È tempo di recuperare un’idea: fratellanza
da comune-info.net
È tempo di recuperare un’idea:
fratellanza
Alain Goussot | 31 maggio 2015
di Alain Goussot*
Tanti anni fa padre Ernesto Balducci in un testo importante che bisognerebbe rileggere, “La terra del tramonto. Saggio sulla transizione” (edito da Giunti), scriveva:
“Il tempo nuovo ci pone dinanzi una via mai tentata (…). È la via dell’uguaglianza nella diversità e della diversità nell’uguaglianza. È, appunto, l’epifania dell’altro, che comporta la struttura relazionale che costituisce il soggetto, una modificazione delle soggettività lungo i traumi esperienziali che conducono il principio di identità simultaneamente al massimo di centrazione su di sé e al massimo dell’apertura all’alterità”.
Oggi di fronte alla l’immensa tragedia degli sbarchi dei poveri del mondo sulle coste italiane (sulle responsabilità di quanto accade nel mare che separa Europa e Africa leggi anche La grande ipocrisia) bisogna riprendere queste considerazioni di Balducci, riflessioni che, alcuni anni prima, aveva sviluppato nel suo libro “L’Uomo planetario” (Giunti), mettendo in evidenza quello che ci unisce agli altri esseri umani al di là delle nostre specificità. Il mondo ha bisogno di giustizia e dove c’è solo ingiustizia non ci può essere che intolleranza, guerra e odio.
Lo avevano capito molto bene, tra gli altri e la altre, Victor Hugo e Lev Tolstoj che parlavano di eguaglianza come base per il riconoscimento della fratellanza, dell’amore e della solidarietà tra i popoli. Victor Hugo notava nei suoi diari personali:
“Oh Dio mio! Quand’è che smetteremmo di odiarci e di lacerarci a vicenda? Eppure abbiamo tante da cose da fare insieme! Ci sono i lavoratori che ovunque chiedono lavoro e dignità, abbiamo i bambini che chiedono scuole e amore, abbiamo degli anziani che chiedono un riparo, abbiamo dei popoli che chiedono pane e giustizia!”.
Per Tolstoj l’umanità è una e comprende una grande varietà di modo di essere, di pensare e di credere e si chiedeva chi ci dà il diritto di giudicare l’altro diverso da noi quando quest’altro è anche simile a noi e non ce ne rendiamo neanche conto: l’umanità è una e comprende tutte le differenze possibili eppure la struttura d’ingiustizia basata sulle diseguaglianze è la regola dei rapporti tra i popoli. Scrive Lev Tolstoj nel suo Diario:
“È sulla menzogna dell’ineguaglianza degli uomini e sull’ebbrezza del potere e della servitù che ne risulta, che si basa soprattutto la facoltà degli uomini formati in organizzazione sociale, di commettere senza rimorsi degli atti contrari all’umanità e alla coscienza umana”.
Victor Hugo, Lev Tolstoj e Ernesto Balducci credevano profondamente nell’utopia di una società giusta basata sulla fratellanza e l’incontro, sull’eguaglianza favorendo il riconoscimento delle differenze, una utopia umana che può essere praticata nelle nostre vite di ogni giorno, se vogliamo rispettare la nostra stessa dignità e umanità.
* Alain Goussot è docente di pedagogia speciale presso l’Università di Bologna. Pedagogista, educatore, filosofo e storico, collaboratore di diverse riviste, attento alle problematiche dell’educazione e del suo rapporto con la dimensione etico-politica, privilegia un approccio interdisciplinare (pedagogia, sociologia, antropologia, psicologia e storia). Ha pubblicato: La scuola nella vita. Il pensiero pedagogico di Ovide Decroly (Erickson); Epistemologia, tappe costitutive e metodi della pedagogia speciale (Aracneeditrice); L’approccio transculturale di Georges Devereux (Aracneeditrice); Bambini «stranieri» con bisogni speciali (Aracneeditrice); Pedagogie dell’uguaglianza (Edizioni del Rosone). Il suo ultimo libro è L’Educazione Nuova per una scuola inclusiva (Edizioni del Rosone)


Qua si sta cercando soltanto di deviare le menti dai reali problemi italiani che la politica soprattutto di ieri non è stata in grado di risolvere.
Meglio travare un nemico,che mentre ieri era il meridionale oggi è lo straniero (POVERO),quindi il conflitto è tra ricchi e poveri,lo straniero va bene purchè sia ricco,vedi case dei pratesi vendute ai cinesi….
O vedi il 48% del milan venduto ai tailandesi o Alitalia agli arabi.
Una cosa me la chiedo:
Ragionando per assurdo che da domani in italia sparirà ogni straniero nulla facente e profugo…risolveremo tutti i problemi?
O le buche nelle strade,il parco bus più vecchio d’europa,le scuole che sono insicure,il blocco stipendi degli statali,la legge Fornero,la corruzione,l’occupazione,le discariche abusive,i furti,le tasse alte…..SARANNO RISOLTI???????
Quindi certa politica preferisce deviare la discussione verso altri problemi pensando seriamente che se non ci fosse un nemico in questo caso lo straniero il nemico sarebbe la classe dirigente…quindi:
MEGLIO DEVIARE!!
L’ineffabile Roberto Maroni, attuale presidente leghista della Regione Lombardia (chi li chiama governatori confonde l’Italia per uno stato federale e conferisce loro un titolo che nel nostro ordinamento non esiste), pur di farsi notare e rivaleggiare in xenofobia col collega Salvini, smentisce se stesso rinnegando i provvedimenti legislativi in materia di immigrazione da lui emanati mentre ricopriva la carica di ministro dell’interno e, per l’occasione, rispolvera il termine clandestini, che sa tanto di intrusi e malintenzionati, imponendo ai comuni della sua regione (e a quelle limitrofe) contingentamenti estremi in tema di accoglienza, minacciandoli col ricatto della mancata corresponsione dei relativi aiuti economici. Si tratta evidentemente di una provocazione, perché rappresenta un abuso di potere che non potrà mai avere seguito, a meno che non venga attuata una riforma di legge ad hoc. Ma tanto è bastato per scatenare un putiferio, anche perché i presidenti di Veneto e Liguria, anch’essi rappresentanti dei partiti della stessa area politica, si sono immediatamente allineati dichiarandosi disposti a collaborare. Questo atteggiamento di chiusura del resto non è isolato, perché condiviso da migliaia di nostri concittadini che, più o meno consapevolmente, vedono come il fumo negli occhi i profughi, in maniera particolare se sono di colore ed extracomunitari, ma più in generale non sopportano neanche quelli che provengono dalla stessa Europa. Anche perché sul loro conto girano dicerie vergognose, ma molto diffuse, che contribuiscono ad alimentare l’insofferenza. E non è detto che queste cattiverie siano solo frutto dell’ignoranza, perché a volte provengono anche da ambienti insospettabili e, teoricamente, più evoluti. Ricordo un vescovo italiano, ma residente nel Regno Unito, che già negli anni settanta e ottanta, quando veniva in vacanza presso la parrocchia del mio quartiere, non perdeva occasione per manifestare, durante le sue omelie, il proprio disprezzo per gli immigrati e i profughi che già cominciavano a rappresentare un problema per l’ultra conservatrice società britannica, perennemente attaccata alle proprie tradizioni classiste, mettendoci in guardia dalle future invasioni di questi malvagi miscredenti.
Senza dover necessariamente ricorrere agli scritti illuminati di padre Balducci, di Victor Hugo e di Tolstoj, come cristiani sappiamo già che la fratellanza è un cardine del messaggio evangelico e quella dell’accoglienza è una virtù divina che il Creatore ci ha trasmesso come parte integrante della nostra dignità di esseri umani. L’uomo però, da sempre ha manifestato un’insofferenza più o meno accentuata verso l’altro, l’estraneo, il diverso, altrimenti non si spiegherebbero le divisioni tra famiglie, clan, tribù e, più in generale, tra gruppi etnici. Per questo la lieta novella di Gesù Cristo è stata fonte di scandalo per la società del tempo e ha rappresentato una rivoluzione culturale senza eguali.
Una dimensione filosofica e pedagogica dell’esistenza analizzata tramite alcune cateogorie che sicuramente fanno parte dell’antropologia cristiana.
La diversità è vista tramite l’eguaglianza degli uomini, quanto meno in termini di diritti e doveri.
Facciamo tutti parte di una comunità transnazionale e non possiamo chiuderci nel nostro piccolo guscio, fatto di egoismi e contrapposizioni.
Un’antropologia, in particolare quella di Balducci, che anelava alla trasformazione dall’homo homini lupus di Hobbes all’homo planetarius, capace di comprendere la rete mondiale di relazioni planetarie di cui siamo tutti partecipi, come membri di uno stesso pianeta.
Sinora una sostanziale distopia, quella della fratellanza umana, domani…chissà…
un piccolo errore nel mio commento qui sopra, che devo correggere..
..finora una sostanziale distopia, quella della fratellanza umana cui dovevo aggiungere le seguenti parole: VISSUTA AL CONTRARIO,TRAMITE L’IDEALE DI SOCIETA’ BASATE SULLA CONTRAPPOSIZIONE……
Il problema none’ il colore della pelle ma le risorse nessuno vuole mantenere altri o dare spazio economico togliendo il vitale a se stessi.Oggi in ITALIA esiste ancora crisi e l’economia non da’ fiducia del futuro.Il problema e’ il sistematico impoverimento ad opera dello stato neivari ceti medi dove con annullamento servizi mancanza di lavoro aumento eta’ pensionabile pressione fiscale abbassamento dei salari si generano tensioni che trovano sfogo nel diverso.Buttare i problemi nel razzismo e’ una politica becera fatta dai media in concordato con il governo.Ricordiamo che la manovalanza a basso costo viene sfruttatat dal sistema capitalistico di COOP rosse bianche e nere al fine di produrre merci a basso costo per mantenere le medesime con livelli di utili buoni.Il mercantilismo sta soffocando tutti i nuovi schiavi del 3° millennio.L’assurdo e’ che il ceto medio non puo’ consumare tutti i beni prodotti dai medesimi.Le industria hanno una potenzialita’ di produzione mai vista prima e i mercati sono saturi.Si e’ economicamente poveri nonostante i beni di consumo sono moltissimi.Dobbiamo anche ricordarci che le risorse mondiali non sono infinite e 7 miliardi di persone creano una pressione non indifferente sull’ ambiente.