Ma che cosa ha detto di così tanto sconvolgente e scandaloso il prefetto di Perugia?

AntonioReppucci[1]

di don Giorgio De Capitani
Certo, è una frase ad effetto-bomba, ma per coloro che fanno finta di non capire, per evitare di affrontare la realtà drammatica che comportano gli effetti della droga.
Il prefetto di Perugia, in fondo, non ha detto che le solite cose che diciamo un po’ tutti quanti, anche se in un altro modo.
La famiglia ha le sue forti responsabilità (beh, non c’è solo la madre, ma anche un padre). E allora, perché non affrontare il problema vero, che è quello della famiglia? Dire società è già dire qualcosa di generico. Lo vediamo tutti chi sono questi genitori di merda che sanno solo mettere al mondo dei figli, magari per sbaglio, e poi non si assumono i loro impegni educativi. Tutti sanno quanto le famiglie talora e spesso siano di ostacolo all’impegno educativo portato avanti dalla scuola o dalle parrocchie. I “loro” figli sono sempre bravi, non hanno mai colpe. “Che fanno di male”?
Oh, non sto dicendo che è sempre colpa delle famiglie. Ho conosciuto brave famiglie che, purtroppo, hanno avuto grattacapi da parte di qualche figlio. Ma non l’avevano nascosto, facendo finta di nulla. Non facevano come quei genitori che, quando i carabinieri si presentavano in casa per segnalare fatti incresciosi compiuti dal figlio, negavano anche la possibilità che ciò potesse accadere. “È impossibile, mio figlio è un angelo!”.
I genitori incoscienti che dormono notti tranquille e che non si pongono mai il problema del perché i figli rientrino tardi, magari al mattino presto, e questo sistematicamente. Genitori che ne se vanno, da soli, a divertirsi, lasciando in casa minorenni alla mercé dei loro vizi. Genitori che fanno casino, quando l’insegnante o il prete si permette di rimproverare il figlio. E così via.
A me è sembrata evidente la provocazione del prefetto. Una provocazione benefica. Solo un fondamentalista poteva fraintendere le sue parole! E poi quel brutto vizio, tipicamente italiano, di estrapolare le frasi dal contesto! Sulle pagine dei quotidiani non ho trovato riportate, in ogni caso sempre virgolettate, le parole del prefetto in modo esatto. Questo fa capire la correttezza e la buona fede dei nostri mezzi informativi!
Adesso anche Angelino Alfano, proprio quel tale che pochi giorni fa era intervenuto fuori posto a proposito del caso Yara Gambirasio, ora si permette di fare il moralista! E Renzi, magari senza aver ascoltato per intero il discorso di Antonio Reppucci, dà ragione ad Alfano! 
Caro Antonio, hai fatto bene a dire ciò che hai detto!
Lo dovrebbero dire anche Alfano e Renzi!
Ho capito perché ti hanno fatto fuori:
hai attaccato certa informazione, che si è prontamente vendicata!
Per amor di Dio, la libertà di stampa ci vuole,
ma libertà non significa disinformazione gratuita o meschina:
purtroppo, oggi c’è la mania dello scoop giornalistico,
da parte soprattutto di quegli stronzetti cronisti da quattro soldi
che non hanno nulla da dire, e allora ingigantiscono il nulla,
pur di portare a casa i famosi trenta denari.
E a voi, mass media nazionali,
che respingete ogni violenza verbale, chiedo:
che cosa avete fatto in questi giorni
a proposito del padre di Motta Visconti,
o del caso Yara Gambirasio?
Figli di puttana, avete massacrato ogni rispetto
per la privacy e per tutto ciò che è la dignità delle persone.
Bastardi, figli troie, che cosa scrivete
appena succede un fatto di sangue familiare?
Ve la prendete con un prefetto che ha detto cosa sacrosante,
e voi non fate altro che dilaniare ancor più
affetti già in crisi per situazioni che non spetta a voi giudicare.
Pezzi di merda, che vi permettete di buttare fango
appena trovate un buco dove infilare il vostro veleno.
Voi sì che meritate la gogna,
voi sì che dovreste suicidarvi, sciacalli!
Non voglio riportare le parole del prefetto. Ascoltate il video. E poi giudicate.

6 Commenti

  1. klement ha detto:

    Comincia a stufarmi la storia dei genitori assenti. Il Padreterno disse Non mangiate da quell’albero, perché no, e il resto erano cavoli loro. Se il genitore si interessa del bene dei figli pari pari come del proprio, loro devono fare il proprio bene per il suo bel muso. Così si esternalizza il libero arbitrio. Non sarà bello che uno debba fare il ragioniere perché papà ha bisogno di un contabile in azienda, ma ancor peggio che sia papà a porre il problema che magari il figlio abbia una vocazione artistica, mentre a lui magari basta friggere patatine al fast food, e di sentirsi realizzato non gliene frega nulla. Come magari pure di avere amici, divertirsi e iniziarsi al sesso.

  2. Marco ha detto:

    Io vivo in una famiglia in cui a volte ci sono dei litigi ma che nella gran parte del tempo si è tutti felici. Si mangia sempre insieme, non ci sono problemi economici, nessuna malattia, boh sono troppo fortunato? Non credo visto che la maggior parte dei miei amici vive così.

  3. Paolo ha detto:

    Temo che abbia ragione don Giorgio. La frase incriminata sul suicidio – a mio avviso sbagliatissima – non dà il senso al discorso che il prefetto in modo “non istituzionale” ha fatto in modo energico. Si può non essere d’accordo su una certa ruvidità della prosa, ma fondamentalmente il prefetto ha parlato con il buon senso del padre di famiglia. Sicuramente la frase infelice è stata estrapolata e non giustifica una rimozione. Forse ha dato fastidio la denuncia sulla “diarrea di parole e stitichezza dei risultati”, ma qui aveva profondamente ragione e solo per questo andrebbe promosso a ministro.

  4. GIANNI ha detto:

    Che il prefetto abbia ANCHE detto cose giuste, condivido.
    Ma ha ANCHE detto cose sbagliatissime, illegittime ecc.
    Per diversi motivi, e questo ferme rimanendo responsabilità della stampa o errati comportamenti di altri soggetti.
    Il resto del discorso NON GIUSTIFICA una sorta di invito al suicidio, anche perchè
    L’istigazione al suicidio è reato;
    inoltre per i cattolici è peccato il suicidio stesso.
    Ma, anche a prescindere da questo, allora dovrebbero, ovviamente, suicidarsi tanti altri……
    se il ragazzo è drogato e frequensta qualche ambiente parrocchiale, il prete che sapeva e ..
    ed il padre….
    e tutti coloro che conoscono il ragazzo?
    Poi, a parte i drogati, allora non dovrebbero suicidarsi i padri e le madri di uno che è finito,colpevole,in galera?
    No, credo che il fallimento sia nella natura umana, altrimenti diventiamo fondamentalisti e dovremmo chiedere di suicidarsi a tutti coloro che sbagliano.
    Ad esempio, perchè non chiedere di suicidarsi a tutti coloro il cui matrimonio fallisce?

  5. Giuseppe ha detto:

    Mi sbaglierò, ma per qualcuno la famiglia è quella degli spot pubblicitari, stereotipati e consolatori, in cui sono tutti belli e regna sempre l’armonia perché, naturalmente, gran parte del merito è del prodotto che viene reclamizzato. La realtà purtroppo è molto diversa e ci racconta di violenze domestiche, di incomprensioni, di difficoltà economiche e di tutta una serie di miserie che sono lo specchio fedele del mondo in cui viviamo. Ciononostante alcune famiglie riescono a reggere l’urto delle difficoltà quotidiane, della malattia (là dove è presente) e della costante omologazione al ribasso dei valori e dei rapporti affettivi. Credo che nel giudicare le situazioni ci sia una superficialità ed una ipocrisia da far rabbrividire, perché purtroppo il modello di società che ci viene proposto assomiglia sempre di più a una cosca mafiosa, in cui omertà e menefreghismo la fanno da padroni.

  6. Giovanni Di Nino ha detto:

    La solita ipocrisia all’italiana: certe cose si fanno ma non si devono dire! la “famiglia” (così come intesa da certa classe politica e dal popolino beone) è “sacra”, salvo quando un genitore (di solito il padre) strangola moglie e figli e poi va in discoteca od a vedere la partita di pallone. Per questa “gente” e per la stampa genuflettente verso scoop e notizie alla puttanesca, il silenzio è d’oro! e chi esce fuori dalle righe viene subito massacrato.