Don De Capitani: «Il nome di Salvini mi provoca orticaria»

intervista a lettera 43
Un giornalista di Lettera43.it, Gabriele Lippi, mi ha chiesto un’intervista. Ho chiesto domande scritte, a cui ho risposto per iscritto.  Qualcosa hanno cambiato lo stesso. Nulla di grave, comunque.
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da Lettera 43.it

Don De Capitani:

«Il nome di Salvini mi provoca orticaria»

La Lega «vive fuori dalla storia». La Santanchè «fa uscire di tutto dalla bocca». E i cattolici fanno poco, perché tanti votano Carroccio. Il prete anti-Cav a L43.
di Matteo Forlì e Gabriele Lippi
12 Agosto 2015
Come il flusso di disperati dalle coste libiche verso l’Eldorado-Italia anche il fiume delle diatribe sull’immigrazione non conosce sosta.
Sull’ultimo barcone della polemica, tra retorica dell’insulto e scomuniche sull’opportunismo, sono salite Cei e Lega, con monsignor Galantino che ha dedicato un sermone senza peli sulla lingua a Grillo e Salvini, definiti «piazzisti da quattro soldi che per qualche voto sono disposti a dire cose insulse», e il segretario del Carroccio che ha replicato tra il piccato e il profano: «Chi difende invasione o non capisce o ci guadagna».
GALANTINO ATTACCA ANCHE IL GOVERNO: «ASSENTE SUI MIGRANTI». Il giorno dopo il duro scontro a distanza la predica del segretario della Conferenza episcopale si è spinta persino più in là. Tirando le orecchie al governo, corresponsabile e di più: del «tutto assente sul tema immigrazione». E pure alla collettività, perché «non basta salvare i migranti in mare per mettere a posto la coscienza nazionale».
«Dire che Galatino non solo abbia ragione, ma che definendo Grillo e Salvini ‘piazzisti da quattro soldi’ abbia azzeccato una delle più incisive espressioni mai dette mi costa un poco, per averlo criticato su altri fronti», dice don Giorgio De Capitani, ex parroco di Monte di Rovagnate (Lecco): uno che di omelie al vetriolo se ne intende.
DON DE CAPITANI, UN PRETE SCHIERATO. Da anni è impegnato in una sua battaglia personale contro una politica «interpretata da partiti e da politicanti indegni di governare l’Italia o di assumere responsabilità importanti nel campo sociale, e movimenti di protesta, che sanno parlare solo alla pancia della gente».
Uno che dopo le sue dure prese di posizione dal pulpito e sul suo sito internet contro esponenti leghisti, Berlusconi (dichiarò di sperare che al Cav venisse un ictus) e pure il movimento di Comunione e Liberazione, perse la guida della sua parrocchia e ricevette minacce di morte.
In questa polemica non si sente di parte, e rivendica la sua posizione critica contro quelle gerarchie ecclesiastiche, che «nonostante papa Francesco, neppure ora sembrano uscite da un’ingessatura dogmatica e moralistica».
Ma quando sente parlare di Salvini, ammette, «mi viene l’orticaria».
DOMANDA. Il segretario del Carroccio parla di ‘invasione’ e non è l’unico. Anche Daniela Santanchè ha usato la stessa espressione. L’invasione c’è davvero o è inventata?
RISPOSTA. Posso anche condividere certi timori del leghista Salvini o della signora Daniela Santanchè, che poi sono i timori di tutti noi, ma da queste persone non accetto lezioni di storia, e neppure analisi sociologiche e politiche.
D. Si spieghi meglio.
R. Non penso che siano in grado di definire la realtà di un fenomeno, di cui forse nessuno riesce ancora a cogliere la portata. Dalla bocca della Santanchè esce di tutto, con tanta saccenteria talora irritante. E Salvini trova qualsiasi appiglio per sostenere la sua tesi, affermando che il fenomeno immigratorio è un’invasione è chiaro dove egli voglia arrivare.
D. Dove?
R. Mira a guadagnarsi qualche voto popolare, sapendo che la gente è disorientata e fatica a convivere con le emergenze.
D. Per Salvini ‘non si tratta di essere cattolici ma di avere ‘buonsenso’. Ma uno che rifiuta l’accoglienza ai migranti dirsi un ‘buon cattolico’?
R. Anzitutto, bisognerebbe una buona volta far capire alla gente comune che, dal punto di vista etimologico, Salvini è tutto tranne che ‘cattolico’, cioè ‘universale’. Che poi egli si ritenga ‘cristiano’… dovrebbe però dimostrare come possa far convivere il vangelo radicale di Cristo con la sua ideologia xenofoba.
D. Quindi quella del ‘buonsenso’ è una scusa che non regge?
R. Parlare di ‘buonsenso’ è per lo meno comico, quando Salvini manca proprio di quel buonsenso che è il minimo indispensabile per far saltare ogni schema ideologico di fronte a ciò che appartiene all’umanità nei suoi aspetti più drammatici. Il buonsenso lo si usa, casomai, nel trovare soluzioni reali ed equilibrate. Nell’unire tutte le forze, di destra e di sinistra, per accordarsi su alcuni beni universali».
D. Ai preti Salvini ama ripetere: ‘Li accolgano loro’. Accusa la Chiesa di non fare abbastanza. Ha ragione?
R. La Chiesa predica molto bene su alcuni valori, tra cui l’amore per i poveri e i diseredati, l’accoglienza, la fraternità, l’umanità. Ma poi, in pratica, alle parole non corrispondono sempre i fatti.
D. E qual è il motivo?
R. Le comunità, i movimenti e le parrocchie sono rappresentate da cattolici come Matteo Salvini o peggio. Non dimentichiamo la presenza dei leghisti, non solo in chiesa, ma anche nei consigli pastorali, come factotum parrocchiali. Quindi la base è divisa tra accoglienza e non accoglienza nei riguardi dei migranti, immigrati e profughi.
D. Qualche esempio?
R. Nella diocesi milanese, so di numerosi preti la cui fede leghista è nota anche ai parrocchiani. Poi pensiamo alle scuole cattoliche paritarie, con la loro richiesta di sovvenzioni statali e anche dell’esenzione da alcune tasse. Chiediamoci: queste scuole da chi sono frequentate? Non è raro trovare figli di famiglie benestanti. E questa famiglie se ne fregano della religione cattolica. Di fronte a iniziative diocesane in favore degli immigrati si ribellano se questi sono ospitati in case che si trovano nelle vicinanze della scuola dei loro figli.
D. Ma un problema immigrazione esiste o è un’invenzione di una certa politica?
R. Che l’immigrazione esista, è sotto gli occhi di tutti, e che poi sia un problema nessuno dovrebbe nasconderlo. Sì, è un problema. Un gravissimo problema. Il problema del secolo. Proprio per questo, tutti, lo ripeto, dovrebbero unire le loro energie per risolverlo nel migliore dei modi. C’è in gioco il futuro dell’Europa.
D. Si tratta di allarmismo eccessivo?
R. Non credo che dovremmo dormirci sopra. Certo, bisogna stare attenti a non creare allarmismi fuori posto, perché ciò creerebbe anche reazioni incontrollate. Dire ‘eccessivo’ potrebbe significare dire ‘ossessivo’, e così cadremmo nella malafede dei leghisti che amano esasperare le emergenze umanitarie  per richiamare con più forza l’attenzione della gente.
D. E attaccare il governo per la sua inadeguatezza.
R. Vorrei ricordare che la Lega è stata al governo con Berlusconi per diversi anni e non mi pare che abbia saputo affrontare positivamente il fenomeno immigrazione.
Stare dalla parte dell’opposizione può essere facile, come è facile sparare a zero sull’esecutivo attuale. Se Salvini fosse al governo che farebbe? Probabilmente agirebbe come ha agito Maroni ai suoi tempi.
D. I più critici sostengono che l’accoglienza senza regole alimenti i viaggi della speranza e le morti nel Mediterraneo. È un rischio reale?
R. Penso che la speranza sia l’ultima a morire, e che perciò gente ai limiti della disperazione faccia di tutto per aggrapparsi anche ai rottami, pur di sopravvivere. Vorrei porre una domanda: al loro posto, noi che faremmo?
D. Al loro posto ci siamo stati. E siamo partiti verso altri lidi. Ma anche qui, i critici della teoria dell’accoglienza, dicono che si tratta di casi diversi.
R. Credo che sia onesto e sacrosanto ricordare il nostro passato di migranti. Ma credo anche che i tempi siano cambiati, e che ciò a cui assistiamo oggi sia di una tale entità da coinvolgere interi continenti. Da quel poco che so, l’umanità nel passato ha assistito a emigrazioni di grandi dimensioni, che hanno cambiato in parte la faccia della terra.
D. Ha senso allora alzare un muro verso il prossimo per fermare i barconi?
R. La storia insegna che ogni muro ha creato solo divisioni, emarginazioni e violenze. L’integrazione richiederà un percorso lungo, molto lungo, ma bisogna crederci, da subito, coi gesti concreti, ma soprattutto con un’azione culturale che abbracci le nuove generazioni.
D. È il rifiuto di imboccare questo sentiero il peccato che imputa alla Lega?
R. Ciò che fa veramente male della ideologia leghista è quel suo voler a ogni costo bloccare ogni apertura del nuovo che avanza. Ho scritto più volte, nel passato, che il più grosso peccato della Lega risiede nel suo rifiuto della Storia. Storia con la S maiuscola.
D. Quali sono le responsabilità dell’Unione europea sull’immigrazione?
R. L’Europa è veramente mancante e colpevole. Una responsabilità che peserà sulla storia futura.

6 Commenti

  1. Hertha ha detto:

    Dice: “Salvini è tutto tranne che ‘cattolico’, cioè ‘universale’. Che poi egli si ritenga ‘cristiano’… dovrebbe però dimostrare come possa far convivere il vangelo radicale di Cristo con la sua ideologia xenofoba”.
    Va beh… prima di tutto quando si parla di “cristianesimo” va contestualizzato. Non si può egemonizzare un pensiero per comodità demagogica come fa la Chiesa senza inserirlo nel contesto in cui si vive. 2000 anni fa sono una settantina di generazioni… cos’è cambiato? Tanto. Inoltre il cristianesimo è stato “usato e calpestato” dalla Chiesa cattolica che lo ha reso diverso dalle origini. tant’è che la Chiesa ha fatto tabula rasa dei cristiani autentici (basti pensare ai catari e loro fattori massacrati dai crociati per ordine del Papa a Beziers nel sud della Francia)… Non solo, la Chiesa ha travisato pure la Bibbia trasformandola in una ridicola storiella ad uso e consumo delle proprie volgarità. Quindi accusare Salvini di non essere “cristiano” potrebbe essere un valore aggiunto al leghista se ci si riferisce ad un “cristianesimo” inquinato. Per quanto riguarda il “cattolico” ancor meglio: essere cattolici è identificarsi con mistificazioni, credenze e dogmi che hanno perpetrato crimini e ingiustizie inaudite. Al pari del comunismo e dal nazifascismo. Dunque, che si rimprovera a Salvini? Di voler difendere un popolo da imposizioni demagogiche e retoriche con interessi economici e politici cinici e ipocriti??? Se si affrontasse il problema con serietà e senza contaminazioni ideologiche si eviterebbero conseguenze fastidiose. Infine, non si risponde mai alla domanda: come mai la città del Vaticano, lo Stato Pontificio, non ospita nessun profugo???

  2. Claudio Pros ha detto:

    “a causa dei meccanismi contorti e perversi che al giorno d’oggi determinano il successo e la popolarità di questi scigurati”

    Lei dice cose bellissime, supercondivisibili.

    Anche questo è un passo bellissimo:

    .”Anzitutto, bisognerebbe una buona volta far capire alla gente comune che, dal punto di vista etimologico, questo qui è tutto tranne che ‘cattolico’, cioè ‘universale’. Che poi egli si ritenga ‘cristiano’… dovrebbe però dimostrare come possa far convivere il vangelo radicale di Cristo con la sua ideologia xenofoba”

    Questo è un blog godibilissimo, l’unico che leggo con soddisfazione.
    Bravi Giuseppe e Giorgio!

  3. Giuseppe ha detto:

    Vorrei solo aggiungere che la polemica in atto tra la Cei e le istituzioni statali ha tutta l’aria di una sceneggiata. Mi sembra evidente che i vescovi, punti sul vivo dalla diatriba sulla corresponsione dell’Ici e degli altri tributi sugli immobili non adibiti al culto, cerchino una piccola vendetta criticando la politica del governo sull’immigrazione.

  4. Giuseppe ha detto:

    Non facciamo finta di niente, nascondendoci dietro un dito. Che esista un “problema” immigrazione è fuori di dubbio. Perfino stati come la Francia, la Germania, l’Ungheria o l’orgoglioso Regno Unito che si vanta di aver saputo far amalgamare tra loro persone di razze e religioni diverse, improvvisamente si sono svegliati cominciando a farsi veniredei mal di pancia perché si sentono minacciati da vicino. Eppure si tratta degli stessi paesi che ci hanno sempre deriso e fatto orecchie da mercante di fronte alle nostre richieste di aiuto e collaborazione per dare impulso a una politica comune nell’affrontare e cercare di risolvere quella che ormai non è più un’emergenza. Senza voler fare del moralismo, penso che ognuno di noi di fronte a questa massa di disperati che si affaccia ai nostri confini, almeno un po’ nel suo intimo sia preoccupato e infastidito, ma poi si rende conto che è necessario fare qualcosa per andar loro incontro ed aiutarli, non solo per mettere a tacere la voce della coscienza. La storia, con la sua nemesi , ci sta presentando un conto salatissimo. Per secoli gli europei hanno invaso gli altri continenti, oltretutto al seguito di eserciti agguerriti e spesso spietati che, con la scusa di portare la civiltà e “convertire i pagani” hanno sterminato intere popolazioni e cancellato culture millenarie. E noi abbiamo paura di donne, bambini e gente miserabile che è costretta a scappare dalle proprie case e dai propri affetti per inseguire un sogno o una speranza, anche a costo di dover mettere la loro vita in mano a dei delinquenti impietosi che pensano solo a sfruttarli? E non saranno certo i Salvini, i Grillo e le Santanché di questo nostro piccolo mondo, con la loro spocchia volgare ed ignorante, esibita dal pulpito delle loro posizioni comode e privilegiate a risolvere il problema nel pieno rispetto della dignità di ciascuno. Non nego che a causa dei meccanismi contorti e perversi che al giorno d’oggi determinano il successo e la popolarità di certe persone, questi scigurati riescano ad avere un seguito tra i violenti, gli xenofobi e i razzisti che (purtroppo) non mancano mai, ma confido che la maggior parte di noi non si lasci trascinare nel loro gioco perverso che alimentato dall’odio. Altro che buon senso….

    • Vittorio ha detto:

      Posizioni comode e privilegiate ? Guarda che sono proprio quelli che hanno posizioni comode e privilegiate che se ne fregano dell´immigrazione incontrollata. Vivono in quartieri di lusso dove non ci sono “disperati” africani a bighellonare col telefonino da 700 euro. Queste masse vengono intasate nei quartieri poveri dove la gente vive giá situazioni di disagio. Quando parlate di immigrazione dei nostri in Germania, in Belgio, in Francia negli USA, dimenticate di dire la veritá, questi stati aprivano delle quote per l´ingresso di lavoratori lá dove ne avevano bisogno, nelle stazioni tedesche c´erano dei settori che raccoglievano immigrati di diversa provenienza, che giá dal giorno dopo andavano a lavorare nelle aziende che li avevano richiesti, avevano pure la casa pronta e tutta una serie di servizi a disposizione. Mai si sono viste scene orribili come quelle di oggi, con barconi stipati all´inverosimile come ai tempi dei negrieri, esseri umani commmerciati fra bande criminali e associazioni che lucrano soldi pubblici sul loro mantenimento. Quale risultato ottengono, a parte i guadagni dei suddetti soggetti ? Zero, questi disperati rimangono tali, non c´é lavoro da offrire, non ci sono alloggi, non c´é nulla. Le illusioni che hanno spinto questi poveracci a dare gli ultimi soldini alla mafia islamica, svaniscono nel giro di poche ore e il paese si trova invaso da mandrie di africani, che se non si danno alla delinquenza, si piazzano nei parcheggi o ai semafori a praticare l ´accattonaggio. Se chi propone di mettere fine a questa vergogna é uno xenofobo, beh allora siamo alla fine del senso logico della vita.