
dal Corriere della Sera
Bologna, al Pilastro muore 43enne ammanettato:
il video dell’intervento della polizia
che finisce in tragedia.
Questura: «Disponibili immagini body cam».
La sorella: «Giustizia»
di Mauro Giordano
Abderrahim Fakir di 43 anni è morto al Pilastro, periferia di Bologna, Gli agenti sul posto perché allertati da altri residenti della zona preoccupati perché stava andando in escandescenza. Un filmato di cinque minuti mostra l’intervento, l’uomo a terra e le richieste d’aiuto. La famiglia: «Giustizia»

Abderrahim Fakir, 43 anni e il luogo dove è morto a Bologna
Un uomo di 43 anni, Abderrahim Fakir, 43 anni, di origine marocchina è morto, in tarda mattinata al Pilastro a Bologna, tra le vie Panzini e Svevo. A chiamare il 113 sono stati alcuni residenti dopo che l’uomo, nello spazio dei garage, aveva dato in escandescenze.
Bologna è sotto choc per l’accaduto e a una prima manifestazione spontanea sul luogo della tragedia ce ne sarà una istituzionale fissata per lunedì 20 luglio in piazza Nettuno: a lanciarla il sindaco Matteo Lepore, che con il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima e chiarezza dalle indagini.
Un uomo di 43 anni muore durante un intervento della polizia
Una volante è arrivata sul posto e anche il 118. L’uomo avrebbe dato dei colpi alla volante della polizia; gli agenti, alla presenza anche dei sanitari, avrebbero poi spruzzato all’uomo spray urticante e lo avrebbero messo in sicurezza con le fascette ai polsi. Il 42enne avrebbe poi accusato un malore ed è deceduto.
Chi era la vittima: titolare di una ditta di facchinaggio e sposato
L’uomo era titolare di una ditta di facchinaggio: era sposato e viveva a Borgonuovo di Sasso Marconi, nel Bolognese. Era in Italia da diversi anni, a quanto si apprende era in via Svevo per fare visita ad alcuni parenti.
In un video la colluttazione tra gli agenti e la vittima
In un video è stata immortalata la colluttazione tra l’uomo morto dopo essere stato fermato e gli agenti di polizia. Pare che l’uomo avesse alcuni precedenti di polizia. I parenti del 43enne, fratello e sorella, riferiscono che aveva anche problemi di salute. L’autorità giudiziaria disporrà l’autopsia per chiarire le cause della morte. Il corpo è stato portato via alle 16.30.
Il filmato di cinque minuti: «Aiuto, basta, basta!» e la morte
«Aiuto, basta, basta». Sono le urla impresse nel video dall’uomo morto al Pilastro. Nelle immagini si vedono due agenti che bloccano il 43enne marocchino a faccia in giù, portandogli le mani dietro la schiena nel tentativo di ammanettarlo. Un terzo uomo, probabilmente un residente, aiuta gli agenti tenendogli le caviglie.
Attorno a loro anche due soccorritori che però non intervengono. Dopo qualche minuto l’uomo smette di dimenarsi e sembra perdere i sensi, mentre i poliziotti gli bloccano anche le caviglie. Uno dei due prova a sincerarsi delle sue condizioni ma senza risposta.
La sorella: «Lo hanno ammazzato, non mi darò pace»
«Io non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Non mi darò pace». Sono le parole della sorella di Abderrahim Fakir: «Non sappiamo cosa è successo – prosegue parlando con i cronisti, molto scossa – non sappiamo cosa è successo. Lo sanno loro, la polizia, cosa è successo a noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni».
Ci sono stati cori contro la polizia durante le fasi dell’arresto. Tra i tanti che assistevano ai rilievi della polizia, in via Svevo al Pilastro, c’era anche chi distribuiva acqua agli altri residenti e ai cronisti. Il fratello e la sorella, insieme ad altri parenti, hanno seguito gli accertamenti condotti, davanti ai garage, dalla squadra mobile e dalla polizia scientifica. Si sono allontanati una volta che il corpo del fratello è stato portato via, intorno alle 16.30. L’uomo morto era in Italia da quando aveva 7 anni. Viveva con il fratello: è stato lui, durante i rilievi della polizia, a invitare alcuni connazionali ad allontanarsi e interrompere i cori. Presenti tante persone che conoscevano il 43enne.
La ricostruzione della Questura: «A disposizione le body cam»
In merito a quanto avvenuto la Questura di Bologna precisa; «Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza. Gli agenti intervenuti, per contenere il soggetto, sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto. Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l’ausilio dei sanitari del 118. Dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza dei sanitari del 118 il soggetto è deceduto. Le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti che hanno registrato le operazioni saranno messe immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria»
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da Articolo21.org
Non chiudiamo gli occhi
di fronte alla morte di un uomo disarmato
che stava soltanto chiedendo aiuto
di Ilaria Cucchi
19 Luglio 2026
Dicono in tv che adesso si scateneranno le tifoserie sulla tragedia di Bologna.
Chi sta dalla parte delle forze dell’ordine e chi sta dalla parte della vittima. Nessuno mette a fuoco ciò che vede. Invito tutti, prima di parlare, a guardare il video della morte di Riccardo Magherini morto a Firenze nella notte tra il 2 e 3 marzo 2014. Riccardo è morto sotto il peso di tre carabinieri durante un ‘fermo’ causato dalle difficoltà psichiatriche in cui si trovava. È morto invocando aiuto. Supplicando soccorso con una voce sempre più affannata. E’ morto dopo aver abbracciato i carabinieri. Quegli stessi che pochi minuti dopo ne avrebbero causato il decesso.
Non abbiamo bisogno di andare negli Stati Uniti per evocare situazioni simili.
Per favore non concediamoci all’ipocrisia. Abbiamo di recente subito una condanna esemplare dalla CEDU per una morte esattamente come quella di oggi a Bologna. Non debbono esistere indagini affidate allo stesso corpo di appartenenza. Autopsie compiacenti. Comunicazione difensiva e depistante. La CEDU ha condannato l’Italia perché non forma adeguatamente gli agenti che operano in modo cosi sconsiderato. Ha condannato l’Italia per come ha condotto le indagini. Le ha imposto sanzioni economiche pesanti.
Non possiamo far finta di niente. Lo Stato deve sapere che quando si opera un fermo di un paziente psichiatrico in questi modi lo si uccide!!
Chi commenta questi fatti per favore si informi! Studi!!
Federico Aldrovandi ricordate che è morto sotto il peso di tre agenti mentreuno lo prendeva a calci? Ricordiamo che supplicava loro di smetterla dicendo più volte “ Basta! Basta!! Basta!!”?
Ricordiamo come è morto Riccardo Rasman? Ricordiamo come è morto Vincenzo Sapia? Per favore, vi supplico, studiate e documentatevi!!
Asfissia posturale. Questo succede. Possiamo parlare di patologie cardiache, di sostanze stupefacenti ma non chiudiamo gli occhi di fronte alla morte di quel pover’uomo disarmato che stava soltanto chiedendo aiuto. E guardiamo le altre morti.
PER VEDERE VIDEO
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