L’EDITORIALE
di don Giorgio
Siamo sempre in campagna elettorale,
e perciò non si governa mai…
O perché ci sono le elezioni comunali, o perché ci sono quelle provinciali o regionali (quelle politiche arriveranno, chissà quando…), tutti i partiti, di destra di sinistra e di centro, sono preoccupati di vincere scegliendo nomi, alleanze, ecc. ecc., e perciò la preoccupazione o anche il solo pensiero per il bene comune di una nazione va all’ultimo posto, e lo stesso bene comune rimane nel cesso.
Non si può governare bene, con la testa nel sacco di un futuro su cui voler mettere una ipoteca partitica: il bene comune esige che la testa di qualsiasi politico sia sul presente, certo in vista di un futuro, ma che è il vero progresso di un paese o di una nazione, che esige una visuale al di là di una oscena frammentazione partitica, frutto di quel gioco perverso, che è solo contrapposizione per far valere solo interessi legati al partito. In nome di quale ideale?
Ho conosciuto sindaci e i loro collaboratori, sempre preoccupati di agire in vista delle prossime elezioni, ovvero cercando già il consenso dei cittadini per ottenere prossimamente il loro voto. “Faccio questo solo se prossimamente i cittadini mi riconfermeranno il loro voto”, e i cittadini, sapendolo, ricattano sindaci e amministratori ottenendo anche permessi per costruzioni illecite.
Oggi poi sappiamo dai mass media tutto ciò che avviene nel mondo, mentre una volta si conosceva a malapena ciò che succedeva nella propria zona, e sentire ogni giorno dalla tv o leggendo anche solo i titoli dei giornali che ci sono elezioni a nord o al sud o al centro Italia, ci viene proprio da chiederci: ma questi politici a che cosa pensano? a occupare le sedie, o a garantire il loro ruolo?
Ma c’è di più. Mai visto, dico mai, da quando c’è la Repubblica italiana, che il Presidente del consiglio e le alte cariche dello Stato, presidente della camera o del senato, facciano propaganda del loro partito quando ci sono le elezioni. Una vergogna, una oscenità, da condannare senza se e senza ma. Sergio Matterella non potrebbe intervenire? No, dovrebbe! E perché non lo fa?
E così nel peggiore dei modi il bene comune di una nazione va a finire nel cesso, d’altronde questi dell’attuale governo sono venuti dal cesso o dalla fogna, e nel cesso o nella fogna hanno sempre immersa la testa, e un giorno vi resteranno soffocati.
Mi chiedo, lo ripeto: che cos’è il bene comune per questa gentaglia che ci governa o, meglio, ci sta s-governando?
Lo dovremmo chiedere anche a tanti sindaci delle nostre zone. Li votiamo perché sappiano amministrare il paese in vista del bene comune, e non in vista dei loro interessi di partito o chiusi in un becero campanilismo da togliere il futuro ai loro comuni.
Siamo sempre in attesa di un migliore sistema elettorale. Ma ogni partito è preoccupato di farne uno che sia a lui favorevole. E perché ancora tanti partiti e partitelli? E poi ci si lamenta che oramai i cittadini in massa non vanno più a votare. E questo succederà fra poco anche nei nostri piccoli paesi. Sarà sempre più arduo comporre anche una sola lista!
La gente capisce che non c’è più la vera Politica di un tempo, pur con tutti i limiti che c’erano anche allora. Ma allora c’erano gli Statisti, oggi ci sono degli opportunisti mestieranti che vogliono scendere in campo prendendo la gestione del bene comune come un affare o una opportunità per sistemarsi facendo il fannullone. E la gente è sempre più povera, ma è anche colpa sua… Ancora crede nelle favole di un populismo disfattista e criminale.
16 agosto 2025
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