“Nomen omen”: il nome Francesco è già un presagio di profezia
di don Giorgio De Capitani
Il nome scelto da Jorge Mario Bergoglio appena eletto papa
è già un augurio di speranza.
E vorrei credere con tutta l’anima che
papa Francesco sia quello “giusto” in questo periodo storico,
complesso e drammatico, anche per la Chiesa cattolica.
Diciamo anzitutto che lo Spirito santo ci ha sorpreso tutti.
Quando il comignolo della Sistina ha buttato fuori fumo bianco,
sul momento mi è venuto quasi un colpo:
invece di essere contento, ero preoccupato.
Rimasi teso e innervosito fino all’ultimo, quasi certo ormai
di vedere apparire su quel balcone tutto bardato di rosso
il papa pronosticato, ovvero un italiano, ovvero Angelo Scola.
Quando il cardinale protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran,
tutto emozionato, quasi traballante, commovente nella sua fragilità,
ha dato l’annuncio con la solita formula solenne
«Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam! Georgium Marium Bergoglio
qui sibi nomen imposuit Franciscum»
la folla in Piazza san Pietro restò quasi ammutolita,
rimasi anch’io per un attimo sorpreso: non avevo afferrato subito il nome.
Sono contento:
che il nuovo papa non sia italiano,
che il nuovo papa non sia europeo,
che il papa sia latinoamericano.
Lo sognavo, lo desideravo,
quasi lo pretendevo dallo Spirito santo.
Per ora non mi interessa indagare sulla sua vita precedente,
come qualcuno maldestramente e perversamente ha già fatto,
con un gusto direi satanicamente morboso,
andando a scoprire anche nell’inconscio del nuovo papa
qualche ombra e qualche sbavatura.
Cavoli, sembra quasi che ci si diverta a rovinare,
almeno per il momento, la sorpresa!
E neppure per ora mi interessa sapere
se è un progressista o un tradizionalista.
Nessuno nasce già santo,
e ammiro chi nella sua vita ha fatto cambiamenti radicali.
Oscar Romero è un esempio da non dimenticare!
A me sono bastati quei pochi minuti,
quando il nuovo papa, vescovo di Roma,
è apparso per la prima volta al balcone,
per capire che qualcosa di nuovo
stava per verificarsi come per incanto:
il nome scelto, il volto sereno, le prime parole,
l’invocare la benedizione divina su di sé da parte della folla presente,
quell’inchinarsi chiedendo un minuto di silenzio…
C’è in noi quel senso d’intuito che fa dire:
Finalmente una faccia diversa!
Si sente un’aria più fresca!
Non si trattava solo di un’impressione:
mi sono sentito rinascere dentro,
e di nuovo poter sognare!
Nei giorni scorsi siamo stati nauseati da un fiume di parole:
tutti bravi a esporre la propria opinione su questo o su quel nome,
quasi imponendo la figura del futuro papa secondo schemi prestabiliti.
E la nausea continuerà ancora per qualche giorno:
ora tutti cercheranno di pronosticarne le mosse,
con la tipica contraddizione di chi vuole la novità, però la impone.
A me piace in questo momento attendere e sperare.
Inutile negarlo: quando è stato eletto Benedetto XVI
già si sapeva come avrebbe condotto la Chiesa.
Non mi pare di dire la stessa cosa con Papa Francesco.
Il nome è già una scelta, un indirizzo, una scommessa, una sfida.
Da Benedetto XVI non ci si poteva aspettare chissà quali novità:
lui è stato travolto dalle novità emergenti,
e in questo sta in parte la sua scelta di dimettersi.
Da Papa Francesco mi aspetto una rivoluzione “francescana”.
Sarà il Papa delle sorprese.
Anche i nostri politici italiani saranno rimasti sorpresi
da una Chiesa che sa tirare fuori la carta giusta in poche ore.
Certo che da loro, da questi politicanti di mestiere,
siamo abituati ad aspettare di tutto,
anche perché il fondo non lo hanno ancora toccato,
se è vero che il male non ha confini.
Come credente non posso non gioire
per il dono del nuovo papa di nome Francesco,
e come cittadino non posso non soffrire
a causa di una situazione socio-politica allo sfascio.
La Chiesa, nonostante tutto, mantiene un suo fascino,
dà sempre spettacolo (in senso buono) del suo Mistero,
cattura milioni di credenti e di non credenti.
Tiene lì una piazza di duecento mila persone
in un silenzio totale da brivido,
a differenza dei nostri buffoni politicanti che urlano
per non sentire il silenzio di folle affamate di giustizia.
Nella politica, invece che fascino, c’è ribrezzo,
invece che mistero di vita c’è la grande banalità del Male.
La Chiesa è millenaria, ed è appoggiata su una roccia
che non è certamente la figura del papa
– che oggi c’è e domani scompare o si dimette –
e continua il suo cammino, nonostante cardinali, vescovi e preti:
qui sta la differenza con la politica che,
se rimane legata a partiti e a leader del momento,
non riesce a imprimere un nuovo volto alla storia.
Anche quella della Chiesa è una storia di scandali
– non vorrei coprirne nemmeno uno –,
ma la Chiesa ha un qualcosa in più della politica.
Un di più che non sta nella struttura, nella gerarchia,
e neppure nei suoi dogmi e nella sua morale:
sta in quel Divino imprevedibile che è l’anima della Chiesa,
che si riflette nell’Umanità redenta da Cristo.
È proprio sull’Umanità che
ci potrebbe essere un punto di convergenza
tra Chiesa e Politica,
ma tutto sta nel credere nell’Umanità,
come riflesso di Dio o riflesso di quella Bellezza misteriosa
che nessun ateo riuscirà mai a rinnegare.
Mi auguro che il nuovo Papa guardi all’Umanità senza frontiere,
e rimetta la Chiesa in cammino verso l’Umanità integrale.
Se la Chiesa avrà il coraggio di avviarsi su questa strada,
anche la società civile ne sarà trascinata.
Se come cittadino oggi sono fortemente preoccupato,
è anche perché non sono ancora un vero cristiano,
ovvero un vero credente nell’Umanità.
da L’Unità
14 marzo 2013
Jorge Bergoglio non è stato compiacente con la dittatura argentina. Lo dicono Jorge Ithurburu, presidente dell'Associazione 24 marzo, organizzazione parte civile nei processi contro i militari argentini in Italia, e il premio Nobel per la pace Esquivel. E lo dicono perché, all'indomani dell'elezione a pontefice dell'arcivescovo di Buenos Aires, alcuni giornali e giornalisti argentini avrebbero rispolverato accuse di aver taciuto se non di aver taciuto sul regime, così come su internet sono circolate foto che lo ritrarrebbero mentre porge l'ostia della comunione al feroce Videla, il generale che guidò il golpe del 1976. Ma su twitter molti hanno replicato: quegli scatti sono falsi.
Il Nobel Esquivel: «Bergoglio mai colluso con dittatura»
Jorge Ithurburu, all'agenzia Agi respinge le accuse di chi guarda con sospetto ai rapporti tra l'arcivescovo di Buenos Aires e la giunta militare negli anni della dittatura. «Una cosa è la responsabilità della chiesa cattolica come organizzazione, altra quella dei singoli. Bergoglio all'epoca non era neanche vescovo e di sue responsabilità individuali non c'è traccia».
Le ombre sul passato di Bergoglio sono legate al rapimento di due gesuiti che lavoravano nelle comunità di base e a cui l'allora responsabile locale della Compagnia di Gesù chiese di ritirarsi poco prima del golpe. I due sacerdoti rifiutarono e, subito dopo il colpo di Stato, furono rapiti e rinchiusi presso l'Esma da dove vennero rilasciati circa sei mesi dopo. «È evidente», spiega Ithurburu, «che l'episodio può essere letto in due modi: i capi dei due gesuiti sono responsabili di averli lasciati soli, oppure si può pensare che gli stessi capi siano intervenuti per ottenerne la liberazione. Propenderei per la seconda ipotesi: l'Esma non liberava nessuno per caso. Ma nessuno nella Chiesa ammetterà mai che è stata condotta una trattativa segreta. La Chiesa non parla di queste cose. La liberazione dei due sacerdoti resta però un fatto».
Ithuburu ricorda come fu Bergoglio a rilasciare l'autorizzazione affinché Esther Ballerino de Careaga e Maria Ponce de Bianco, due madri di Plaza de Majo, assieme alla missionaria francese Leonie Douquet, fossero seppellite nella chiesa di santa Cruz dove erano state uccise l'8 dicembre 1977. «E anche questo», rileva, «è un fatto».
Secondo il presidente dell'associazione 24 marzo, «non toccava certo a Bergoglio spendersi pubblicamente in quegli anni. Non aveva ruoli di responsabilità nell'episcopato, non sedeva nella conferenza episcopale: di 33 vescovi soltanto cinque si espressero nettamente contro i crimini della giunta. Ho invece notizia del suo lavoro di mediazione per salvare vite in pericolo». Per Ithurburu conta il Bergoglio di questi ultimi anni: «La sua evidente opzione per i poveri, l'uomo che viene invitato a pranzo da una comunità di base e si alza per lavare i piatti, l'enorme lavoro sociale di tantissimi sacerdoti nelle bidonville e a favore dei nuovi immigrati. Sicuramente», aggiunge, «ha un carattere forte e per discutere con lui bisogna accettare le sue regole: la presidente Kirchner, con cui ha avuto più di un contrasto, ne sa qualcosa. Ma la sua elezione», conclude, «è innanzitutto un segno di speranza».

![papafrancesco[1]](http://dongiorgio.it/wp-content/uploads/2013/03/papafrancesco11.jpg)


Ho sempre pensato che l’unico che poteva salvare la Chiesa era San Francesco, ora quanto è avvenuto mi sembra veramente un prodigio.
Ho sentito la prima omelia di Papa Francesco alla Sistina. Dice testuale:
“Chi non prega il Signore prega il diavolo, quando non si confessa Gesù Cristo si confessa il demonio”. Confessare in questo senso vuol dire professare. Certo non scherza questo qui!
vedi il link http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=w4CVV5ISIoo
Oltre ad avere PAPA FRANCESCO,
abbiamo don Giorgio CONTENTO.
Lode a Cristo!!!!
Solo un cieco o un prevenuto non si è accorto che l’altra sera stava succedendo qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, qualcosa che non ha nulla a che fare con lo Ior, i veleni di vatileaks, il trafugamento di segreti, le lotte intestine di una curia politicizzata e innamorata dell’intrigo. Questo figlio di emigranti, vescovo di una semplicità disarmante, povero in spirito (e quindi beato), umile e spontaneo, ha già un grande merito: ha infranto una ragnatela di intrecci profani e vergognosi che ci voleva imporre un papa progettato a tavolino e ci stava facendo progressivamente allontanare dalla nostra casa comune. Non so come sarà il suo papato, ma l’aver scelto quel nome che evoca amore e povertà è un impegno solenne. Non so come sarà il suo papato, ma se sarà fedele a quel nome e anche solo a una piccola parte delle promesse che abbiamo intuito dal suo saluto augurale, sarà comunque una grazia per tutti. Non so come sarà il suo papato, ma sono quasi sicuro che anche se il maligno ci metterà lo zampino, perché è nella sua natura, ci tirerà fuori da questo momento di incertezza e di sgomento. Oltretutto a giudicare da alcuni commenti apparsi sulla stampa, e anche su questo blog, parrebbe proprio che il tentatore si sia già messo all’opera. L’altra sera pur essendo davanti alla televisione ho avvertito ugualmente il fermento che animava piazza San Pietro, ho pensato che in quello stesso istante milioni di persone erano nelle mie stesse condizioni e ho ringraziato lo Spirito Santo del dono che ci stava facendo. Penso alle piazze gremite per ascoltare le urla e le invettive di Grillo, e mi sembrano ben poca cosa rispetto a quella trepidante e colma di amore che pregava insieme a papa Francesco, in una comunione che mai nessun partito o movimento potrà mai realizzare.
@ per Giorgio ed il sodale Antonio Luigi.
Io non minaccio, informo che, sobbarcandomi un viaggio non breve, passerò a salutare il Giorgio e poi mi recherò in Curia.
Non espongo le mie generalità? E’ semplice; l’elevato livello culturale di una certa canea mi giustifica.
Niente paura Giorgio, mi conoscerai!
Fino a prova contraria sono ancora don, e non giorgio pinco pallino. A differenza di te codardo, io ho un nome cognome, indirizzo, foto, ecc. .
Vedi gigetto, anche se don Giorgio si è messo a cancellarmi messaggi perché sono ebreo, a me coloro che minacciano i sacerdoti, di qualunque Fede, fanno schifo.
Se hai queste palle, dimmi quando vai a trovare don Giorgio.
Tu andrai in Curia(?), io ti denuncio ai carabinieri.
Avanti, grand’uomo.
Carissimo Prof., Carissimo Gioele, fratello in Abramo, solo chi ha sofferto nella propria vita come te può comprendere l’odio della cieca intolleranza mescolata alla viltà. Grazie per la tua vicinanza a Don Giorgio. E un cordiale saluto, Antonio
Vedi Antonio, il picio che si firma gigetto è ancora fortunato. Mi basterebbe avere vent’anni di meno, guarda, te lo confido: ci davamo appuntamento davanti alla chiesa di don Giorgio e gli insegnavamo a vivere. Ora non posso più, ma la forza di chiamare i carabinieri per difendere un uomo di Fede ed un compagno come te, be’, quella la trovo sempre.NON POSSIAMO SEMPRE STARE A GUARDARE. TI ABBRACCIO, ANTONIO, TI ABBRACCIO COMPAGNO.
Che eri un cattocomunista si capiva anche senza il sottotitolo… personalmente preferirei essere pestato a sangue che prendere lezioni di vita da un “compagno”..
Ignobile idiota, sono socialista, non comunista !!! Ti va anche bene perché, se sapessi ancora adesso con l’età che ho, dove accidenti stai, ti verrei a pestare a sangue, così le prenderesti da un vecchio compagno. E sono ebreo, che cazzo dici cattolico? PICIU!
Chiamare i Carabinieri?
Ti sei bevuto il cervello?
Chi mai ha minacciato?
Ripeto che passerò a salutare curioso come sono di poter ammirare di persona questo personaggio……..
Non ho mai fatto del male a nessuno e non ho certo l’intenzione di cominciare con chichessia
Caro Prof, ricordi come è nata la nostra amicizia? prendendoci sul muso (mi hai persino dato dello stronzo e io a te della “dura cervice”). Ma sentivo dentro di me che tu eri una persona buona e schietta, e soprattutto giusta e coraggiosa. Ci siamo scontrati, ci siamo misurati, ci siamo alla fine abbracciati. Grazie per le tue parole e Mazal tov! Antonio
Caro Antonio, sei un compagno. Come sai è qualcosa di più rispetto all’amicizia: è un legame tanto forte che ci ricorda, quando parliamo, come si spezza il pane insieme. E ci ricorda tempi lontani e problemi ancora presenti. Ti abbraccio forte caro Antonio. Mazal, Mazal, Mazal.
Vergognati e chiuditi in casa!
Ma vai a raccogliere pietre ed attaccati ad un tram, balengo!
… delatore ?
A me per ora basta vedere i commenti nei siti dei cossiddetti Tradizionalisti…stanno per tagliarsi le vene. Sepolcri imbiancati che fanno di una cosa seria come la Tradizione una questione di ermellini e paramenti dorati.
Si vadano a rileggere il Vangelo e i Padri della Chiesa queste mummie. Vi è molta più Tradizione nel portare una croce di ferro al collo che una d’oro. Avanti così che le croste da togliere sono immense per ritrovare il Nazareno!
Sono d’accordo e appoggio pienamente DON GIORGIO su quanto ha detto di PAPA FRANCESCO. Papa Francesco è senza ombra di dubbio un Papa molto diverso dai precedenti e sicuramente migliorerà la chiesa. Papa Francesco ha già dimostrato nei pochi minuti dopo essere stato eletto di essere un Papa più umile, più semplice, più intelligente e più umano di tanti cardinali che invece pensano solo al potere e alla ricchezza.
Purtroppo per noi della diocesi di Milano, adesso dovremo vedercela con Angelo Scola che tornerà a Milano con la coda fra le gambe e sarà incazzatissimo per non essere diventato il monarca assoluto della chiesa. Sono sicuro che chi come mè e come Don Giorgio è contro i ciellini, non può non dire che sarebbe ora che Scola si dimettesse e andasse fuori dalle palle una volta per tutte da Milano. Scola ambiva a essere Papa e ha fatto una valanga di giochi di potere per cercare di diventarlo, ha voluto essere amico di Ratzinger e farsi nominare Arcivescovo di Milano pur di essere al centro dell’attenzione.
Non oso immaginare cosa sarebbe successo se Scola fosse diventato Papa e Berlusconi avesse vinto le elezioni: l’Italia si sarebbe trasformata in una dittatura infernale e tutti dovevamo scappare dall’Italia, per fortuna non è andata così.
E adesso protestiamo tutti insieme, alziamo la voce tutti quanti e gridiamo: SCOLA E BERLUSCONI ANDATEVENE FUORI DALLE PALLE UNA VOLTA PER TUTTE!! E SPERIAMO CHE IL PADRE ETERNO SISTEMI UNA VOLTA PER TUTTE SCOLA E BERLUSCONI E LI COSTRINGA A DIMETTERSI E A FARE GLI EREMITI AL POLO NORD.
W DON GIORGIO E W PAPA FRANCESCO!!!!!
LUIGI
complimenti ai cardinali ed in particolare a jorge mario bergoglio, con due veloci mosse hanno creato un’eggregora potentissima… ora tutti sono contenti e pronti per un altro millennio di sonno profondo.
Il solito malato mentale che vede mostri dappertutto. .
Propongo caro Don per questo nostro amico una terapia in dieci sedute: 10 scuole di comunità cielline. così si rende conto delle cazzate che spara
Sicuramente l’eggregora non la crei tu con dei commenti inutili come questo…
poveri bimbi spauriti, pronti ad aggrapparsi a qualunque cosa (anche un nome può sembrar loro luce dalle tenebre in cui si trovano) pur di non “vedere” la vera realtà: senza forma, qualità ed attributi.
che i morti seppelliscano i loro morti.
quanto a trevize, questo è il suo ultimo intervento.
Bene così, innanzi tutto perchè lascia prevedere che vi sia una sana riscossa nella Chiesa cristiana e ciò potrebbe (lo spero vivamente) servire a far ravvedere i nostri politici i quali, da quanto emerso negli ultimi 15 anni, sembrano essere (in buona parte) degli emeriti m..
Io allego link che trovo e che possono essere interessanti per tutti per conoscere il pensiero del nostro Papa:
http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/notizie/2013/bergoglio-pensiero/index.shtml?uuid=AbJ0KCeH
Ribadisco, per me la scelta del nome e’ un segno di speranza per la Chiesa ……. e spero davvero che lo possa essere, spero di ritrovarci un altro Giovanni XXIII
Di cose se ne potrebbero dire tante, ma tra le più rilevanti, sottolineo quanto segue.
Intanto, ci eravamo dimenticati di Bergoglio.
Va detto che già nel conclave che portò al soglio Ratzinger, Bergoglio era stato il secondo più votato.
Un libro che circola in questi giorni, non mi ricordo titolo ed autore, aveva pevisto la salita al soglio di un argentino, che avrebbe preso nome Francesco.
Che qualcuno sapesse già cosa sarebbe successo?
Comunque, vorrei anche dire che è giustamente stato ricordato proprio dagli oppositori al regime militare argentino, come Bergoglio semmai stesse dalla parte degli oppositori.
Se c’è qualcuno che non tollera il culto della personalità e critica apertamente il sistema politico vigente, è proprio lui.
Non è un caso che tra lui e la presidentessa argentina Cristina, non corra buon sangue.
Quando, prima di lei, c’era il marito, Bergoglio veniva da costui considerato quasi capo dell’opposizione politica, per le critiche rivolte alla gestione politica, critiche che continuarono contro la presidentessa, d’accordo,per questioni come il matrimono omosessuale, ma anche per altri motivi.
Sono concorde con quel libro, che diceva che
il pontefice avrebbe deciso un concilio vaticano
III.
Credo infatti che il nuono papa non imporrebbe il suo punto di vista, per dirimere le diverse opinioni sopratutto sui più sconttanti temi teologici di attualità, tra cui il sacerdozio delle donne e altri vari.
Vedremo se quel libro aveva,ancora una volta, ragione, essendo rivelatosi sinora profetico.
Premesso che la citazione di un libro di cui non si ricorda il titolo è già di suo una citazione che conta poco, aggiungo che, delle migliaia di previsioni fatte, non serve un matematico per capire che qualcuno per forza di cose avrebbe indovinato.. dici che era il secondo più votato? su che fonte? se lo sai citala per favore.. Che Bergoglio fosse contro al matrimonio omosessuale non serve un libro “profetico” per dirlo..Quali preti ne sono a favore.. Che il sacerdozio delle donne sia un tema scottante e di attualità è un tuo parere.. e lo rispetto.. Comunque, se il libro l’hai letto, scrivici il titolo per favore.. Non vorrei mai che un libro così profetico venga dimenticato o non letto da tutti….
Ecco le risposte:
il libro non l’ho letto personalmente, ne parlava la rubrica affari italiani, sulla quale, tuttavia, non riesco più a trovare il relativo articolo.
Quanto all’essere stato colui che aveva ricevuto più voti, dopo Razinger, nel precedente conclave: varie fonti, tra cui anche, ancora, Affari italiani;
l’essere contro il matrimonio omosessuale non è oggetto di profezia, non vanno confuse le cose dette nel libro con altre considerazioni, storiche, che con il libro non centrano.
Si faccia attenzione, quando si legge.
Ho parlato di varie cose, non tutte riconducibili al libro.
Sul sacerdozio alle donne ed altri temi: non sono io a considerarlo tema di particolare attualità, ma trattasi di tema sul quale esiste una diversità di vedute teologiche, attualmente, quindi attuale in questo senso, non nel senso che si tratti di tema più discusso di altri.
Se quindi venisse indetto un concilio vaticano III, in tal senso penso che sarebbe, appunto, di attualità, cioè tema che sarebbe sicuramente discusso.
Mi pare sia tutto.
Allora ti rinfresco la memoria. L’articolo di affari italiani è questo.
http://affaritaliani.libero.it/politica/vaticano-adesso-si-va-al-conclave110213.html
Come vedi dice “…che col cardinale Jorge Mario Bergoglio allo scorso conclave stavano per ottenere l’elezione…” che non significa che sia arrivato secondo!
come dici tu “si faccia attenzione quando si legge”.
Per quanto riguarda il libro, lo commenterò dopo che l’avrò letto così ti risponderò.. Preferisco citare un libro non in base alla sua recensione.
E’ evidente che se fosse indetto davvero un concilio vaticano III i temi di attualità sarebbero innumerevoli…
Una precisazione:
no, l’articolo sul precedente conclave, di affari italiani, cui mi riferivo, non è quello.
Comunque sia l’articolo in questione, sia altre fonti, richiamano quanto già indicato.
Quanto al resto, mi sono limitato a dire che ci sarebbe quel libro, poi libero ognuno di valutarlo come crede.
Dove sta il problema??
Trovato l’articolo sul libro:
ecco il link:
http://affaritaliani.libero.it/specialeconclave/ma-la-letteratura-aveva-previsto-l-elezione-del-papa-sudamericano14032013.html
Sempre per Luca:
riporto di seguito un link, relativo al conclave del 2005.
Vengono riportati anche i voti presi dai diversi candidati e risulta quindi evidente come Bergoglio fosse il secondo come numero di preferenze.
Ecco il link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Conclave_del_2005
Ma c’è ancora qualcuno che pensa di esser senza peccato ? OTTIMO visto che si sente Dio, che si faccia avanti per cambiare il mondo !!
concordo pienamente con quanto dice don GIORGIO; gioiamo per la novità di un PAPA FRANCESCO primo sudamericano e primo Gesuita successore di PIETRO; attendiamo con fiducia e con speranza la sua azione. Non dimentichiamo che nel precedente Conclave era stato proposto e sostenuto dal defunto card.MARTINI, fatto questo che mi sembra una garanzia.
A papa Francesco, quando era ancora arcivescovo di Buenos Aires, è capitato di presentare alla Fiera del Libro della sua città un libro di monsignor Luigi Giussani, L’attrattiva Gesù. disse: «Ho accettato di presentare questo libro di don Giussani per due ragioni. La prima, più personale, è il bene che negli ultimi dieci anni quest’uomo ha fatto a me, alla mia vita di sacerdote, attraverso la lettura dei suoi libri e dei suoi articoli. La seconda ragione è che sono convinto che il suo pensiero è profondamente umano e giunge fino al più intimo dell’anelito dell’uomo».
W il Papa!
Ciellino anche Francesco?
Accidenti!
Ahahahah. No, il Papa Francesco è un’anima grande. Ovviamente i ciellini, fregati dalla mancata elezione del loro pallone gonfiato di Malgrate, cercano di farselo proprio FAGOCITANDOLO. Ma Francesco è padre di tutti. DI TUTTI.
Caro Antonio, che monotonia i tuoi commenti.. A proposito.. evita adesso di scrivere per l’ennesima volta che sono ciellino..primo perchè non lo sono e secondo perchè ho già esultato, anche su questo sito, per l’elezione di Papa Francesco..
Innanzitutto porta rispetto, razza di maleducato per non dire altro.
Avessi tu un miliardesimo dell’intelligenza e della cultura di Sua Eminenza, che ho avuto l’onore di incontare a Venezia.
Vergogna a te ed a chi ti ha dato spazio.
Scommetto che questo messaggio non verrà pubblicato.
Invierò comunque in Curia la tua ingiuria e chissà che non si decidano a sistemare opportunamente come si dovrebbe da tempo immemore.
Non fare il povero demente! Cosa vuoi minacciare? Idiota che non sei altro. Per me sei solo un gigetto anonimo cretino! Metti nome e cognome, e poi ti rispetterò.
UUHHHH tremo tutto….sono pronto ad immolarmi sulla pira innalzata in piazza Fontana. Spero che sarai tu Mr. Giggetto ad accenderla, sorridendo zelante al papa mancato. Luca no, tu non sei un ciellino, sei un pirlone.
Davvero tremi? strano… di solito gli stronzi fumano… non tremano…
Luca “ciellino scemo”, però gli stronzi come me stanno sempre a galla. E tu invece affondi nel fango…tiè!
<> (Carron). Un miracolo lo ha già fatto papa Francesco: mettere d’accordo don Giorgio De Capitani e don Julian Carron! 🙂 VIVA IL PAPA!
Non ho capito la battuta! Il gergo ciellino non mi è di facile accesso.
Sono molto contento da non credente della elezione di questo Papa, anzi direi che mi ha entusiasmato, ma dopo il bel commento di don Giorgio verso Francesco mi ha fatto schifo, lasciamelo dire, il riferimento ad un articolo de l’Unita’.
Non c’era qualcosa di piu’ pulito da tirare in ballo?
Che scrivi? Perché ti lamenti? Se l’Unità è forse l’unico giornale che sta difendendo Papa Francesco?
Non ti sei chiesto il perche’ lo fa?
Questo giornale e’ sempre stato un mangiapreti e mi meraviglia che ora stia difendendo il Papa. C’e’ puzza di bruciato e se un prete si mette a bracetto con il suo persecutore significa che questo prete ha perso la bussola e non sa piu’ qual’e’ la direzione giusta.
Abbiamo pazientato, abbiamo sofferto, abbiamo pregato. Evviva il nostro Papa Francesco!
Sarà un ottimo Pontefice, sul sito Agorà c’è qualche articolo fasullo con il rispolvero dei due gesuiti che Lei ha già riportato, ho commentato che non credo le date dei periodi non sono coincidenti, con la sua carica di generale dei gesuiti; la foto della comunione a Videla, non mi sembra lui la mascella nella foto è molto più sporgente, inoltre Videla se si era confessato ed aveva ottemperato alla penitenza poteva ricevere l’eucarestia, la foto risale al 1990 forse il giorno prima del termine di carcerazione. Il Cardinal Laghi a quel tempo sapeva come dove e quando i prigionieri divennero “desaparecidos” e accompagnò Videla a Roma da Papa Luciani proprio qualche giorno prima che morisse e risulta che Papa Giovnni Paolo rimase sconvolto dall’apprendere quelle notizie, vi è anche una foto è stata ripubblicata in agosto scorso dal “Fatto”.
Ieri sera, anch’io quando ho visto la fumata bianca, ero molto innervosito. Memore del conclave precedente che mi aveva lasciato, molto deluso e tanto incazzato. Temevo davvero che gli intrighi curiali, fossero riusciti ancora ad eleggere la retrocessione evangelica, nella figura di Anglo Scola, inadeguato sia come pastore della Chiesa Ambrosiana che come pontefice della Chiesa universale. Continuavo a dire con la bocca che: “le fiamme degli inferi non avrebbero prevalso sulla Chiesa di Dio”, però imperversava la mia titubanza. di questo, chiedo umilmente perdono allo Spirito. Il primo messaggio di papa Francesco, mi ha profondamente commosso e riempito di gioia. Spero davvero che questo fratello in Cristo, abbia il dono della Profezie e, accogliendo il suo invito, volentieri desidero camminare con lui, alla Luce della Parola e ella Povertà Evangelica che Cristo ci propone per lasciarci invadere dal Suo Amore che, come tale è senza Misura e Gratuito e senza che ce lo meritiamo. Mi auguro con tutto il cuore che la Chiesa possa cambiare rotta per Vivere il Vangelo Incarnato nell’umano quotidiano. Offro le mie preghiere insieme a quelle di papa Francesco. Sono davvero felice e ho tanta speranza. Buona serata.
Anche a me, al nome Francesco, il cuore ha dato un battito in più. Vorrei, voglio che sia Francesco in tutto, nella povertà, nella predilezione per i deboli, nell’andare da chi è lontano.
Mi viene in mente ciè che Vittorio bambino scrisse di S.Francesco: “Amava tutto il creato e le sue creature, non solo il buono ma anche il peccatore, non solo l’agnello ma anche il lupo: tutti sono per lui “fratello e sorella”.
Spero che così sia.