Un esempio di come i cittadini possano collaborare per il bene comune
Quando il cittadino conta? Solo nel periodo elettorale? Quando i candidati delle varie liste invitano a collaborare con proposte e segnalazioni, ma poi, appena eletti, queste finiscono nel dimenticatoio?
Ci sono diritti su cui il cittadino non può transigere, uno di questi è l’acqua pubblica. Il libero accesso al bene fondamentale di tutti. Acqua non è solo bere, acqua è centinaia di utilizzi per chi fa vita all’aperto, sport, passeggiate, per chi porta a spasso il cagnolino o il bambino che deve lavarsi le mani. Cosa succede quando le fontanelle si rompono, fosse pure a causa di atti vandalici? Per quanto tempo un quartiere deve restare senza fontanella? Può essere ammissibile lasciare a secco mezzo paese, quartieri e quartieri sprovvisti di fontanelle pubbliche? Nord o sud non fa differenze. Degrado, abbandono, sporcizia che prende il posto di acqua limpida e corrente. Basta poco. L’incuria di chi passa e ignora. L’impotenza di chi si rassegna. La speranza di chi non gradiva il via vai della gente al rubinetto. Eppure, basta altrettanto poco per reagire e urlare, fare baccano gridando: Acqua! Come in questo video, che mi è stato segnalato, basta un telefonino, che tutti abbiamo in tasca, per denunciare ciò che non va, sbattere la realtà in faccia, quando le immagini parlano da sole e non c’è bisogno di altri commenti.
https://youtu.be/Su0iyXyWxJA

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