascuno per sé, giusto? Benissimo, buona fortuna a tutti.
Ma i fatti, la verità dei fatti. A quella forse si può ancora per poco fare appello. No. Non chiudiamo le frontiere perché non confiniamo con la Spagna: è propaganda becera. No, il governo spagnolo di Pedro Sánchez non ha dato mezzo milione di «cittadinanze», come dice quel miracolato che fa il ministro degli Esteri. Sono permessi di soggiorno, è molto diverso, e guardate i risultati.
«Solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto dei trattati e dei numeri no», ha detto il primo ministro spagnolo, Sánchez. I trattati, le regole non vanno di moda ultimamente. È così che governano le destre: scardinando le Costituzioni. Ma i numeri, almeno quelli. Gli ingressi irregolari, in Spagna, negli ultimi cinque anni sono stati la metà di quelli che ha registrato l’Italia. Noi mezzo milione, la Spagna meno di 250mila. I numeri: gentilmente, cortesemente.
Conosco bene la Spagna, è il mio paese per parte materna, ci sono cresciuta, conosco per esserci stata Ceuta e Melilla. Sono le colonne d’Ercole, sapete? Ora che va tanto l’Odissea, magari due altre cose sugli antichi antenati nostri si possono dire. Era il limite estremo del mondo conosciuto. Ne parla Dante nella Commedia. Il «folle volo» di Ulisse, superare le terre note, esplorare l’ignoto, sfidare i limiti imposti da Dio. Dagli dei. Ma vabbè. Non pretendiamo. Restiamo al presente.
Ceuta e Melilla sono un confine. Una rete, un muro. Di qua, l’Europa. Di là, l’Africa. I ricchi e i poveri: grosso modo, certo, ma per capirci. Ora però. Anche nel mondo povero, persino in Africa, pensate, c’è chi fa politica. E la politica sarebbe bene conoscerla — dico a chi «a me la politica non m’interessa» — perché la politica fabbrica il mondo com’è, se non lo governiamo.
Il Marocco è paese amico di Trump, l’America di Trump è paese nemico della Spagna di Sánchez. Non è complicato: la Spagna sta moltissimo sulle scatole a Donald, ora ha persino vinto i mondiali di calcio a casa sua e quasi quasi Yamal non gli dava la mano, al biondo presidente. Sánchez è l’unico leader europeo a fare una politica veramente di sinistra, in Europa, e lui — il biondo — non ama essere contraddetto.
Ci sono le mafie, anche in Marocco come ovunque, e ci sono i governi che fanno patti con le mafie. È abbastanza probabile, diciamo che è verosimile, che il Marocco abbia spinto queste migliaia di persone a raggiungere Ceuta e varcare il confine su sollecitazione o per compiacere Trump. Si chiama guerra ibrida. Usa le persone come armi.
Sánchez è andato di recente in Algeria, l’Algeria è nemica del Marocco. Trump è alleato del Marocco e nemico di Sánchez. A Trump fa moltissimo comodo creare un problema a Sánchez. È difficile da spiegare? Non molto. Davvero. Non molto. Ma poi, da ultimo. Che vergogna, il governo italiano sciacallo e ridicolo. Ridicolo. Eppure, purtroppo: efficace. Troviamo un modo per dire le cose, facciamo presto.

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