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Siamo dei falliti
21 Luglio 2026
di Arianna Ciccone
Siamo dei falliti. La verità dietro tutta l’ammuina che stiamo facendo in questi giorni è che siamo dei falliti. A partire dalla sicurezza, uno dei capisaldi della nostra propaganda in campagna elettorale.
Non sappiamo come mantenere la promessa sulla sicurezza e quindi ora scarichiamo sui cittadini la faccenda: cavatevela da soli. Noi al massimo proviamo a stravolgere le basi della convivenza civile e dell’architettura democratica, un po’ spingendo come sempre sulla propaganda tossica, un po’ con leggi molto probabilmente incostituzionali sulla difesa allargando sempre più le maglie (Vannacci ci sta col fiato sul collo, ci dovete capire).
Noi possiamo garantirvi anche il diritto alla vendetta ma niente di più. Per il resto, vedetevela voi da soli.
Mancano circa 20mila agenti tra Polizia e Carabinieri rispetto a quanto previsto dalla legge. Chi è sul territorio è spesso da solo, mal pagato e con una formazione che lascia a desiderare. In campagna elettorale, e ogni volta che ci fa comodo, li esaltiamo. Poi, quando le luci della ribalta si sono spente, lasciamo da soli anche loro.
La criminalità organizzata intanto si allarga, arriva anche dove prima non arrivava, si infiltra in territori che si sentivano immuni. Ma quella è una battaglia complicata, che richiede soldi, competenze, tempo, e soprattutto il coraggio di toccare interessi grossi. Molto più comodo e facile prendercela con chi non può difendersi.
Gli immigrati, come sapete, sono il nostro bersaglio perfetto, deboli, senza diritti, sempre disponibili per la prossima emergenza mediatica da cavalcare. I grandi evasori, i patron che accumulano sfruttando il lavoro dei più deboli, quelli restano intoccati. Sanno benissimo come aggirare le leggi e se possiamo proviamo pure a favorirli, può sempre tornare utile. Anche perché gli immigrati non votano, gli evasori sì.
Prendiamo in giro il nostro elettorato continuamente cavalcando storie di cronaca e aizzando le persone le une contro le altre. Di fondo li stiamo perculando sistematicamente. Se la famiglia nel bosco fosse stata di colore sarebbe stata disintegrata dalla nostra macchina di propaganda perché si rifiuta di integrarsi nella nostra “cultura superiore”. Del destino del signor Roggero, in verità, non ci interessa davvero; ora ci serve come bandiera di propaganda, poi sarà dimenticato anche lui.
In questi giorni poi siamo pure in difficoltà perché ci fanno notare la storia dei gestori del bar cinesi condannati qualche mese fa a 17 anni di galera perché hanno ucciso il rapinatore italiano. Per coerenza dovremmo allora chiedere la grazia pure per loro. Insomma ci siamo infilati in un bel casino. Ma facciamo affidamento come sempre sulla memoria corta degli italiani e sui giornalisti che non ce lo fanno notare durante le interviste (ahahaha).
Su Roggero stiamo solo facendo una gara fra di noi a chi riesce a sfruttare elettoralmente il caso. Abbiamo costretto pure Forza Italia ad inseguirci, Tajani povera stella sta col fiatone… Stiamo denigrando di fatto le forze dell’ordine (che però esaltiamo quando ci fa comodo sempre elettoralmente), facendo passare il messaggio che non serve a niente affidarsi a loro e alla legge, meglio se ci si fa giustizia da soli. Roggero lo stiamo rovinando con queste nostre insulse iniziative sulla grazia che ci servono solo per raccattare qualche voto in più perché ormai la pancia del paese risponde a queste manipolazioni che è una bellezza.
Era già improbabile prima ma ora che abbiamo politicizzato il caso a questi livelli in totale spregio del rispetto delle istituzioni (a noi in fondo che ce ne fotte della tenuta democratica, l’importante è mantenere il potere a qualsiasi costo), la grazia Roggero se la scorda. Ha voglia Roggero a fare i video verticali curatissimi con musica melodrammatica e invito alla preghiera per non andare il carcere su TikTok.
Avevamo promesso i blocchi navali, i porti chiusi, pure la remigrazione (Vannacci scansate); non ne parliamo più perché funzionava quando eravamo all’opposizione, sapevamo bene anche allora che non si poteva fare ma per fortuna il nostro elettorato una volta accecato dall’odio non capisce più niente. Non parliamo poi del progetto Albania: 670 milioni di euro (soldi pubblici) spesi, posti letto costati 153mila euro l’uno, strutture quasi sempre vuote. Avevamo promesso 36mila trasferimenti l’anno. È finita con una manciata di rimpatri, con i pochi migranti trasferiti spesso rispediti in Italia dai tribunali nel giro di pochi giorni.
Voi dite che siamo fascisti. Ma pure come fascisti siamo dei falliti, manco i treni in orario sappiamo far arrivare. Abbiamo provato a dare la colpa agli anarchici che mettono i chiodi sui binari ma non sta funzionando proprio benissimo.
Dopo quattro anni di governo, abbiamo dimostrato di essere degli incapaci ma facciamo affidamento ancora una volta su un elettorato radicalizzato per benino anche grazie alle galassie mediatiche di estrema destra, ad un uso dei social senza scrupoli, ai broligarchi e il loro algoritmo dell’odio dalla nostra parte e alla stupidità/cinismo di buona parte dell’ecosistema mediatico italiano. Avete visto come ci sono cascati su Bibbiano? E sulla famiglia nel bosco? Vogliamo parlare del caso Garlasco? E poi capolavoro totale con Roggero. In questi giorni realizzano servizi da telecronaca sportiva, il suo penultimo giorno da nonno libero, il suo ultimo giorno con la famiglia, il suo primo giorno di galera, le visite del nostro Salvini, in prima linea per lucrare sul caso. Povero Roggero però, sappiamo tutti cosa rischia. Ogni volta che Salvini tifa per qualcuno non finisce proprio benissimo.
Non parliamo poi di quello che non siamo riusciti a fare per i bisogni dei cittadini in termini di lavoro, economia, sanità, pensioni. La riforma della giustizia ce l’avete bocciata, ingrati pure i nostri che ci hanno votato contro! Viene da piangere anche a noi.
Comunque visto che ci siamo e siamo in un momento di verità: per fortuna non abbiamo mantenuto tutte le promesse. Perché alcune erano veramente, ma veramente di merda.
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