Quei predatori sulle spiagge della Sardegna

sardegna
da La Stampa

Quei predatori sulle spiagge della Sardegna

Sono i turisti e i villeggianti che portano via sabbia, conchiglie e frammenti di rocce
Nicola Pinna
Cagliari
L’identikit è difficile da tracciare. Il cafone in vacanza non ha un’età media: è italiano ed è straniero, talvolta è uomo ma altrettanto spesso è donna. Riconoscerlo è difficilissimo: approfitta del caos in spiaggia, oppure entra in azione durante la notte. Quasi sempre fa il finto tonto e questo sembra essere l’unico tratto distintivo. Finge sempre di non conoscere le regole: ha la faccia tosta e cerca di convincere chiunque tenti di bloccarlo che non poteva neanche immaginare l’esistenza dei divieti. Non poteva sapere che non è consentito né prendere d’assalto le spiagge, né rubare la sabbia o imbrattare le rocce. Come se il buon senso non venisse prima delle leggi. Ma siccome ci sono addirittura la norme e le ordinanze, anche quest’anno in Sardegna le multe stanno scattando a raffica.
Gli appelli inascoltati
Gli appelli al rispetto dell’ambiente, che per l’isola è il monumento più prezioso, continuano a cadere nel vuoto. Ecco quello che succede a Budelli, l’isola della spiaggia rosa. La conoscono quasi in tutto il mondo e tutti sanno che da molti anni è vietato calpestare la sabbia, fare il bagno o superare le boe che delimitano la baia. Ma le foto scattate da Mauro Morandi, l’unico abitante dell’isola e ormai famosissimo custode, documentano che l’assalto è praticamente quotidiano. C’è chi corre e lascia le orme sulla sabbia rosa e chi ci scrive sopra il proprio nome e quello della morosa. Ma c’è anche chi non resiste alla tentazione del tuffo clandestino in questi metri quadri di paradiso che agli uomini dovrebbe essere interdetto.
Anche nei giorni scorsi qualcuno ha tentato di portar via un po’ di sabbia rosa, ma è finito nella trappola della Forestale all’aeroporto. Ai controlli di sicurezza dei tre scali della Sardegna oramai c’è un piccolo esercito che controlla i bagagli: non passano i liquidi, ma neanche le bottiglie piene di sabbia o le bustine con le conchiglie. In sei, nel giro di una settimana, si sono beccati una multa da tremila euro ma non è finita perché il Corpo forestale ha annunciato tolleranza zero. In molti sono riusciti a partire scampandosi la sanzione, ma non prima di aver svuotato la borsa. E infatti, nei magazzini dell’aeroporto di Cagliari e di quello di Olbia ci sono cassette e scatoloni con tonnellate di sabbia, conchiglie e frammenti di rocce che presto torneranno nei luoghi di origine.
Il tesoro di quarzo 
La sabbia più ambita dai turisti in partenza resta sempre quella della spiaggia di Is Arutas: i granelli di quarzo, che tanto assomigliano a bianchissimi chicchi di riso, finiscono quasi ogni giorno dentro bottiglie o zaini per andare poi ad abbellire giardini o acquari. Negli aeroporti ne sono state sequestrate tonnellate, ma la campagna di sensibilizzazione (anche attraverso i social network) non sembra sufficiente. E infatti, proprio nella stessa località, lungo la costa del Sinis, qualche giorno fa un’artista dal talento discutibile ha ben pensato di creare un’opera non molto originale, imbrattando di vernice azzurra un angolo della spiaggia, dove tra l’altro vigono anche i vincoli di un parco. Dopo la rivolta dei bagnanti, l’artista è stata denunciata dalla polizia locale.

 

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