Addio a don Pierino!

deon pierino
di don Giorgio De Capitani
Ho conosciuto di persona don Pierino Gelmini, in un incontro a Pozzuolo Martesana (suo paese di nascita). Mi ricordo quella Messa, da lui celebrata, attorniato dai suoi ragazzi e dalla digos. E poi, il pranzo in un ristorante del paese.
In quegli anni, ero a disposizione del parroco di Pozzuolo, sia per la celebrazione delle Messe, sia per la collaborazione al settimanale cattolico diocesano, “Settimo Giorno”. Per cui non è mi è stato difficile trovare l’occasione per incontrarmi con il prete dei drogati.
C’era in ballo una proposta: aprire qui in Brianza, vicino a Perego, un centro di recupero per i tossicodipendenti. Volevamo chiedergli se era disponibile a darci una mano, o meglio a gestire lui stesso il centro. Mi ricordo che ci rispose che lui i soldi li aveva e che solitamente non prendeva terreni o locali in affitto, ma li comperava. Poi, anche per la scorrettezza di qualcuno, non seppi più nulla e la proposta andò in fumo. Al suo posto, ora ci sta un agriturismo. Tra parentesi. In quegli anni la Brianza mi fu ostile, in tanti sensi. Prima mi fu proibito di aprire un Centro per malati psichici, poi un Centro per tossicodipendenti. È vero: me lo proibirono Ordini religiosi e vicende d’altro genere. Ma voi pensate che la gente, se avesse saputo che c’erano in ballo proposte simili, mi avrebbe favorito? Alla fine, Carlo Maria Martini mi affidò la Comunità di Monte, e le cose non cambiarono. Incomprensioni, lotte, difficoltà d’ogni genere, fino all’allontanamento. Ora è facile dire: colpa dei superiori, o di Angelo Scola. Certo, costoro hanno messo il sigillo o il timbro o la firma, ma la lettera l’hanno scritta quelli della zona, in primis Rovagnate. Incazzatevi pure, ma è la verità.
Torniamo a don Pierino Gelmini. Sul personaggio le cose da dire sarebbero tante. In bene e in male. Certo, non mi è stato simpatico per certe sue scelte: ad esempio la sua particolare amicizia con Silvio Berlusconi. Ora le cose sarebbero un po’ diverse, ma pensate a quegli anni in cui il mio odio verso il Bastardo era viscerale!
Sulle vicende giudiziarie di don Pierino, vorrei dire una cosa. Fosse anche vero che avesse commesso ciò di cui è stato accusato, non cambierei idea (neppure per la sua amicizia con Berlusconi) sull’opera benefica dei suoi Centri di recupero. Un’amicizia sbagliata (per me) o debolezze umane non possono annullare tutto il bene che ha compiuto questo prete, che ha fatto sì che migliaia e migliaia di giovani uscissero dal giro della droga. Questo è indiscutibile!
Non possiamo con un giudizio sintetico buttar via tutto il bene fatto. Come puoi per uno sbaglio mettere sotto accusa una vita intera spesa per gli altri? E invece che cosa succede? La Chiesa ad esempio garantisce la salvezza eterna a individui che per tutta la vita hanno commesso crimini, ma che nell’ultimo istante si confessano e chiedono perdono. Già quando ero teologo, quindi più di cinquant’anni fa, mi insegnavano che Dio mi giudicherà sull’intero arco della mia esistenza, e non per gli ultimi istanti. Se vivo tutta una vita come un santo, e poi poco prima di morire mi sfugge una bestemmia o faccio qualcosa contro la legge di Dio, dovrei forse andare all’inferno?
Il bene che si è fatto rimane, e non potrà mai essere cancellato. Stiamo dunque attenti: evitiamo di essere faciloni o più intransigenti di Gesù Cristo! 
A don Pierino Gelmini il nostro Paese dovrebbe semplicemente dire: GRAZIE!
da Giornalettismo

Addio a Don Gelmini

13/08/2014 – di  Redazione
All’età di 89 anni scompare il sacerdote che aiutava i tossicodipendenti. Nel 2007 era stato travolto dall’accusa di violenza sessuale. Nel 2008 aveva abbandonato il clero
Amato da molti per aver trascorso una vita di impegno sociale nel recupero dei tossicodipendenti. Criticato da altri per l’accusa di abusi sessuali per la quale era anche finito in tribunale. All’età di 89 anni si è spento stanotte ad Amelia, in provincia di Terni, don Pierino Gelmini, sacerdote fondatore della Comunità Incontro, da tempo affetto da diverse patologie e demenza senile.
È MORTO DON GELMINI, LA SCOMPARSA. Don Pierino Gelmini, che nel 2008, su sua richiesta, era stato dimesso dallo stato clericale della Chiesa cattolica, si è spento nella casa di Molino Silla di Amelia, nella stanza dalla quale oramai non usciva da circa un anno, avvolto nell’affetto dei ragazzi che lo accudivano. «È stato assistito fino in ultimo dai ragazzi che lui ha assistito per una vita», ha dichiarato Gianpaolo Nicolaso, uno dei suoi più stretti collaboratori. La camera ardente è stata allestita nel palazzetto della Comunità Incontro, e i funerali, che si svolgeranno domani alle 10.30 nella Cappellania di San Pietro Apostolo della Comunità, saranno celebrati dal vescovo di Terni, padre Giuseppe Piemontese.
È MORTO DON GELMINI, L’IMPEGNO SOCIALE. Nato a Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano, nel 1925, don Gelmini aveva cominciato la sua attività nel recupero dei tossicodipendenti negli anni ’60. L’idea nacque da un preciso episodio capitato al sacerdote. A Roma, nel 1963, in strada, in Piazza Navona, incontrò per caso un ragazzo con problemi di droga che gli chiedeva aiuto. «Zì prete, dammi una mano, non voglio soldi ma sto male», disse il giovane a don Pierino. La Comunità Incontro nacque negli anni ’70 ed è riuscita nel tempo ad ingrandirsi fino ad avere centinaia di sedi in tutti il mondo. Precisamente si contano 164 sedi residenziali in Italia e 74 sedi in altri paesi, dalla Spagna alla Slovenia, dalla Thailandia ad Israele, dal Brasile agli Stati Uniti.
È MORTO DON GELMINI, LA COMUNITÀ DI AMELIA. È precisamente nel 1979 che don Gelmini si trasferisce a Molino Silla di Amelia, in una vecchia struttura diroccata chiamata allora la Valle delle Streghe e che diventerà poi Valle della Speranza. Dalla Comunità di recupero Incontro, moderno centro di accoglienza dorato di assistenza sanitaria all’avanguardia, si stima escano ogni anno circa un migliaio di ragazzi. Complessivamente sarebbero poi circa 300mila i giovani passati dal centro. Nel 1988 don Gelmini viene insignito del titolo di Esarca Mitrato della Chiesa cattolica greco melkita.
È MORTO DON GELMINI, L’ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE. I guai giudiziari per don Gelmini arrivano nel 2007, quando viene travolto dall’accusa di violenza sessuale per abusi che sarebbero avvenuti tra il 1999 e il 2004, negli anni in cui le due presunte vittime erano minorenni. Nel registro degli indagati presso la procura di Terni finirono anche tre persone accusate di favoreggiamento, tra le quali anche il giudice che nel 2002 archiviò le prime denunce. Nel 2008 la procura ha sollecitato il processo: i magistrati ritenevano infatti attendibili i racconti delle vittime, ospiti della struttura di Amelia che dicevano di essere stati «molestati, palpeggiati, costretti ad atti sessuali» Nel 2010 è poi arrivato il rinvio a giudizio di don Gelmini, ma il processo è stato in seguito rinviato a causa delle condizioni di salute dell’imputati. È proprio per le accuse di abusi che a fine 2007 don Gelmini ha chiesto di essere ridotto allo stato laicale, richiesta poi accolta nel febbraio 2008.
È MORTO DON GELMINI, L’AMICIZIA CON I POLITICI. Politicamente don Gelmini si è mostrato molto vicino al centrodestra berlusconiano. Alla festa per il suo 80esimo compleanno, nel 2005, erano presenti personalità come l’allora premier Silvio Berlusconi, che gli donò per l’occasione 5 milioni di euro, e l’allora ministro Maurizio Gasparri, presidente del comitato organizzatore dei festeggiamenti. Nel 2006 fu uno degli ispiratori della legge Fini-Giovanardi e fu tra i 120 firmatari del manifesto di Marcello Pera ‘A difesa dell’Occidente’. Sei anni prima, aveva partecipato al manifesto di Alleanza Nazionale ‘Valori e idee senza compromessi’. Nel 2005, infine, ricambio l’affetto del Cavaliere inaugurando l’Istituto scolastico e professionale ‘Silvio Berlusconi’ a Bangkok.

4 Commenti

  1. marco brenna ha detto:

    probabilmente la liberalizzazione delle cosiddette “droghe leggere”, porterebbe nel tempo ad una diminuzione della delinquenza legata al suo consumo. vedasi i nefasti effetti del proibizionismo negli usa ed il relativo basso impatto sociale dell’uso (o abuso) dell’alcol oggi. lo stesso potrebbe dirsi per il tabagismo, ovviamente al netto dei gravi danni per la salute dei fumatori. ciò per dire che questi pseudo guaritori, da gelmini a muccioli non sono altro che il risultato di un ottuso proibizionismo, non a caso sostenuto dai clerico-fascisti, per fare palate di soldi alle spalle di coloro che sono caduti nel vortice droga-illegalità-emarginazione, sottoprodotto culturale della nostra società consumistica che crea dei falsi bisogni per poi punire coloro che non hanno i mezzi economici per soddisfarli.

  2. Fausto ha detto:

    Qualcuno mi può spiegare come mai era anche Vescovo Melchita?
    Grazie

  3. Giuseppe ha detto:

    Parafrasando ed invertendo il concetto espresso da Shakespeare nel “Giulio Cesare”…
    «… il male che l’uomo fa, spesso viene sepolto con lui, il bene spesso gli sopravvive. E così sia di don Pierino…»

  4. GIANNI ha detto:

    Personaggio e sacerdote dalla molteplici sfaccettature.
    Sicuramente certe sue opere sono meritorie, ed avranno effetti benefici che rimarranno nel tempo.
    Quanto alle opinioni politiche, ovviamente ognuno ha le sue, e possiamo condividerle o meno, ma anche questo dimostra che non sono le scelte politiche a modificare l’essenza, anche morale, di una persona.
    Quanto alle accuse, non è intervenuta nessuna condanna per i suoi presunti abusi, illeciti che peraltro sono estinti, con la morte dell’imputato.
    Sicuramente ne rimarrà il ricordo, come dicevo, per le opere meritorie compiute,che potranno ancora far del bene specie a favore dei tossicodipendenti anche dopo la sua morte.