
Perché i preti ambrosiani
non si ribellano
davanti a queste oscene mostruosità?
Appena ho letto la notizia mi è venuto un istinto di ribellione, come se non avessi già dentro una continua repulsione per quanto sta avvenendo da anni in questa diocesi, oramai cadaverica nello spirito, che pensa solo alle grandi costruzioni e grandi affari (Cl docet!) e poi tiene chiuse le chiese parrocchiali anche di giorno, anche a Milano, non fa nulla quando il Monastero di Bernaga è stato distrutto dal fuoco, fregandosene se ora le Monache Romite sono a Cassina, in Valsassina, in un buco che le sta soffocando, mette in vendita la Villa S. Cuore di Triuggio tanto cara al cardinale Carlo Maria Martini, e affitta anche ex Seminari, come quello di Corso Venezia, usando i soldi per motivi ignoti, fa ripetutamente delle scelte scriteriate come l’acquisto della Villa Perego, Cicognola-Merate e che da anni è abbandonata, è ancora indecisa sul da farsi del Seminario Maggiore di Venegono Inferiore, per non parlare di tante altre bestialità pastorali.
Ma che mostri siete, gerarchi del cazzo, che neppure vi preoccupate se la Diocesi sta finendo nel burrone infernale!
Certo, se i capi sono fuori di testa e fanno cose vergognose, è perché il clero milanese se ne frega, rintanato nel suo buco dove fa i cazzi che vuole, lasciando le pecorelle in balìa di lupi rapaci.
Preti milanesi, ribellatevi!
Perché non raccogliamo firme di protesta?
Già, perché?
I costi di realizzazione del Monastero faraonico:
5-6 milioni di euro, tutti a carico della Curia.
«Lanceremo un crowdfunding»,
annuncia monsignor Bressan.
Poi sorride e aggiunge:
«Sempre con l’aiuto dello Spirito».
Ma questo prete monsignore in che cosa crede?
***
dalla pagina Facebook di Luigino Bruni
La chiesa ambrosiana è completamente smarrita, e nessuno che riesca a fermare questi obbrobri. Con il 90% dei monasteri e dei conventi che si stanno chiudendo e svendendo per quattro soldi al primo acquirente o abbandonati alle erbacce, con i seminari diocesani sempre più vuoti, strutture ecclesiali nate nel novecento e già inutilizzate, si buttano via milioni e milioni di euro per realizzare un nuovo edificio di queste dimensioni. Ma che fine hai fatto il buon senso:? Per capire questi errori basterebbe infatti un po’ di buon senso: non occorre scomodare il Vangelo e la teologia. Povera Italia, povera chiesa.
Elena Granata
PS: un ‘monastero’ senza monaci né monache, senza comunità: ma dove sono i cristiani milanesi? nessuno protesta pubblicamente? Gli ordini religiosi? Il problema non sono solo i soldi, ma riguarda cosa sta diventando la Chiesa: l’eterna tentazione di costruire templi e mura quando si hanno sempre meno persone e parole di vita.
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dal Corriere della Sera
12 maggio 2026
Milano,
nell’area Mind nasce il Monastero ambrosiano.
Apertura nel 2030.
Delpini: uno spazio per trovare il senso
di Giampiero Rossi
Realizzato dallo studio Stefano Boeri Architetti su incarico della Diocesi. Chiesa triangolare in grado di accogliere 300-350 persone, Biblioteca delle religioni e un piccolo bosco di ciliegi

Nella terza decade del terzo millennio dopo Cristo, a Milano nascerà un nuovo monastero. Sorgerà nell’area Mind, il quartiere della scienza e della tecnologia che sta prendendo forma sul perimetro dell’Expo 2015. Il progetto del Monastero ambrosiano, realizzato dallo studio Stefano Boeri Architetti su incarico della Diocesi, riguarda un’area di 2.700 metri quadrati all’incrocio tra il Decumano e il Cardo, cioè i due assi principali della cittadella tecnico-scientifica. È ispirato alla tradizione monastica e reinterpreta l’archetipo del chiostro, inteso ora non soltanto come luogo di silenzio e introspezione isolato dal mondo, ma come spazio di cura, dialogo e ricerca spirituale aperto e permeabile. Accanto alla chiesa triangolare in grado di accogliere 300-350 persone, sorgeranno la Biblioteca delle religioni e un piccolo bosco di ciliegi dove saranno ospitate alcune statue provenienti dai depositi della Veneranda Fabbrica del Duomo.
In Arcivescovado l’idea di un nuovo luogo di culto è cresciuta parallelamente al progetto Mind. Il punto di partenza, come ricorda il vicario episcopale Luca Bressan, è un’ eredità dell’arcivescovo Giovanni Battista Montini (poi Papa Paolo VI), che riteneva che ogni nuovo quartiere della città dovesse essere accompagnato da una nuova chiesa. Erano gli anni del boom, tutti i numeri erano in crescita, soprattutto a Milano. Ma anche adesso la diocesi vuole essere presente nel nuovo distretto che si preannuncia giovane e internazionale.
Quando — entro il 2030 — sarà completato il polo scientifico dell’Università Statale, infatti, l’area sarà frequentata prevedibilmente da circa 70mila persone, tra residenti, lavoratori e studenti. «In Mind si incontrano conoscenza, ricerca, talenti, affari, divertimenti, la natura e la vita, l’Italia e il mondo — osserva l’arcivescovo Mario Delpini —. Nel cuore della città dell’innovazione si affaccia la domanda sul senso del tutto, sul perché dell’impegno e dell’investimento.
La domanda invoca l’incontro tra scienza e sapienza, tra innovazione ed etica, tra tecnologia e umanesimo, tra profitto e solidarietà. Così racconta la storia di Milano: la città vive e cresce sotto la Madonnina, cioè non c’è vita umana senza la trascendenza». E Igor De Biasio, fino a domani amministratore delegato di Principia spa (la società proprietaria dell’area), aggiunge: «È una scelta che conferma la vocazione inclusiva di Mind: un luogo dove soggetti pubblici, privati, scientifici, culturali e religiosi possono contribuire insieme alla costruzione di un nuovo modello di città».
Il Monastero ambrosiano sarà animato dalla presenza stabile di una piccola comunità di religiosi che scandirà i ritmi della preghiera e della vita liturgica. Nessuno, all’interno della Diocesi, nasconde che, per effetto del calo delle vocazioni, non sarà una passeggiata formare quella squadra di preti. E lo stesso vale per i costi di realizzazione del monastero: 5-6 milioni di euro, tutti a carico della Curia. «Lanceremo un crowdfunding», annuncia monsignor Bressan. Poi sorride e aggiunge: «Sempre con l’aiuto dello Spirito».
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