Sempre più di male in peggio!

brambilme
di don Giorgio De Capitani
L’ho già detto, e l’ho più volte ripetuto. Questa vicenda da telenovela sulla gestione pubblica dell’acqua (non si deve parlare di acqua “pubblica”: l’acqua è un bene “comune”, e non pubblico!) mi ha veramente rotto le palle! E penso che i cittadini se ne freghino delle vostre stupide polemiche, che non sono servite a salvare il bene prezioso dell’acqua, bene comune! Almeno finora.
Finiamola una buona volta, e che si arrivi al più presto ad un dato di fatto!
Sono stanco di leggere le solite panzane sulle complesse rivalità politiche, o meglio partitiche, dando la colpa alla destra o alla sinistra, quando tutti sappiamo che nessun partito (nemmeno la Lega Nord!) pensa al valore dei beni comuni, ma li sfrutta per il proprio tornaconto economico o per il proprio consenso elettorale. Distinguerei tra Comuni che vogliono salvare i propri interessi e Comuni, anche del Pd, che non ci vedono chiaro, e restano perplessi. E allora? Che si arrivi ad una conclusione il più in fretta possibile.
Signor Brambilla, che cosa hai ottenuto con i tuoi prolissi editoriali che talora saltano di palo in frasca? Mischi sempre le cose: passi dall’accusa ad un partito per poi tirare in ballo altre questioni che non c’entrano nulla con la gestione dell’acqua.
Che cazzata hai scritto nella finale dell’ultimo tuo editoriale?
Lo riporto per intero. 
«Esponenti di primo piano del PD se non sono direttamente inseriti in aziende pubbliche provinciali hanno dentro parenti stretti; a Osnago la stessa più luminosa è quella di Paolo Strina che si è guadagnato la presidenza dell’assemblea regionale del PD, in Valletta hanno pensato alla fusione, passata con il 30% dei cittadini anziché dedicarsi ai grandi temi come, appunto, l’acqua pubblica e i servizi alla persona. Avete mai letto una riga scritta da Marco Panzeri, che pure è stato tra i fondatori di Retesalute? Noi no. E siamo certi che mai abbia scritto qualcosa. Paura? Incapacità di assumere una posizione? Subalternità ai vertici del partito? Secondo noi tutte e tre le cose assieme. Di fatto una presenza insignificante nel panorama politico provinciale. E con lui le due sindachesse entusiaste di avere fuso i comuni ma, evidentemente, incapaci di leggere le complesse carte che affastellano gli scaffali di Lario Reti, società collegate e Corte dei Conti».
Signor Brambilla, non ti è andata proprio giù (era da aspettarselo! chissà che sangue amaro!) la fusione di Perego e di Rovagnate: ora ti arrampichi sui vetri delle percentuali di partecipazione della gente. Non ti ricordi, o fingi, che la partecipazione ai referendum negli ultimi anni è stata sempre bassissima, perché la gente se ne sta fregando di qualsiasi bene comune, colpa anche di certi partiti che battono sempre sul tasto della pancia. Però, non credo che i cittadini di Perego e di Rovagnate se ne siano fregati del tutto. La partecipazione è stata buona, come è stata buona la votazione per il sì alla fusione, anche a Perego, dove due o tre gatti leghisti avevano tentato di porre un freno, ricorrendo a bugie e a panzane (richiamandosi anche alle tue allucinazioni!).
Come puoi rispondere a Dario Colombo, sostenendo che non sei mai entrato nella questione della fusione di Perego e Rovagnate? Non ti ricordi ciò che hai scritto in un editoriale, da farmi incazzare di brutto, tanto da decidere di non collaborare più con Merateonline, con qualche mio intervento? Hai la memoria corta?  Eccolo l’editoriale incriminato: qui.
A te interessano altre fusioni. A te, come Direttore di un giornale, non deve interessare nessuna fusione, a meno che come cittadino non sia direttamente coinvolto. Tu non dovevi mettere il becco in una questione che interessava Perego e Rovagnate: toccava ai cittadini interessati decidere, come toccava alle amministrazione proporre un referendum. Se a proposito della gestione dell’acqua, hai le stesse idee confuse che hai sulla fusione dei Comuni, allora capisco i tuoi strampalati editoriali.
Ancora. È correttezza mettere l’ultimo intervento di Dario Colombo tra le lettere? Non era un articolo che meritava più risonanza? Già, ti ha detto la verità in faccia! E ciò fa male. Così pure ora ti dà fastidio qualche “blog farneticante” (il mio non è un blog, ma un sito!).
Per fortuna che, oltre ai due mass media locali (ora diventati fratelli!) c’è qualche altra voce, forse più libera, meno pettegola, anche senza il sostegno di migliaia di lettori che sono assettati di fatti di sangue o di notizie banali. A giudicare dalla cultura brianzola, non si direbbe che i mass media locali facciano qualcosa per elevarla. Certo, anch’io mi sento impotente, ma non ho a mia disposizione i mezzi potenti dei poteri informatici locali. 
Una curiosità. Come mai sul tuo giornale appare sempre una rubrica giornaliera (per l’esattezza “Rubrica natalizia”) di una lettrice che mi pare sia stata impegnata in politica o in un’amministrazione locale? Non è una indiretta propaganda elettorale? Se si tratta di una omonimia, come non detto. In ogni caso, forse quella lettrice ha preso Merateonline come un Foglio informatore parrocchiale!
Infine. Ho saputo che ultimamente il Comitato per il Sì alla fusione di Perego e Rovagnate ha inviato alcune righe di ringraziamento alle due popolazioni per il positivo risultato ottenuto. Vorrei chiedere:  dove è finito lo scritto? Sì, è vero, su segnalazione, l’ho trovato in archivio. Ma non è mai stato visibile in nessun posto. Ameno che sia apparso per una mezzoretta, e poi fatto sparire. Chissà perché?
NotaBene.
Non rispondo a nome di Paola Panzeri e di Marina Galbusera (le “due sindachesse” di Perego e di Rovagnate). Decideranno loro se rispondere oppure no. A proposito invece di Marco Panzeri, dico solo che è un comportamento vile attaccarlo, quando c’è in ballo una causa giudiziaria.
***
Riporto integralmente la risposta di Dario Colombo e la contro risposta del Direttore, un capolavoro di giornalismo che si crede intelligente!
da Merateonline

Giusto, giusto ma brutto, molto brutto

Lecco, Perego, Rovagnate
GIUSTO
Le considerazioni del direttore sul Consiglio d’Amministrazione dell’ufficio d’ambito di Lecco in relazione alla Proroga affidamento del servizio idrico integrato nell’ATO di Lecco alla società Idroservice del 14 dicembre scorso SONO in gran parte CONDIVISIBILI.
È incomprensibile il motivo per il quale, quando si arriva a certi livelli di potere, (per meriti o per spinte) si perda completamente il senso e la sicurezza che il sacro fuoco dell’ideale ti ha spinto ad esporti e a lottare per sconfiggere sistemi e modi di fare che ti sembravano ingiusti, ma poi, giunti al posto dei comandi, il comportamento e le decisioni non si discostano molto dal sistema al quale ci si è contrapposti, se non addirittura si aggrava la situazione.
La gestione dell’acqua è uno fattore importante e determinante non solo nei nostri comuni e vederla trattare come un qualsiasi bene di consumo e di profitto proprio da quelle forze che ne hanno fatto una bandiera di intoccabilità e sacralità è per lo meno imbarazzante.
Se la Legge è Legge non ci sono santi che tengano: se non si può, non si può! Se la legge dice che la società che deve gestire l’acqua deve essere pubblica e di primo livello, cioè deve essere direttamente dei comuni (così ho capito) non ci possono essere dei raggiri, codici, codicilli, interpretazioni che ne possano cambiarne il senso!
BRUTTO
Però…
Eeee sì c’è un però.
Il finale del suo editoriale è pessimo.
Le considerazioni su le due sindachesse della Valletta sono davvero degne di un becero maschilismo, di una leggerezza bigotta e anacronistica.
L’affermare che le due non siano in grado di leggere e capire le complesse carte dell’argomento acqua è veramente un atto di assoluta protervia.
Le due sindachesse sanno, e sanno molto bene, cosa succede in quell’ambito, e, secondo me, sull’argomento sono (ma guarda te!) d’accordo con lei…
Altra cosa che nell’editoriale viene a galla è il fastidio per il fatto che la gente di Perego e Rovagnate se ne sia infischiata dei suoi suggerimenti sul voto al referendum per la fusione dei due comuni, che lei ha iniziato a diffondere molto tempo prima del dovuto.
I votanti hanno scelto la fusione con una percentuale vicina al 70%, i votanti sono stati oltre il 50%, per un referendum dove non era richiesto il quorum, di questi tempi, non è per niente male… anzi!!!

stai sereno,

dario colombo

n.b.
So che non pubblicherà neanche questo, ma tant’è…
da qualche altra parte apparirà

Caro Dario, non so perché si scaldi così tanto per la fusione, contro la quale, peraltro, mai ho scritto almeno tra Perego e Rovagnate (sono ben altre le fusioni contro le quali ci batteremo). La percentuale di partecipazione al voto è bassa, inutile girarci attorno: il 70% del 50% fa il 35% degli aventi diritto. Magari partecipare a una votazione è ormai secondario come spiega Renzi ma resta il solo termometro dell’interesse o meno verso la chiamata alle urne. L’acqua: che la pensino come me è poco rilevante. Conta che lo dicano a voce alta, nelle assemblee, sui giornali. Che si schierino come hanno fatto Merate, Oggiono, Cernusco, Ello. Scendano in campo sul serio. Non si limitino a un generico consenso di cui nessuno è a conoscenza. Quanto al pubblicare la Sua lettera le dirò, ringraziandola, mi si è appena rotto il freno a mano dell’auto ma Lei è riuscito a ridarmi buonumore: e dove apparirebbe il suo scritto? Sui muri? Sul ciclostile di Valletta Brianza? Su qualche blog farneticante? Se ne faccia una ragione: se desidera diffondere il Suo pensiero, qui trova spazio. E lettori.
C.B.

1 Commento

  1. GIANNI ha detto:

    Devo dire che non credo di aver compresso tutte le questioni a fondo.
    Comunque, risulta evidente che confondere, fare commistioni indebite tra gestione dell’acqua e fusione tra comuni, non ha senso.
    Forse, un espediente cui ricorrono taluni, quando non hanno argomenti a supporto delle proprie tesi?