L’EDITORIALE
di Giorgio
Vigilate! Convertitevi!
Non lasciatevi ingannare!
Vorrei tornare sull’ultimo editoriale, quello di sabato 6 settembre, perché ritengo più che opportuno insistere su concetti, riflessioni e approfondimenti che possono aprirci qualche squarcio di luce in un mondo di tenebre. E già dicendo luce e tenebre ci si può dividere, ognuno pensando anche cose assurde, se l’intelletto interiore è spento.
Nei momenti più bui della storia, e questo è uno dei più tragici che nessuno pensava tornasse, forse nell’ottimismo di un progresso in vista di un bene inarrestabile, smentendo così la concezione giudaico-cristiana del tempo, secondo la quale il tempo è lineare e dotata di senso, contrapposta alla concezione ciclica del mondo classico, con un inizio (la Creazione) e una fine (la Salvezza o il Giudizio Finale). Il tempo storico è unico e irripetibile, progredisce verso un futuro positivo e ha un significato provvidenziale, dato che ogni evento contribuisce a un piano divino che conduce alla redenzione e alla salvezza.
La concezione greco-romana del tempo invece era ciclica, basata sull’idea di un eterno ritorno e sulla ripetizione delle fasi naturali e storiche, ma distingueva anche diverse forme di tempo come la durata quantitativa (crònos), l’eternità o durata trascendente (aion) e il “momento giusto” o qualitativo (kairòs). Questa visione rifletteva sia l’ordine naturale del divenire sia una percezione più profonda e qualitativa dell’esistenza.
La stessa Bibbia parla di Kairòs, come il tempo della Grazia, che è il vero contenuto del tempo che non passa. È l’Eterno presente.
Questi chiarimenti sembrano divagazioni, ma non lo sono, dal momento che ci aiutano a capire il tempo in cui viviamo, cogliendone il senso profondo, senza farci trascinare dagli eventi che fanno parte del crònos, tempo che passa inesorabile consumandoci anche a nostro piacimento.
Quanti orgasmi il tempo, crònos, ci procura, e l’orgasmo quanto dura? e poi che succede?
Quando assisto a certe follie brutali non posso, sarebbe da pazzi!, accettare la concezione lineare del tempo, tanto più che gli stessi giudei e gli stessi cristiani sono in primi a smentirla con i loro comportamenti e le loro follie.
Certo, siamo sempre usciti da queste tragedie, ma con le ossa rotte, e ogniqualvolta, dopo tot anni di apparente pace, ci ricaschiamo in peggiori pazzie.
Atei, credenti, giudei o cristiani o islamici, nulla cambia, anzi sembra che la religione ci metta qualcosa di male in più, forse perché satana teme di più ciò che è sacro nella sua realtà più divina.
Conosciamo sommi pontefici che sono stati criminali, in contrapposizione ai Geni del Bene, presenti ovunque, che però sembravano soccombere all’ira del male, coperto di apparenze religiose. Quanti inganni in ogni religione! Possiamo dire che la religione, ogni religione, è già un inganno in quanto legame che con una struttura che di spiritualità ha ben poco.
L’inganno diabolico! Sapere che cos’è? Ve lo immaginate circolare liberamente nella Chiesa di Cristo o nelle istituzioni democratiche? Forse ve lo immaginate, ma nello stesso tempo vi lasciate stupidamente ammaliare. Ecco perché Cristo ripeteva fino alla noia: “Vigilate!”, oppure “Convertitevi”, appena l’inganno è entrato in casa vostra.
Ma l’inganno è diabolico, ovvero divide o separa la mente dalla realtà, che viene coperta di apparenze populiste.
Sì, il populismo che oggi è così popolare tra una massa di rincoglioniti separa l’intelletto “attivo” dalla realtà, che l’ego sa rendere anche tanto religiosa da essere venerata e idolatrata.
Oggi lo stacco tra l’intelletto attivo e un mondo di inganni sembra abissale. E, in quanto giusti, ci sentiamo tanto impotenti quanto depressi. Ma la massa crede di salvarsi dal naufragio aggrappandosi a ogni populista che grida: “Sono io il messia, tendi la mano e ti salverò!”.
Non importa se la mano del populista è sporca di sangue!
13 settembre 2025
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