Dalla Silicon Valley a Works. Federico Faggin: “L’IA non sarà superiore a noi”

da www.qdpnews.it

Dalla Silicon Valley a Works.

Federico Faggin: “L’IA non sarà superiore a noi”

di Francesca Battilana
13 Maggio 2026
Nella giornata conclusiva del “Works – Festival del Lavoro 2026”, organizzato dal Comune di Vittorio Veneto al teatro Da Ponte, Federico Faggin è stato protagonista domenica di un’intervista condotta dal professor Mario Coletti.
D’origine vicentina, Faggin si trasferì nel 1968 in California, per contribuire alla tecnologia che oggi è a nostra disposizione, con le proprie visioni e idee innovative. Conosciuto come l’inventore del primo microprocessore al mondo e l’uomo dietro i touchscreen, oggi si occupa di fisica quantistica e coscienza, argomenti oggetto di questo dibattito.
Che cosa vuol dire per lei andare oltre l’invisibile?- questa la domanda che ha dato il via al confronto.
“Oltre l’invisibile e, perché no, oltre il visibile.”- prosegue Faggin- “Ciascuno di noi può vedere la realtà che ha dentro, che è visibile sono a noi ma invisibile agli altri. Ci sono tre tipi di realtà: quella condivisa, quella visibile da ciascuno di noi ma invisibile gli altri (esperienza cosciente, emozioni che proviamo) e infine la realtà che va oltre l’invisibile, ovvero quella del significato dell’informazione. Quest’ultima non fa parte della scienza; l’intelligenza artificiale è solo un gioco di simboli, quindi senza alcun significato”.
Che cosa intende quando si riferisce all’Uno?
“Quando parlo dell’Uno mi riferisco all’universo, a tutto ciò che esiste: vuol dire che non c’è nient’altro al di fuori di esso. La totalità di ciò che esiste è dinamica e olistica, non è fatta di parti separabili. Il motivo? Conoscere se stesso, perché anche per noi l’anelito più profondo è conoscere noi stessi, l’essenza fondamentale è questa. La coscienza allora è una proprietà dell’Uno che vuole conoscersi, ne è il presupposto”.
Oggi ci troviamo in una nuova rivoluzione, quella dell’intelligenza artificiale: qual’è la sua visione rispetto a tutte queste nuove tecnologie?
“L’IA è un salto qualitativo e quantitativo molto superiore a qualsiasi altra invenzione umana, perché abbiamo delle strutture meccaniche che imitano il pensiero umano, non solo le azioni. Il problema non è l’intelligenza artificiale in sé ma chi la crea, perché ha il potere di manipolare le nostre menti ed è molto più insidioso di una gru che ci può cascare addosso.- spiega l’ospite- L’aspetto mentale è più potente di quello materiale, può creare molti più problemi di quello che è stato causato dalla tecnologia passata. Dobbiamo imparare ad usarla con etica, che non è un algoritmo ma uno degli aspetti più profondi di ciò che siamo noi. L’IA può essere un aiuto enorme per persona capaci di comprendere e ragionare autonomamente, ma al tempo stesso un disastro per chi si fida e affida solo a lei”.
Come possiamo influenzare quelli che stanno costruendo l’intelligenza artificiale, per portarla in un ambito etico e benefico per l’umanità?
“L’unico modo per cambiare il mondo è cambiare se stessi, non si può cambiare gli altri. Ognuno di noi contribuisce al proprio successo o insuccesso, siamo abituati ad obbligare gli altri per risolvere i nostri problemi. Bisogna riconoscere la propria profondità spirituale, creeremo un mondo migliore senza dover cambiare gli altri”.
Al termine dell’intervista è stato dato spazio al pubblico, per porre alcune domande.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Fermo immagine La Tenda Tv)
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