L’EDITORIALE
di don Giorgio
Verso un mondo migliore,
o verso la fine del mondo?
In questo attuale mondo (dire “mondo” in senso giovanneo è già dire almeno qualcosa di terribilmente negativo) tutto sembra portare a contraddire la concezione giudaico-cristiana del tempo, chiamata “lineare”: ovvero, il tempo ha un inizio (la Creazione) e una fine (il Giudizio Universale), con eventi unici e irreversibili che si susseguono. Questa visione si contrappone al tempo ciclico delle culture classiche e viene resa possibile dalla fede in un piano divino, in cui ogni istante è carico di significato e orientato verso un destino ultimo, culminando in un’escatologia finale.
Chiariamo. La concezione ciclica del tempo descrive l’idea che gli eventi si ripetano eternamente in cicli, come un cerchio, a differenza della concezione lineare che vede il tempo come una sequenza unica e non ripetibile. La concezione ciclica è presente nelle antiche religioni e filosofie, come nell’Induismo e nel Buddismo (con la reincarnazione e la samsara), nella filosofia greca (con gli Stoici e l’idea dell’eterno ritorno), e nel pensiero di filosofi come Giambattista Vico, per il quale la storia umana attraversa fasi di ascesa e decadenza che si ripetono. In breve, secondo la concezione ciclica il tempo viene immaginato come una ruota o, appunto, come un ciclo che contiene diverse fasi che ritornano.
Chiariamo di più. La concezione del tempo in Giambattista Vico, nota come “corsi e ricorsi storici”, descrive la storia come un’alternanza di fasi di barbarie, civiltà e decadenza, un ciclo che si ripete incessantemente, ma con la possibilità di un avanzamento progressivo verso un’umanità migliore. Per avere una certa idea di ciò che ha scritto Vico possiamo usare il simbolo della spirale o dei tornanti in montagna. Si torna per salire.
Ma ecco la domanda: è sempre così? Non c’è “qualcosa” che sembra contraddire la legge lineare del tempo che contiene in ogni caso un “senso divino” che porta verso l’Uno (siamo usciti dall’Uno per poi tornarvi)? E non c’è anche “qualcosa” che sembra contraddire la legge ciclica del tempo, soprattutto quella a spirale di Giambattista Vico?
Vorrei essere ancora più esplicito. L’attuale momento storico che stiamo vivendo o subendo, così drammatico, fortemente violento, nelle mani di pazzi scatenati fino ad essere brutali nell’anima, da toglierci la speranza di vedere un altro giorno, porrà fine alla storia smettendo lo stesso Piano divino che promette infine una soluzione diversa?
In ogni caso, per chi crede nel Piano divino, dovrà purificarsi fino all’estremo, per avere almeno quel pizzico di Fede evangelica, capace di spostare le montagne, quelle dell’odio e della violenza, di un potere omicida, di un ego smisurato fino alla follia diabolica. Cristo ordinò ai porci posseduti dal Maligno di buttarsi nel mare per annegarvi.
Ma quando Cristo tornerà, parole sue, troverà ancora un po’ di fede sulla terra? Tornerà dunque per condannarci tutti, o per salvarci in forza della sua Croce?
Nel frattempo, Dio ci sta purificando nel sangue degli innocenti uccisi da pazzi che nessuno ha il coraggio di eliminare?
Mai assistito a tanta ignavia tra gli stessi cristiani!
06/09/2025
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