Intelligenti e dementi a fasi alterne…

L’EDITORIALE
di don Giorgio 

Intelligenti e dementi a fasi alterne…

Posso confessare che, certo non da oggi, ma soprattutto oggi, mi trovo a sentirmi solo, diciamo per necessità, nel senso che ogni giorno devo vigilare perché non cada nel tranello di stare da una parte o dall’altra, visto che, il giorno dopo, la mia scelta è caduta sulla persona sbagliata?
In breve, vorrei dire che stare dalla parte della giustizia sembra quasi impossibile, e ciò procura lacerazioni interiori, profonde amarezze appena ti accorgi che la persona che stimavi prende una posizione che non condividi più.
Sto parlando di una società, dove è difficile, non tanto barcamenarsi per trovare un salvagente per salvarsi, ma perché le idee sono confuse e contraddittorie, in quanto l’intelletto è spento o quasi, e ci si fida di una opinione o di un giudizio che sembra al momento il migliore.
Mi vorrebbe da dire che si è intelligenti e dementi a fasi alterne: ovvero si è lucidi su un aspetto della società e contemporaneamente si valuta un altro aspetto in modo folle. Per fare un esempio attuale: si è pro putin, e nello stesso tempo si è pro palestinesi, giudicando contraddittoriamente situazioni che dovrebbero essere valutate con lo stesso occhio, quello della giustizia, per cui la vittima rimane vittima, quando c’è un dittatore criminale che viola i diritti di chi è nel giusto. E allora ecco la domanda: che concetto di giustizia abbiamo?
Certo che le situazioni possono essere diverse: nella guerra tra la Russia occupante e l’Ucraina invasa ci sono due eserciti che si affrontano, l’uno per occupare e l’altro per difendere la patria, mentre a Gaza c’è un solo esercito, quello israeliano, che uccide degli innocenti. Ma succede che se per la guerra tra i Russi e gli ucraini ci potrebbero essere valutazioni diverse su chi ha torto e su chi ha ragione, anche nel caso di Gaza c’è chi sta dalla parte di Israele, confondendo Hamas con la popolazione di Gaza. In questo ultimo caso la follia è totale, ovvero la perversione umana non conosce limiti.
Potrei citare un altro caso di follia umana: quello di Ilaria Salis. Qui lascerei la parola anzitutto a Massimo Gramellini. «È sorprendente che un noto liberale come Matteo Salvini accusi gli europarlamentari di Forza Italia di avere salvato Ilaria Salis dalle fauci di Orbán, aggiungendo i loro voti a quelli del centrosinistra nella segretezza dell’urna. Lungi dal considerarli dei traditori, ero convinto che li avrebbe ringraziati per la coerenza. Il centrodestra, di cui Salvini fa parte fino a prova contraria, ha fondato la sua storia sulla strenua difesa delle libertà individuali. E il garantismo è come la tolleranza: ha un senso solo se lo applichi anzitutto ai tuoi avversari, specie quando il sistema giudiziario che li reclama appartiene a una democrazia piena di buchi come l’ungherese. Neanche il peggior nemico di Ilaria Salis può onestamente affermare che ci sia un giudice a Budapest. Un magistrato, cioè, in grado di valutare con autonomia e indipendenza l’operato della eurodeputata italiana, dopo che un ministro del governo Orbán le ha già recapitato un messaggio minatorio con le coordinate del carcere. In un contesto del genere, mandarla a processo equivaleva a mandarla in galera. Il reato che le contestano è stato commesso prima della sua elezione, certo. Ma con che coraggio, e con che umanità, un liberale può consegnare una rivale a un destino già scritto? Viva i “traditori” per averci evitato l’ennesima replica di uno spettacolo grottesco. Quello di una parte politica che vuol negare alla controparte le stesse garanzie che pretende per sé».
Chiaro? Forse per tanti, ma non per tutti. E così il popolo bue corre dietro ai barbari che non riescono più a capire le elementari nozioni di giustizia, arrivando al punto, per una questione di perversione mentale o di faziosità di partito, quello xenofobo, di non capire che c’è giustizia e giustizia, e che basterebbe poco, per evitare di mettere una persona nelle mani di un tribunale delinquente, come quello ungherese.
D’altronde, come un popolo se è bue può avere gli occhi aperti, quelli dell’intelletto? E senza gli occhi aperti come si può avere una conoscenza di ciò che è bene e di ciò che è male?
La società di oggi si trova in un terribile circolo vizioso, dove tutto gira vorticosamente nel nulla, che è l’assenza della verità, della giustizia e della pace.
11 ottobre 2025
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