“Nel nome del padre…”

L’EDITORIALE
di don Giorgio

“Nel nome del padre…”

Marina, figlia di Silvio Berlusconi, ha scelto di votare SI al referendum sulla giustizia “nel nome del padre!”, e, trattandosi di giustizia e visto che il padre aveva avuto numerosi problemi con la giustizia, ed anche delle condanne, come scegliere “nel nome del padre”?
Giuliano Pisapia, il sindaco di Milano che aveva strappato la città, dopo anni di dominio, al centrodestra, figlio di Gian Domenico Pisapia, uno degli artefici del Codice di procedura penale entrato in vigore nel 1989, anche lui ha scelto di votare SI “nel nome del padre”.
Dopo pochi giorni dal mio arrivo a Monte (ottobre 1996) per guidare la piccola comunità con incarichi pastorali, il mio primo incontro è stato con una ragazza, che subito mi disse: “Sono nata in una famiglia fascista, mio padre è fascista, io morirò fascista!”. Dunque, “nel nome del padre”… fino alla morte!
Rivivremo in questi giorni i momenti più drammatici della passione di Cristo. E, meditando sui racconti evangelici, insistente è il richiamo del Figlio al Volere del Padre. Come non ricordare l’Orto degli Ulivi, e le parole di Gesù: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu» (Mt 26,39)? I Vangeli evidenziano continuamente il rapporto stretto tra Gesù, il Figlio, e il Padre. “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30).
Nel “Padre nostro” preghiamo: “Sia fatta la tua volontà!”.
Dunque, siamo figli anche noi del Padre: il suo Volere deve essere anche il nostro. Tutto, dunque, nel nome del Padre.
Ma quale differenza tra un padre biologico e un figlio o figlia, che non per questo devono per forza obbedire ai voleri del padre. Ho avuto la fortuna, o grazia, di avere un padre che ha sempre insegnato a noi figli cose giuste. Ancora oggi mi è di richiamo, e di esempio, e una forza. Ma le scelte vitali le ho sempre fatte secondo la mia coscienza. E le parole di Gesù dodicenne a Maria, sua madre, e a Giuseppe, suo padre putativo, mi sono sempre state un punto di riferimento: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio”? Ho conosciuto una ragazza che, quando la madre seppe che la figlia era intenzionata a farsi monaca di clausura, fece di tutto per impedirglielo, e pensare che suo padre, comunista, rispettava sempre i voleri della figlia, cattolica praticante.
Ma come fai a dire: “Nel nome del padre”, quando sai benissimo, signora Marina, che tuo padre era un farabutto sotto tanti punti di vista. No, non sei cieca, ma opportunista. Conosco figli che hanno lasciato la casa, a causa di un padre autoritario e per nulla esemplare.
Ognuno deve scegliere secondo la propria coscienza, e non semplicemente “nel nome del padre”.
E obbedire al Padre Celeste non si sbaglia mai, se è vero che è il Bene Assoluto, per cui tutto ciò che vuole da noi è il nostro autentico bene. E se talora non ci ascolta è perché le nostre richieste sono sbagliate; se ci ascoltasse farebbe il nostro male.
E non mi sentirete mai dire: “Nel nome del papa…del mio vescovo, ecc. ecc.”, Sono figlio di Dio, e ciò mi basta.
21 marzo 2026
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