Ma questo è veramente un fenomeno…

Ma questo

è veramente un fenomeno…

In tanti se lo chiedono, ed è davvero impressionante come questo tizio abbia tali infinite risorse e tali ubiquità da far ingelosire gli stessi angeli. Non basterebbe neppure essere degli arcangeli, super angeli, per competere con lui: lui è lui, sbaraglia tutti i rivali per la sua dote in strabilianti capacità di fare continue giravolte (per lui sono un gioco divertente, poveretto non sa fare altro!) e di permettersi orgasmiche escursioni all’estero – di se stesso – da battere ogni record nel campo ecclesiastico, eppure sembra una trottola tanto piccola, ma follemente impazzita. Chi potrebbe arrestarla? Lui, sempre lui a privilegiare i preti da proteggere, diocesani per modo di dire, visto che da trenta e più anni sono all’estero, ovvero fuori diocesi, perciò non più “fidei donum”. Prendete in giro voi stessi, ma non il sottoscritto! E quanti sono fedeli alla propria vocazione diocesana, questi lui li snobba, anche se con le altre diocesi italiane li elogia come i migliori del mondo. Ha una ironia tua sua! Una cosa ha in comune con Salvini: fare il bauscia alla milanese!
Dicendo così do quasi l’impressione di fermarmi allo stato esteriore, ma mi chiedo cosa sia per lui lo stato interiore. E così quando lui predica, quando rilascia interviste è così banale, scontato, vuoto di saggezza da chiedermi se abbia anche un solo barlume di intelletto un po’ sveglio.
Sarei tentato di dire che se al suo posto ci fosse una persona del popolo, la più umile, magari analfabeta, avremmo un salto di qualità, la diocesi tornerebbe ad essere decente, il duomo a surriscaldarsi, il clero si rimetterebbe in un cammino di santità.
Nulla! Per ora nulla… fino a quando? È lui a stabilire l’arresto della trottola!!!
E nel frattempo… tutto così buio, tutto così allucinante da irritare gli spiriti celesti che volano sempre più in alto per non vedere cosa succede quaggiù, in una diocesi che sta scomparendo nella nebbia della disintegrazione, dopo anni di due episcopati di psicopatici.
E noi, poveri cristi sulla croce, che dovremmo dire, già consumati da un governo di farabutti, con un capetto/a osceno/a e sempre pronto/a a prostituirsi al pistolone (sic!) di turno?
Sì, ora abbiamo un Papa che sembrerebbe più decente, più nobile, più autorevole, ma l’attesa è grande, forse eccessiva, dopo tre pontificati (forse un po’ meno quello di Benedetto XVI) che volevano distinguersi in un personalismo irriverente e dissacrante. O troppo stupidi o troppo maldestri, anche ridicoli, goffi, senza umiltà. E ce ne voleva chiamare quei pontefici “vostra santità”!
“Veni, creator spiritus…”. E lo Spirito si rifarà vivo quando vedrà un clero che alzerà la testa pronto a ribellarsi. Ma non ci spero, almeno per il momento. Il clero ambrosiano si è sempre distinto per il suo quieto vivere, gran lavoratore sì ma per un regno che è un pantano di miserie umane, dove annegano anche le virtù che hanno disimparato a nuotare.

NOTABENE

Dopo le ferie agostane (non per me che sono sempre a casa), ho in mente di stimolare qualche prete diocesano a uscire allo scoperto, per creare un manipolo che chiamerei della “dissidenza costruttiva”, ovvero di preti decisi ad alzare pubblicamente la voce, chiedendo a Papa Leone una udienza particolare. Come dovremmo alzare la voce in difesa dell’Ucraina contro l’aggressione russa, e in difesa dei palestinesi contro la prepotenza omicida del governo israeliano, così dovremmo alzare la voce in difesa di una diocesi che non è proprietà esclusiva del piccolo monarca/trottola, ma anzitutto di un clero che obbedisce prima alla sua coscienza di ministri di Cristo. Si serve Cristo prima di tutto, e non una struttura ecclesiastica che talora si indentifica in un misero potere di qualche mostriciattolo, che pretende di agire in nome del Cristo. E allora, alziamo la testa, tiriamola fuori dalla sabbia di una pastorale stanca e rassegnata, senza più mordente se non per aggrapparsi a qualche piatto di lenticchie.
Mi risponderà il solito gagarello, da poco uscito da un seminario giù fuso dove è entrato x ed è uscito xxx, fortemente permaloso, che neppure sa che esiste la parola “umiltà”. Sì, mi risponderà questo pistolino, mezza sega, ma per minacciarmi perché avrei usato la sua email, che è pubblica perché la trovi accanto al suo nome, magari condecorato di più lauree che servono solo come etichetta da mettere sul culo.
Niente paura, tutto previsto…
Almeno dieci giusti ci sono in diocesi, pronti a tirar fuori la testa dalla sabbia? Parlo di preti, ma in mancanza di preti, i laici cosiddetti cristiani dove sono?
L’unico a parlare talora di Delpini è il “Corriere della Sera”, per diversi motivi che ben conosciamo. (Il quotidiano milanese sempre opportunista si adegua a tutto). E la stessa Curia lo protegge dicendo scemenze sul suo operato. I soliti paraculo! La realtà è evidente anche ai bambini. Delpini è una frana in tutto. Oramai è uno “scandalo” da togliere.
I preti milanesi conoscono la mia email, è sulla guida diocesana.
Scrivetemi e dite il vostro pensiero e la vostra scelta.
Non metto in conto alcuna speranza. Ma è mio dovere rivolgere l’invito a tutti.

Commenti chiusi.