Mattarella o ti svegli e mandi a casa questo governo infame, oppure fra poco si scatenerà la rivoluzione dei giusti…

Mattarella o ti svegli e mandi a casa

questo governo infame, oppure fra poco

si scatenerà la rivoluzione dei giusti,

forse ancor più radicale di quella francese…

Un amico mi ha scritto:
A me piace tantissimo Draghi, non solo per i suoi contenuti ma anche per il suo stile e la capacità di volare alto. Non è vero che Draghi sia solo un tecnico; è un politico a tutto tondo, ma un politico vero che sa cos’è la politica ed è dotato di altissime competenze, quelle che erroneamente chiamano tecniche. Infatti c’è questa strana differenza tra politici e tecnici, come se i tecnici non si occupassero di politica. La differenza vera è solo tra politici competenti e politici incompetenti. Il ministro Urso è un politico gravemente incompetente, anzi asino, perché da ministro delle imprese e del made in Italy non sa che il termine factories significa fabbrica, o unità produttiva o unità manifatturiera o anche industria e non fattorie. Siamo a “oggi le comiche”. E non è l’unico. Ecco, questi non sono politici, sono ignoranti, ovviamente nemmeno capaci di leggere e capire il rapporto Draghi.
Mi è nato d’istinto questo articolo, senza frenarne l’impetuosità secondo alcuni debordante, con un linguaggio al di là del politicamente corretto, pensando invece al capitolo 23 del Vangelo secondo Matteo, quando Cristo lanciava durissime invettive che gli hanno procurato non le querele, ma la stessa morte sulla croce.

Guide cieche, ipocriti, sepolcri imbiancati,
serpenti, razze di vipere, sicari dei profeti,
degni della Geena o del fuoco eterno…

Quando penso a Mario Draghi penso a quei delinquenti che l’hanno fatto fuori: a Silvio Berlusconi, a Matteo Salvini e a Giuseppe Conte.
Mario Draghi poteva salvarci e salvare l’Europa, e siamo finiti, anche per colpa di Sergio Mattarella, nelle mani di una tra le più stupide donne del mondo, oscena a dir poco, ridicola, bugiarda, odiosa, egoica, ecc. ecc., con tutto il seguito di una masnada di farabutti, idioti, analfabeti, pelandroni, condannati, inquisiti, ladri, per non dire incompetenti.
Sì, colpa anche di Sergio Mattarella, che ci ha mandato a votare nel momento più sbagliato. Doveva incaricare di nuovo Mario Draghi e tentare di comporre un nuovo governo, di tecnici all’altezza della situazione.
Sì, Mattarella ha agito come un freddo notaio a cui interessa solo essere scrupolosamente osservante della legge. E continua ad esserlo, tacendo sulle malefatte di un governo che ci sta portando alla rovina. E succede che permette a Salvini di dire le sue cazzate quotidiane, a Meloni si leccare il culo a tutti i prepotenti della terra, per non dire di altro che griderebbe vendetta al cospetto di Dio.

BASTA!

Mattarella mandi a casa questo governo, e affidi a Draghi di comporre un governo di tecnici, professionisti, seri, autorevoli.
Altrimenti, che si scenda in piazza e si faccia una rivoluzione anche armata… alla francese!
BASTA DIPLOMAZIE, ATTESE, PREGARE E DIGIUNARE… da ipocriti!
Si passi ai fatti…
Che si torni alla terra quando era un deserto, e che poi lo Spirito immetta qualche seme di vita nuova.
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«I partiti sono organismi costituiti […] ufficialmente in modo da uccidere nelle anime il senso della verità e della giustizia». (Simone Weil)
«L’Europa che sogno è un’Europa non dei mercati e neppure solo degli Stati, delle regioni o delle municipalità; è un’Europa dei popoli, dei cittadini, degli uomini e delle donne. Un’Europa riconciliata e capace di riconciliare; un’Europa dello spirito, edificata su solidi principi morali e, per questo, in grado di offrire a tutti e a ciascuno spazi autentici di libertà, di solidarietà, di giustizia e di pace; un’Europa che viva gioiosamente {non noiosamente) e generosamente la sua missione. È qui, nel mio sogno lo sguardo va oltre e si allarga al mondo intero: vorrei tanto che esso, grazie anche alla responsabilità di noi europei, fosse più umano e abitabile, più in sintonia con il progetto di Dio». (Carlo Maria Martini, dal libro “Sogno un’Europa dello spirito”)
«Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande». (Adriano Olivetti)

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