Ritorno al passato

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Beh, la manifestazione berlusconiano-leghista di Bologna non poteva andare diversamente. Era scontato che finisse così. Un vero flop per Berlusconi e per Salvini.
Oramai, Silvio Berlusconi è un cadavere ambulante, politicamente finito. Ogni suo tentativo di alzare la testa è un ulteriore colpo per la sua fisica sopravvivenza. È in stato agonico. Lasciamolo crepare così, a poco a poco, fino a quando più nessuno si accorgerà quando se ne andrà definitivamente nell’altro mondo. Non vorrei nei panni del Padre eterno!
C’è ancora qualche baldracca che lo sta rimpiangendo, ma solo per quanto essa avrebbe desiderato ottenere, ma che non ha ottenuto come avrebbe voluto. D’altronde, Berlusconi non poteva “soddisfare” tutti!
Sulla Lega che dire? Nulla! Non c’è da dire che le solite scontate cose: è il partito dei  politicamente tarati, gente che nutre il proprio cervello con lo strame, poveretti, per loro il mondo è tutto racchiuso in quel fazzoletto che esibiscono con tanto orgoglio, ma serve solo a pulire il naso. 
Oramai è una mandria di buoi allo stato brado, che nessuno più riesce a tenere a bada, neppure un Matteo Salvini che sbraita loro cazzate, per tenerli a freno.
Matteo Salvini! Poveretto! Avevo già predetto la sua brutta fine! Politicamente parlando!
Vorrei tanto che la mia Brianza si liberasse una buona volta di questi zoticoni puzzolenti. E non ditemi che è brava gente! Non li sopporto!
***
da L’Unità
Maddalena Carlino
9 novembre 2015

Ritorno al passato

La manifestazione della Lega a Bologna e il patto a tre stretto tra Salvini, Meloni e Berlusconi
La kermesse della Lega che doveva bloccare l’Italia per tre giorni sembra essersi limitata ai tafferugli in città e a bloccare il tempo che passa. L’annuncio lo ricordiamo, era Ferragosto, alla festa della Lega di Ponte di Legno e prometteva la caduta del governo e la paralisi dello stivale.
Ma basta osservare Silvio Belusconi che si autocandida come leader del centrodestra e si comprende che a piazza Maggiore l’unica cosa che si è fermata sono gli orologi: “Stando insieme con Matteo, Giorgia e Silvio vinceremo – dice il Cavaliere – Insieme supereremo il 40 per cento, conquistando il premio di maggioranza”. Ma il tempo è davvero passato e quella che va in scena sembra la riedizione di un film già visto a cui mancano i colori.
Poi il richiamo ad Hitler, riferendosi questa volta a Beppe Grillo. “Se non saremo uniti, alle prossime elezioni ci sarà il ballottaggio tra Pd e M5s”.
A piazza Maggiore una folla decisamente non oceanica ha salutato “la cosa nuova” della Lega. Anche Salvini ci tiene a mettere all’angolo dall’ex comico: “Grillo sa dire solo no, noi oggi diciamo no per poi presentare i nostri sì” e cerca di convincere la platea del contrario di ciò che è evidente a tutti: “Questo non è un ritorno al passato, oggi a Bologna comincia qualcosa di nuovo, guidato dalla Lega”. “Nessuna riedizione del ‘94″, precisa il segretario della Lega. Eppure lo schema messo in campo è sempre quello, solo che al centro della foto c’è Salvini e non più Berlusconi.
Ma sono soprattutto i toni dei discorsi ad essere diventati una litania stancante: paura e rabbia la fanno da padrone e poco importa chi siano gli obiettivi del momento. Il populismo in salsa verde dell’anti-italiano Salvini ha già stancato. Nessuno vuole bloccare l’Italia. L’Italia e gli italiani vogliono andare avanti.
Solo Salvini sembrava contento della mattinata bolognese: è suo il vanto di aver messo all’angolo Silvio Berlusconi, ma (anche in questo caso) il risultato è più frutto del tempo che è passato, che di altro. Pur di intestarsi tale merito Salvini è stato disponibile anche al flop del blocca Italia.
Ormai la leadership nel centrodestra è delineata.

2 Commenti

  1. Giuseppe ha detto:

    Che altro ci si poteva aspettare dalla “reunion” del centro destra? Chi sono gli individui che si vantano di rappresentarlo? Un mercante di schiavi, prostitute e consensi che ha cercato di corrompere chiunque gli capitasse a tiro e si è comprato la presidenza del consiglio dei ministri per i propri comodi, mollandola solo perché nonno Napolitano è stato costretto a togliergli da sotto il sedere la poltrona a cui s’era incollato. E che adesso, nella sua prosopopea, pretende di continuare pontificare, non rendendosi conto che ormai nemmeno a casa sua lo stanno ad ascoltare. Insieme a lui c’era un insignificante capopopolo megalomane e razzista che si dà arie da grande stratega politico perché guida un gruppo di bifolchi ignoranti convinti che la cosa pubblica sia una sorta catering da cui attingere a piene mani. E, dulcis in fundo, una sguaiata militante fascista, tutta d’un pezzo, che indubbiamente ha carattere da vendere, ma lontano da Roma e al di fuori dalla sua cerchia di camerati non riesce proprio ad essere presa sul serio. Nell’insieme una schiera di sopravvissuti al ventennio berlusconiano che continua a vegetare nel passato confondendo la nostalgia con l’avvenire. Forse, nella loro dabbenaggine, si sentono soddisfatti del risultato ottenuto, convinti che si sia trattato di un grande successo, mentre invece avrebbero bisogno di qualcuno che gli mostrasse come stanno realmente le cose. Chi continua a cullarsi nelle illusioni rischia di prendere una solenne tranvata.

  2. GIANNI ha detto:

    Per molti versi, in effetti, un déjà vu all’insegna delle vecchie alleanze di centro destra.
    Di nuovo solo l’obiettivo, che a questo punto si sta realizzando, di Salvini di assumerne la leadership.
    Emblematica la fotografia in cui egli domina il campo visivo, a scapito di Meloni e Berlusconi.
    Ma in questo periodo, a quanto pare, è una costante, quella della rievocazione del passato.
    A sinistra assistiamo alla nascita di SI, che si presenta come costola di ex PD, fatta dai soliti esponenti dei dissenzienti all’attuale segreteria.
    Ancora una volta, un esperimento che non si capisce a cosa serva, visto che già c’era SEL.
    Comunque l’unica vera novità è in questi ultimi anni l’ascesa di Renzi.
    Il resto sono solo vecchie riedizioni di cose già viste, magari con qualche riverniciata, per dare una idea di nuovo che però non c’è.
    A destra il vecchio progetto dell’alleanza di centro destra, ma per cui però non si capisce, allora, quando Berlusconi dice proprio che il suo progetto è fallito per colpa degli alleati, cosa, oggi, lo renderebbe diverso, a prescindere dal merito del progetto stesso.
    Dall’altra parte scampoli di ex pd e movimenti a sinistra del pd, che non si capisce con chi vorrebbero costruire un’alleanza di governo, visto che senza il pd non hanno numeri per fare maggioranze.
    Lo stesso M5S, all’apice del successo elettorale, se voleva andare al governo, doveva accordarsi con il PD.
    Probabilmente Salvini porterà a termine l’obiettivo di nuova leadership, a sinistra magari bisticceranno un po’ su chi debba comandare sui nuovi ex pd, ed alla fine tutto resterà come prima, appunto, dèjà vu.