La Valletta Brianza: tutti invitati alla… Notte Gialla! Carneade, che cos’è?

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di don Giorgio De Capitani
Quando ho letto che la Pro Loco di Rovagnate (La Valletta Brianza) ha organizzato per sabato 27 giugno 2015, la NOTTE GIALLA, dalle ore 20,30 alle 24.00, mi sono subito chiesto: So che c’è la NOTTE BIANCA, ma che cos’è la NOTTE GIALLA?
Consultando internet, sono venuto a conoscenza che, tra l’altro, esiste anche la Notte Rosa. Da Wikipedia. “Le caratteristiche che differenziano la Notte Bianca dalle Notte Rosa sono che: non è una singola città a festeggiare, bensì un intero territorio; oltre al divertimento, i temi portanti sono il sentimento e tutto ciò che gira intorno al mondo femminile: da questo il colore rosa; la festa è strettamente correlata con il territorio”. In ogni caso, il pretesto è un aspetto culturale, ma in realtà il cuore è sempre il divertimento, nonché l’aspetto economico di rivalutare i negozi, ecc. ecc.
Sulla Notte Bianca tutti sappiamo qualcosa. In generale, è un’iniziativa di alcune città del mondo che consiste nell’organizzazione di varie iniziative culturali o di intrattenimento durante tutta una nottata. Anche qui: negozi aperti, balli, cene, con una salsiccia culturale.
Tuttavia, mai avevo sentito parlare di Notte Gialla. Consultando sempre internet, sono venuto a sapere alcune cosette: in alcuni posti, la Notte Gialla è organizzata con la finalità di dare rilievo ai libri gialli o polizieschi. In altri posti, il giallo richiama il colore della birra; in altri, il Tour de France. In ogni caso, il colore della serata, che può durare fino alle prime ore del giorno seguente, dovrà essere il giallo.  
Solo per curiosità: vorrei conoscere le motivazioni che hanno spinto quelli della Pro Loco di Rovagnate a organizzare la Notte Gialla.
E poi… perché  mi si accusa quando dico che Perego è sempre in festa, che Rovagnate è sempre in festa, che da ora La Valletta Brianza sarà sempre in festa? Già, è l’Unione a mettere il cappello. Ma l’Unione che cos’è?
Sapete come la pensa la gente comune? Almeno c’è un po’ di vita! Senza le feste, i nostri paesi sarebbero morti! E poi… se si guadagna qualcosa, il ricavato va a sostenere qualche opera assistenziale o missionaria!
Ma… che concetto si ha della vita di un paese? Solo fare baldoria, con qualche alibi culturale? E che concetto si ha della carità assistenziale?
Infine, non capisco la facilità (o faciloneria!) con cui i vari Comuni o Unioni dei Comuni concedano il proprio Patrocinio. Domanda: che significa “con il Patrocinio del Comune o dell’Unione dei Comuni”? Se non c’entrano contributi economici, in realtà che significa “Patrocinio”?
Concludendo. Nelle ultime consultazioni elettorali, si è da tutti notato la difficoltà nel trovare alcuni nomi di cittadini disposti a lavorare per il bene comune, ma difficilmente si trova difficoltà nel reperire volontari quando si tratta di organizzare feste o cene o altro. È vero: sono sempre quelli, sono quelli di una certa età. E i giovani?
Già! Dove sono i giovani?

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2 Commenti

  1. Marco ha detto:

    Forse i “volontari” sono propensi più a partecipare e ad impegnarsi alle feste, perchè alle feste si sa è tutto un magna magna e magno e mi diverto pure io. In politica invece magnano e si divertono solo gli amici degli amici e te lo fanno pure passare per impegno politico. Ricordo un simpatico film in bianco e nero. Peppino De Filippo aveva un capoufficio che gli consigliava, per fare un pò di esercizio fisico, di dipingere le pareti, coltivare l’orto e con questa scusa, lo portava a casa sua e gli faceva dipingere le SUE pareti, coltivare il SUO orto. I “volontari” non si fanno più prendere per i fondelli (sperem….)

  2. lanfranco consonni ha detto:

    la risposta all’ultima domanda sulla facilità di trovare volontari per organizzare feste e non per impegno politico mi sembra scontata.
    Il volontario che ha organizzato la festa torna a casa la sera stanco ma appagato, con la sensazione di aver fatto qualcosa di CONCRETO e utile alla comunità, magari con i ringraziamenti dei concittadini che si sono divertiti.
    Il volontario che si dedica all’impegno politico, speciamlemte se sinceramente motivato dalla ricerca del bene comune, la sera torna sempre a casa stanco e bastonato con la certezza di aver senz’altro sbagliato qualcosa e scontentato qualcuno, costretto spesso a prendere decisioni impopolari e quindi guardato con sospetto. Se fa delle cose buone sono sempre in pochi ad accorgersene e quasi sempre la gente arriva a pensare che se ha preso questo tipo di impegno senz’altro ha dei vantaggi.
    Spero sempre che nonostante ciò sorga sempere qualcuno disposto a farsi carico del bene comune impegnanosi in politica!