Gentile segretaria Elly Schlein

dalla pagina facebook di
Mattia Madonia

Gentile segretaria Elly Schlein

lei ha pubblicato un post con parole pregne di europeismo – “L’Europa sarà federale o non sarà” -, denunciando inoltre gli intrallazzi del duo Putin-Trump.
Certo, avrebbe potuto citare almeno una volta l’Ucraina, e anche una visita a Kyiv non guasterebbe, ma sorvoliamo per quieto vivere.
Nel post ha sferrato attacchi contro i soggetti che l’Europa vogliono smantellarla, quelli che strizzano l’occhio al tycoon e al suo sodale russo.
Tutto molto bello, ma forse non si è accorta di parlare proprio dei suoi principali alleati.
Qualche ora dopo il suo post, infatti, Giuseppe Conte ha rilasciato delle dichiarazioni in cui ha svelato – sebbene non fosse un mistero – una natura incompatibile con i valori del Partito Democratico, e quindi in teoria della coalizione di cui lei, segretaria, dovrebbe essere leader e portavoce, almeno in base alle preferenze elettorali e ai rapporti di forza dei partiti.
Lei ha parlato di “inaccettabili minacce di interferenze politiche”, di una “dottrina Trump” che è quella di Putin, dei nemici che “ammiccano in modo subalterno agli attacchi di Trump” e vogliono indebolire l’Unione Europea.
Conte ha detto che l’Europa ha fallito e che dobbiamo lasciare a Trump il compito di condurre il negoziato. In pratica è l’identikit del nemico che lei ha descritto nel suo post, un Vannacci qualunque che si trova però nel campo largo.
Nel post lei ha anche scritto: “La strategia di Putin e anche di Trump è evidente: dividerci, per renderci più vulnerabili singolarmente. E purtroppo trovano sponda in alcuni governi nazionalisti europei”.
No, segretaria: trovano sponda anche nel suo alleato di punta, che tra l’altro ha rilasciato dichiarazioni identiche a quelle di Salvini. Rendersene conto è lesa maestà?
Non c’è nulla di europeista nel Movimento Cinque Stelle, partito adescato da Russia Unita per destabilizzare l’Unione Europea dall’interno.
Il M5S a Bruxelles ha sempre votato per favorire Putin. Posizioni uguali a quelle della Lega, per una contiguità preoccupante.
È lo stesso partito che un tempo chiedeva l’uscita dall’Unione Europea e dall’euro, che negli anni si è alleato con i peggiori euroscettici in circolazione, da Farage in poi.
È il partito che si regge sulle veline de Il Fatto Quotidiano, sull’ambiguità strisciante, sulla servile inclinazione a compiacere il volere di Mosca.
E, come saprà bene, più che voci di corridoio sono legami documentati che vanno avanti da almeno un decennio. Che sia longa manus anche di Trump è la naturale conseguenza del nuovo asse Washington-Cremlino.
Un elettore europeista, allergico ai regimi autocratici e ai criminali di guerra, difensore dei pilastri di Altiero Spinelli, per quale motivo dovrebbe votare un PD aggrappato al bavero del M5S?
Lei potrà ribadire l’importanza di presentarsi uniti per poter sconfiggere la destra.
Ci sono due riflessioni a riguardo.
La prima è prettamente numerica: il M5S, considerando i risultati dell’ultimo anno alle elezioni regionali, porterebbe in dote un bacino elettorale realisticamente inferiore al 10%.
Il PD recupererebbe più voti convincendo il ben nutrito esercito degli astenuti, cittadini che piuttosto che votare una coalizione con i grillini al suo interno diserterebbero ancora le urne. Inoltre ve ne sono altri che si sono turati il naso per decenni, votando il PD per la retorica del menopeggismo, e che adesso si ritirano sul proprio Aventino senza troppe remore. Io sono tra questi, nel caso dovesse chiederselo.
La seconda riflessione è politica, ma forse anche etica e morale, persino culturale: progressismo non è una parola da hashtag, una proprietà organica da sbandierare con la faciloneria degli slogan. Progressismo è il rifiuto di quella dottrina trumputiniana che lei ha abilmente descritto nel suo post. La conditio sine qua non per raggiungere un’unità d’intenti all’interno della coalizione deve essere necessariamente l’europeismo, nonché la radicalizzazione di una distanza da chi tale aspirazione vuole rottamarla.
Giacché abbiamo già vissuto l’era dei rottamatori, sarebbe auspicabile inaugurare quella dei restauratori. E non v’è nulla da restaurare se si sceglie di appaltare i lavori a una ditta che è una filiale di Mosca.
Chiedere che la casa dei democratici possa ospitare esclusivamente esponenti democratici, escludendo quindi i sostenitori di quella dottrina che lei stessa aborrisce, non è oltranzismo o bieca ideologia, bensì un riconoscimento a monsieur de La Palisse.
D’altronde una chiesa cristiana a Mosul non può ospitare un gruppo di jihadisti, così come una convention di vegani non ha come relatori dei macellai.
Segretaria, l’elettorato perduto e quello che tentennando resiste ancora ha bisogno di una distinzione tra “noi” e “loro”.
Tra i difensori dell’Ucraina e i suoi aguzzini, tra chi conta dodici stelle e chi solo cinque, tra la serietà e il populismo.
Spero che lei abbia il coraggio di aprirsi alla cauterizzazione, perché certi tessuti indesiderati danneggiano l’intero organismo.
Il nostro sistema immunitario è abbastanza forte per reggere le bruciature e le espulsioni?
Non lo sappiamo.
Abbiamo però la certezza che i tessuti estranei infliggerebbero il colpo finale a un corpo già martoriato, agonizzante da troppi anni.
È dunque vero che “l’Europa sarà federale o non sarà”, ma è altrettanto corretto ribadire un concetto: l’area democratica sarà antiputiniana e antitrumpiana o non sarà.
A lei la scelta.
Io e tanti altri l’abbiamo già fatta: noi non siamo come loro.
***
PERSONALI CONSIDERAZIONI

Giuseppe Conte
è il politicante più idiota che esista
sull’intero globo terrestre:
ideologicamente perverso, traditore,
ti pugnala alle spalle per un pugno di voti,
dona soldi dello Stato a tutti pur di ottenere qualche consenso,
ha fatto cadere il Governo Mario Draghi per gelosia
consegnando il paese a Giorgia Meloni…

dalla pagina facebook Non si può fermare il mare
L’ Agorà
L’ Unione Europea ha fallito, lasciate trattare gli USA.
A leggere queste parole, sconce e false perché se non fosse stato per l’ Europa Putin sarebbe a banchettare a Kiev progettando l’ attacco alla prossima vittima già da due o tre anni, si penserebbe che a pronunciarle possa essere stato Salvini o Vannacci o comunque qualche altro sovranista trumpiano e filoputiniano. Qualcuna delle numerose quinte colonne di Putin in Italia.
E invece ha detto così Giuseppe Conte, l’avvocato del populismo, il pacifinto per eccellenza, quello che in nome di una falsa pace avrebbe voluto da tempo interrompere gli aiuti all’ Ucraina, provocandone la resa e chiamandola pace.
L’ uomo più infido e trasformista sulla scena politica italiana, quello che in tempo di covid e senza mai spiegarne i motivi, fece sfilare i soldati di Putin ai Fori Imperiali, Operazione Dalla Russia con Amore.
Quello che non muove foglia senza prima consultarsi con l’ altro uomo in foto e di cui è il ventriloquo, lo stesso che dodici ore prima dell’ attacco della Russia assicurava che mai e poi mai Putin avrebbe attaccato.
Abbiamo spesso parlato delle numerose inadeguatezze del governo, ma non sono sicuro che un’ alternativa che abbia in pancia il partito populista di Conte sia poi tanto meglio.
La verità è che il nefasto governo gialloverde, il peggiore e il più pericoloso della storia della Repubblica, era basato su un’ alleanza del tutto naturale. E che quell’ asse nei fatti non si è mai sfaldato.
Se volete illudervi pensando che qualcosa che abbia anche solo lontanamente a che fare con i cinquestelle possa essere un’ alternativa migliore a ciò che abbiamo, fate pure.
Per quanto mi riguarda Giuseppe Conte, proprio a causa del suo travestitismo politico, proprio perché si camuffa, è il personaggio peggiore sulla nostra scena politica.
E, credetemi, ce ne vuole.
M.R.

Commenti chiusi.