Per favore, non mettetele sullo stesso piano di Vittorio Arrigoni!

due volontarie italiane

di don Giorgio de Capitani
Vittorio Arrigoni era di un altro pianeta: di un altro calibro sociale, di ben altro spessore civile e morale. Certo, anche lui è stato contestato. Certe scelte non sono subito evidenti, hanno i loro pro e i loro contro. Altrimenti, non sarebbero scelte coraggiose. Il tempo poi ridimensiona le critiche, e rivaluta le scelte. Ma ci vuole tempo.
Vittorio ha lasciato un segno indelebile, che i suoi nemici non riusciranno mani a spegnere, e che torna vivo soprattutto in questi giorni di follia reciproca, testimone un mondo per un verso colpevolmente impotente, e per l’altro ipocritamente fazioso.
Oggi tutti o quasi si sentono “palestinesi”. È di moda. Ma nulla sanno di ciò che succede veramente laggiù, dove talora è difficile distinguere la ragione dal torto, quando di mezzo c’è la violenza di un potere maggiore e di un potere minore. Si tratta, comunque, di potere, che si affronta in modo asimmetrico, e per questo ancor più pericoloso e deleterio.
Chi muore è sempre l’innocente, non importa da che parte sta. Non credo che si arriverà facilmente alla pace tra il Governo d’Israele e Hamas, l’organizzazione armata che dice di difendere i diritti di uno Stato libero palestinese. Fino a punto sia sincero, non saprei. Qualche dubbio, comunque, l’avrei.
Vittorio Arrigoni è stato dalla parte dei più deboli, ovvero dei palestinesi, senza condividere gli intenti di Hamas, anche se, bisogna ammetterlo, i palestinesi, senza Hamas, sarebbero già stati ridotti al minimo, costretti in un minimo spazio territoriale. Purtroppo, i deboli proprio perché tali sono sempre nelle mani di qualcuno che usa la forza per difenderli, e non si pongono il problema se costoro difendano i loro veri interessi, o altro.
Non credo proprio che il popolo d’Israele sia più debole del popolo palestinese: da che parte stare allora? Non si tratta di scegliere tra la dura politica del Governo d’Israele o la violenza di Hamas, ma di stare dalla parte di chi attualmente vive nel peggiore disagio umano-sociale. Non credo che i bambini d’Israele abbiano bisogno di essere protetti da qualche associazione umanitaria o da qualche volontario spinto da motivi umanitari. I bambini palestinesi sì, hanno bisogno! Qui sta il vero problema.
È chiaro che la realtà palestinese assume anche un carattere politico. Basterebbe la buona volontà del Governo d’Israele per trovare una soluzione, conveniente per entrambi. Ma forse gli interessi che stanno dietro sono tanti. Possiamo anche immaginarceli. Lo Stato d’Israele è il più forte che esista sulla terra, ma ha bisogno di altri spazi territoriali e soprattutto di zone dove trovare più risorse. La striscia di Gaza è appetibile, e Israele non vuole farne a meno.
Vittorio Arrigoni ha pagato con la vita la sua scelta, e l’ha pagata da solo. Non si è fatto infinocchiare da qualche losco individuo. Non è stato tanto ingenuo! Ingenuo sì, ma nel credere nell’Umanità.
Non conosco le due ragazzine che sono state sequestrate. Così si dice. Dopo i primi sperticati elogi da parte di tutti o quasi i mass media italiani per la loro coraggiosa scelta umanitaria, ecco poi le retromarce. Ora tutto sotto silenzio. Meglio tacere. Le cose non sono chiare. Forse le due ragazzine…
Vi propongo due articoli. Giudicateli voi. Per ora non mi pronuncio. Il tempo, come al solito, sarà il miglior giudice. Dico solo: per favore, almeno per ora non mettetele sullo stesso piano di Vittorio Arrigoni!    
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13 Commenti

  1. GIANNI ha detto:

    In effetti si fa molta confusione su questi temi, e talora questa confusione ce l’hanno anche coloro che, pur se in buona fede, vorrebbero mettersi dalla parte dei cosiddetti buoni in modo acritico ed aprioristico.
    Che vi sia stata quanto meno confusione da parte delle due ragazze è comprovato dalla foto in cui sventolano un certo vessillo,riconducibile alle organizzazioni salafite,non certo simbolo di libertà:
    ma come stanno le cose?
    Intanto non va fatta confusione tra situazione siriana e situazione israeliana e palestinese.
    In Siria si combatte contro il partito Baath, che poi era lo stesso partito di Saddam Hussein.
    Potremmo tradurlo con partito nazionalsocialista, praticamente un partito nazista o fascista, fondato da coloro che avevano contatti e simpatie naziste all’epoca, anche perchè i tedeschi erano nemici degli inglesi, oltre che degli ebrei.
    In Siria il partito fu peraltro egemonizzato dalla famiglia Asad, che epurò le componenti liberali e socialiste dello stesso partito, come in Germania la corrente di destra del partito nazista fece fuori quella di sinistra (episodio tramandato alla storia come notte dei lunghi coltelli).
    Contro il Baath combattono diverse componenti, non tutte libertarie e democratiche.
    Sicuramente non sono tali le organizzazioni salafite, elemento di riferimento nel caso delle due ragazze.
    Queste due, forse in buona fede, hanno scambiato lucciole per lanterne nella migliore delle ipotesi, se hanno ritenuto le organizzazion salafite estranee a terrorismo e fondamentalismo.
    Hamas è invece operativa in funzione antiisraeliana come organizzazione praticamente riconosciuta da tutti come terroristica, dall’UE al Giappone, e pure è bandita dalla Giordania.
    Arrigoni non si presentava come dalla parte dei poteri, israeliano o hamas, ma dalla parte della popolazione debole.
    Per questo sarebbe errato accomunarlo alle due, quanto meno sprovvedute, ragazze.
    Fermo restando che nella crisi del vicino oriente a mio avviso è errato distinguere nella popolazione civile colpita, se non fiancheggiatrice di organizzazioni terroristiche, tra vittime e colpevoli, perchè sono entramne vittime, va apprezzato chi si mette a disposizione delle vittime, senza connotazioni ideologiche.
    Diversamente, le cose…sanno di qualcosa di diverso, ed anche il manifestato intento puramente umanitario, rischia una commistione con elementi diversi, che fanno dubitare della buona fede dell’operatore.

  2. Valentina ha detto:

    Ma dico, se una persona desidera fare del bene agli altri, ha proprio necessità di andare a mettersi nel pericolo in un Paese lontano e devastato? Ecco il ringraziamento: altre due persone scomparse! Mettersi in una situazione pericolosa non è giusto anche nei confronti delle famiglie, che vivono momenti di angoscia. Se uno vuole fare del bene agli altri può farlo nel luogo in cui vive e soprattutto in modo sicuro: si rivolga alla parrocchia, faccia volontariato in ospedale o alle mense per i poveri, faccia compagnia a una persona anziana e sola… Ci sono tante persone bisognose d’aiuto e d’affetto in casa nostra, non c’è bisogno di andare a cercare guai in un Paese lontano e soprattutto ostile verso gli stranieri.

  3. Giuseppe ha detto:

    Credo sia del tutto inutile stilare una graduatoria di merito dei giovani che sentono il bisogno di mettersi a disposizione di chi soffre offrendo, nei limiti delle proprie possibilità e competenze, un po’ d’aiuto e di conforto a chi ne ha bisogno. Detto questo, però, mi sembrerebbe logico che per iniziative del genere ci si appoggi a una delle organizzazioni umanitarie di provata serietà e capacità, che già operano nei territori teatro di conflitti e di sofferenza. Secondo alcune fonti, invece, sembrerebbe che le due ragazze abbiano preferito agire in modo autonomo seguendo contatti improvvisati, spinte probabilmente da un eccesso di spirito d’avventura, quantomeno più rischioso ed incosciente. Mi auguro per le loro famiglie che possano presto riabbracciare i loro cari, nella speranza che riescano a dimostrare più giudizio di quanto viene loro accreditato.

  4. Ottavio ha detto:

    Se sono andate ad aiutare i salafiti possono rimanerci in Siria.

  5. Alberto ha detto:

    E’ vero c’è una differenza enorme tra i due casi, basta confrontare i genitori delle tre famiglie, quelli delle due ragazzine sembrano se non altro persone normali, o meglio, come qualunque individuo di buon senso avrebbe fatto, hanno cercato di persuadere i figli dal non andare in soccorso di certa gente.
    Nel caso di Arrigoni invece, sentendo anche l’intervista alla madre che l’altro giorno diceva di sostenere le posizioni di Hamas, siamo di fronte a un soggetto probabilmente molto più inquadrato ideologicamente di queste due scappate di casa.
    Il che mi fa dire che i genitori hanno sempre le loro responsabilità nelle scelte dei figli, chi è troppo arrendevole e chi poi addirittura mette loro idee sciagurate nella testa.

    • Egidia Beretta ha detto:

      Signor Alberto, Lei non ha ascoltato bene le mie parole. La posizione di Hamas che io ho detto di sostenere riguarda le richieste presentate al Cairo: fine dell’embargo che stritola la Striscia, riapertura dei valichi, possibilità di pescare sino a 12 miglia, possibilità per i contadini di coltivare le terre anche al confine, creazione di un porto commerciale… Se conoscesse la situazione di Gaza, forse le condividerebbe anche Lei. Che poi Lei ritenga che siano sciagurate le idee e gli ideali che condividevamo con mio figlio Vittorio, se il risultato é l’aver egli messo la vita a disposizione degli ultimi, lascio a Lei valutare dove io abbia sbagliato.

      • Alberto ha detto:

        Vede signora, davanti al consesso mondiale le posizioni di Hamas non contano nulla, mentre quelle di Israele molto, se vuole le spiego anche il perchè.
        Quindi non sarà mai Hamas a imporre alcuna risoluzione a questa vicenda, lei sostiene qualcosa di utopico, di irrealizzabile (per fortuna).
        Detto ciò, stare dalla parte di Hamas, in qualunque sfumatura, è una sciagura di per se, sarà la storia a dirlo, non certo io, Israele se volesse, o fosse costretta a farlo, potrebbe spazzare via qualunque suo avversario, vicino o lontano, figurarsi quello vicino.
        Vede anche il nazismo aveva buone idee al netto della soah, della guerra, della soppressione della libertà, provi a sostenerne qualcuna citandone la fonte e capirà cosa ho inteso dire.
        Sappia poi che anche io conosco persone che sono state in quelle zone e conoscono ormai molto bene la situazione, è giusto che lei sappia che chi muore per mano di armi israeliane è perchè decide lui di farlo, perchè Israele ha sempre usato le dovute precauzioni, avvertendo col dovuto anticipo qualunque civile palestinese e non palestinese di evacuare le zone che intendeva colpire, intimandolo a farsi da parte in una guerra in cui Israele sa contro chi combattere, una fazione terroristica e criminale, mentre dall’altra parte si tratta di una guerra di una fazione terroristica e criminale contro un intero popolo.

        • Egidia Beretta ha detto:

          Signor Alberto, ma crede davvero a ciò che scrive? Che i quasi 2000 uccisi a Gaza sotto le bombe siano morti perché lo hanno deciso loro, anche le centinaia di bambini? Evidentemente conosce poco o nulla della storia della Palestina. La invito a leggere “La pulizia etnica della Palestina”, di Ilan Pappe, poi, magari, se volesse, ci risentiamo.

          • Alberto ha detto:

            Signora, non ho motivo di dubitare di quello che ho affermato, sono testimonianze di persone che hanno visto coi propri occhi come si svolgono i fatti.
            Le ripeto, i morti a Gaza sono persone che sono state avvertite di evacuare per tempo da parte delle autorità israeliane, queste persone non l’hanno voluto fare per non lasciare le proprie case, è stata una loro scelta, quanto ai bambini, gli lasci da parte perchè sa bene che i bambini purtroppo seguono le scelte dei loro genitori, la riporto a quanto ho scritto poco fa. C’è una differenza sostanziale tra chi prima di bombardare avverte i civili di evacuare e chi compie atti di terrorismo indiscriminato.
            Quanto alle letture che lei mi consiglia, le consiglio anch’io di rileggersi (visto che immagino l’avrà già fatto) un pò di storie sull’olocausto, ma di trarne una dovuta conclusione: ogni parola sulla Memoria della Shoah è vana se non si difendono gli ebrei vivi, me lo disse un mio professore d’italiano i cui parenti erano stati sterminati a Dachau.

          • Don Giorgio ha detto:

            Mi permetto di intromettermi, solo per dire: smettetela di tirare in ballo la Shoah a sproposito! La Shoah dovrebbe casomai essere di monito per Israele! Da vittima è diventato carnefice!

  6. Giulio ha detto:

    La foto delle ragazzine e che è quella che gira di più in tv e su internet, spesso è tagliata come in questo articolo, nella foto originale si vede che queste due si erano fatte immortalare con un cartello scritto in arabo in cui inneggiano ai terroristi islamici aderenti a una sedicente “Brigate dei martiri”, che sono i terroristi suicidi, ringraziandoli dell’ospitalità.
    Ciò significa che erano state ospitate presso di loro nella città siriana di Adlab.
    Non escluderei affatto che il rapimento sia una messa in scena orchestrata per dare soldi ai loro amici.

  7. Giulio ha detto:

    La cosa più triste è sapere che l’ingenuità di queste ragazzine è la stessa di moltissime altre persone che in europa si sono innamorati dei propri carnefici, svegliamoci! FERMIAMO L’INVASIONE ISLAMICA! STOP ALL’ISLAM! BASTA MOSCHEE!

  8. Piera Marcigoni ha detto:

    ” I paragoni sono odiosi” (jon gage”)