A Monte è rimasta solo Tracey a difendermi?

DCIM100MEDIA

di don Giorgio De Capitani
Così sembra. Senz’altro è l’unica mamma di Monte che finora si è esposta in pubblico. Forse le altre sono timide, o hanno timore di essere giudicate. Oppure hanno ben altro a cui pensare. Be’, il discorso andrebbe allargato anche ai papà, e a tutta la comunità.
Ci sono i figli da adorare, e c’è pure il mondo intero evanescente, quel mondo che fa comodo postare sulla propria pagina di facebook per darle un’apparenza di grande solidarietà o di sensibilità sociale. E si dimentica il piccolo, il locale. Il piccolo è proprio piccolo e gretto, coperto da tanto pseudo-idealismo.
Certo, anche il problema dei marò esce dal locale. Ma fino a un certo punto. Forse pochi hanno compreso il senso della mia polemica. Non riguardava tanto la colpevolezza o no dei due fucilieri, ma quel falso eroismo di cui sono stati avvolti, riguardava quel mito che talora idealizza miserie umane.
I nostri ragazzi di quali modelli hanno bisogno? Dei due marò? Ecco perché  il caso marò diventa locale. Un caso che riguarda il nostro modo di giudicare le cose, di rapportarci con l’educazione dei figli. Occorre insegnare ai ragazzi che i valori vanno ben al di là dei fanatismi di caste intoccabili. Ci sono martiri moderni a cui nessuno pensa. Martiri laici! Chiedete ai vostri figli che è Vittorio Arrigoni. Non lo sapranno. Hanno perso la gerarchia dei valori, perché gli adulti hanno le idee confuse, hanno perso l’anima del mondo che li circonda.
Non so quanti genitori sanno discutere coi figli dei problemi della società. Sì, discutere con loro, anche a tavola. Discutere anche delle polemiche scatenate da qualche intervento del loro prete non troppo in linea con il sistrema.
Inizierà fra pochi giorni la scuola. Gli studenti magari si risveglieranno, dopo il periodo comatoso delle vacanze, prendendo coscienza dei problemi della società, come se prima, durante le vacanze, fossero spariti. E qualcuno cercherà di fare il solito casino. Senza sapere per che cosa lottare. Da che parte stare. O meglio, scelgono di stere dalla parte del casino fine a se stesso.
Nei mesi scorsi, mi chiedevo: i giovani dove sono?  Spariti nel nulla: in giro con le motorette a fare i cretini, nelle discoteche a ubriacarsi. Sì, qualcuno ha fatto qualche esperienza cosiddetta sociale. E poi? Tutto come prima. Non sono di per sé contrario alle esperienze estive di giovani alla ricerca di qualcosa di autentico. Ma non basta fare qualcosa: raccogliere pomodori o pulire cessi. Occorre agire e pensare, pensare e agire. Ogni esperienza caritativa deve essere accompagnata da un forte pensiero. Altrimenti, finita l’esperienza, tutto cade nel vuoto!
Gli studenti torneranno a scuola. E che cosa riceveranno dalla scuola? La scuola italiana è un laboratorio di Pensiero? Forse neppure una infarinatura!
da Merateonline

Solidarietà a don Giorgio

Perego
Vorrei esprimere la mia solidarietà a don Giorgio su quanto espresso a proposito della vicenda dei marò.
Sono piuttosto sconcertata e preoccupata delle minacce che ha ricevuto in proposito. Esprimere le proprie opinioni, a volte anche in maniera accesa com’è nel suo stile, è un diritto sacrosanto. Minacciare e dire “facci sapere dove sei che ti mandiamo tutta la caserma” è incivile e certamente non fa onore a nessuno.
La vicenda dei marò, giustamente, vede il governo italiano chiamato in causa. Ma dov’era lo stato italiano quando è stato ucciso Vittorio Arrigoni? Dov’era quando sono state uccise le tre missionarie in Burundi o quel povero signore genovese ucciso da un ladro in Turchia dopo aver portato farmaci ai bambini armeni? Sono solo alcuni esempi recenti, ma perché non si parla mai abbastanza di queste persone? Certamente non sono marò… ma semplici persone con ideali puri che senza armi in mano hanno voluto portare amore e solidarietà, nel silenzio e nell’umiltà.
E’ questo che mi irrita. Al funerale di Vik c’erano sì alcuni sindaci….ma dov’erano le altre istituzioni? Se ne sente mai parlare in televisione?
L’unica cosa che obbietto al caro don Giorgio, è la modalità con cui lui si esprime, non di certo i principi di fondo. Avrei evitato di rivolgermi ad una ragazzina, la figlia di Latorre. Pur rispettando il suo dolore nell’avere il papà lontano, e non dimentichiamoci…agli arresti domiciliari in ambasciata italiana, non di certo sbattuto in qualche lurida cella indiana, c’è modo e modo di esprimerlo. Certamente non lanciando insulti allo stato italiano, commenti tutti sapientemente fatti sparire in seguito.
Perché non ci soffermiamo a pensare che sono state uccise due persone e di questo qualcuno deve pur essere responsabile ? Non pensiamo alle famiglie di questi poveri pescatori, ai loro figli? E’ giusto fare chiarezza sulla vicenda che, a parer mio, non ha nulla a che vedere con altri militari all’estero che cercano di svolgere il proprio dovere. Pur non condividendo pienamente le missioni all’estero, sono certa che sono molti i militari che sentono davvero il senso della patria e che fanno di tutto per utilizzare gli strumenti pacifici in proprie mani per dare sollievo alle popolazioni locali martoriate dalle guerre. Ma questo è un altro discorso.
Tracey Giovanzanti

 

4 Commenti

  1. GIANNI ha detto:

    Approfitto della ricomparsa del codice capcha che ogni tanto mi compare e quasi sempre no, in questi ultimi giorni, per dire che condivido in pieno il commento di questa signora.
    A prescindere da quello che pensiamo su questa faccenda, credo che don Giorgio avesse il diritto di dire quanto segue.
    Forse io stesso in precedenti commenti non sono stato capace di spiegare esattamente la mia posizione.
    Per me l’ha fatto questa signora.
    Possiamo non condividere i toni o il merito di quanto dice una persona, ma dobbiamo astenerci da un genere di commento che don GIorgio ha subito che, più che commento, pare minaccia.
    Vediamo di confrontarci nel merito, poi per i giornali vale quanto osservato sul loro mettere in bocca cose addirittura opposte.

  2. alessandra ha detto:

    Chissà come mai? Provare con l’esame di coscienza?

    • Don Giorgio ha detto:

      Brava! Un buon consiglio! Non ci sarei mai arrivato da solo! Forse l’esame di coscienza lo dovrebbe fare anche una comunità che prima munge e poi si dimentica. O forse le nostre comunità brianzole sono così: sostengono ma a modo loro, senza dirlo apertamente. La mia era solo una provocazione. Ma tu non l’hai capito! Poveretta!

  3. gianluca ha detto:

    L’Uomo del Monte ha detto NO.