Galbusera Bianca, una nuova vita all’insegna del sociale

 

Galbusera Bianca, insediamento del XIV Secolo, è stato recuperato a fine anni Novanta dal conte Gaetano Besana È stata la prima Oasi Wwf in Italia dedicata alla biodiversità agricola

da primamerate.it
RINASCITA

Galbusera Bianca,

una nuova vita all’insegna del sociale

Alle attività storiche della struttura con sede a La Valletta Brianza – ristorazione, accoglienza, agriturismo – si affiancheranno progetti di agricoltura sociale, che vedranno protagoniste le donne già ospiti delle strutture del consorzio presenti sul territorio lecchese.
La Valletta Brianza · 25/04/2026
di Matteo Scerri
Inizia una nuova vita per la Galbusera Bianca. Il futuro del celebre agriturismo inserito nel parco del Curone è stato presentato oggi, venerdì 24 aprile, durante una conferenza stampa curata dalla nuova proprietà, la cooperativa sociale “San Martino Agricola”, parte del consorzio “WIN – Women Inclusion”.
Alle attività storiche della Galbusera – ristorazione, accoglienza, agriturismo – si affiancheranno progetti di agricoltura sociale, che vedranno protagoniste le donne già ospiti delle strutture del consorzio presenti sul territorio lecchese.

La Galbusera Bianca rinasce a nuova vita

Come spiegato in apertura di conferenza, WIN è un sodalizio che riunisce quattro cooperative – “Il Sentiero”, “La Clessidra”, “Hannah Arendt” e “San Martino Agricola” – accomunate da un obiettivo condiviso: promuovere l’inclusione sociale di donne in situazione di fragilità.
Nel territorio di Lecco e della Brianza è ben conosciuta la cooperativa Il Sentiero, che da anni gestisce le comunità madre-figlio “Casa La Vita” a Lecco e “La Bussola” a Merate. Altro soggetto di rilievo è “La Clessidra”, oggi protagonista del progetto Interreg Italia-Svizzera “CCN – Community Care per NEET”, che proprio qui porterà a svolgere attività di agricoltura sociale alcune delle donne ospiti delle sue strutture. Sempre a Lecco, La Clessidra aprirà nel prossimo futuro una comunità terapeutica per ragazze con disturbo di personalità borderline presso l’Hub Sociale Rivabella.
Ad introdurre il futuro della Galbusera Bianca è stato, durante la conferenza stampa organizzata ieri, venerdì 24 aprile 2026, Alcide Gazzoli, presidente di San Martino Agricola: «Vogliamo andare oltre l’oasi, pensare che questo non sia un luogo astratto o lontano dalla realtà, bensì un posto di vita e incontro, dove coltivare qualcosa di prezioso. Già a giugno partiremo con le nostre attività, anzitutto un Centro Estivo per bambini dai 6 ai 12 anni, che per tutta l’estate potranno svolgere varie attività». Patrizia Gilardi, coordinatrice del progetto, ha poi spiegato: «Accoglieremo 100-120 ragazzini per tutta l’estate, unendo il nostro staff a una squadra di volontari. Faremo attività di ortoterapia e botanica, cucina, contatto e cura di animali, escursioni. Questo è un luogo dove si riceve cura e si impara a darla agli altri».
Non mancano le connessioni internazionali: le cooperative della rete WIN da anni partecipano ai progetti Interreg Italia-Svizzera, arricchendo le proprie competenze e contatti grazie al dialogo transfrontaliero con partner elvetici. «L’essenza del nostro programma è creare azioni di cooperazione per creare valore aggiunto e arricchire il territorio», ha spiegato Silvia Lista, project officer di Interreg. «Nel sostenere il progetto CCN abbiamo colto il suo valore aggiunto, cioè l’attenzione all’inclusione e alle donne, oltre alle azioni laboratoriali che entrano nel merito di un’attenzione alla persona con concretezza».
A enfatizzare questo legame con la Svizzera anche Edo Carrasco, presidente della Fondazione “Il Gabbiano” di Lugano: «Apprezziamo la possibilità di lavorare in contatto con l’Italia per sostenerci di fronte a problematiche comuni, pur guardando a target diversi».
Tra gli interventi anche quello di Chiara Crepaldi, ricercatrice che sostiene le attività del consorzio WIN attraverso ricerche sul terzo settore: «Solo cercando tra gli studi è possibile immaginare approcci concreti ed efficaci, come questo».
Presente anche Oriana Pettinato, funzionaria del comune di Lecco e responsabile per la provincia dell’ufficio accreditamento: «Noi istituzioni dobbiamo ringraziare chi fa sul campo e si occupa di utenti e disagio. I comuni e i servizi sociali sono grati a progetti come questo».
***
dal Giorno
26 aprile 2026

L’ultima rinascita

di un antico borgo medievale nel Lecchese:

così l’oasi Galbusera Bianca alla Valletta Brianza

avrà un futuro nel sociale

L’insediamento abbandonato, risorto come relais poi andato all’asta, è ora pronto a reinventarsi. Vecchio di sette secoli, la coop che l’ha acquistato per 3 milioni di euro svilupperà progetti per donne ospiti di comunità
Galbusera Bianca, insediamento del XIV Secolo, è stato recuperato a fine anni Novanta dal conte Gaetano Besana È stata la prima Oasi Wwf in Italia dedicata alla biodiversità agricola e ora è di proprietà della coop sociale ’San Martino Agricola’.
La Valletta Brianza (Lecco), 26 aprile 2026 – Un’oasi di agricoltura sociale. È la nuova vita – la terza – per Galbusera Bianca di Rovagnate della Valletta Brianza. Lo splendido borgo medioevale del Trecento, dopo anni di incertezza finanziaria e diversi tentativi di vendita andati deserti, è stato salvato all’inizio di quest’anno. Recuperato dal conte Gaetano Besana, completamente ristrutturato e trasformato a partire dalla fine degli anni Novanta in un relais olistico, ora è di proprietà dei soci della coop sociale San Martino Agricola, che lo hanno acquistato all’asta per 3 milioni di euro. Alle attività storiche di ristorazione, accoglienza, agriturismo, si affiancheranno progetti di agricoltura sociale, che vedranno protagoniste le donne già ospiti delle strutture gestite del consorzio Win – Women Inclusion, che riunisce San Martino Agricola, appunto, il Sentiero, La Clessidra e Hannah Arendt: il Sentiero gestisce le comunità madre-figlio Casa La Vita a Lecco e La Bussola, mentre La Clessidra aprirà nel prossimo futuro una comunità terapeutica per ragazze con disturbo di personalità borderline presso all’hub sociale Rivabella.

Andare oltre l’oasi

A indicare il futuro di Galbusera Bianca, composta da 20 locali per duemila metri quadri totali di superficie commerciale con 11 stanze tra cui alcune suite, diverse sale, bar, ristorante con cucina, un’abitazione, centro benessere e diversi terreni agricoli, è il presidente Alcide Gazzoli, presidente di San Martino Agricola. “Vogliamo andare oltre l’oasi, pensare che questo non sia un luogo astratto o lontano dalla realtà, bensì un posto di vita e incontro, dove coltivare qualcosa di prezioso”, spiega.

Il centro estivo per i bambini

Già a giugno verrà proposto inoltre un centro estivo per bambini dai 6 ai 12 anni, che per tutta l’estate potranno svolgere varie attività. “Faremo attività di ortoterapia e botanica, cucina, contatto e cura di animali, escursioni. Questo è un luogo dove si riceve cura e si impara a darla agli altri”, annuncia Patrizia Gilardi, coordinatrice del progetto. Galbusera Bianca diventerà pure un luogo internazionale, specialmente con partner transfrontalieri elvetici grazie a progetti Interreg Italia-Svizzera. “L’essenza del nostro programma è creare azioni di cooperazione per dare un valore aggiunto e arricchire il territorio – sostiene Silvia Lista, project officer di Interreg –. Il valore aggiunto è l’attenzione all’inclusione e alle donne, oltre alle azioni laboratoriali che entrano nel merito di un’attenzione alla persona con concretezza”.

Un passato da centro agricolo

Le prime tracce della Galbusera Bianca risalgono al XIV secolo come insediamento rurale fortificato. Per secoli era stato un centro vitale per la produzione di uva, cereali e seta attraverso la gelsicoltura. Nel secondo dopoguerra il borgo era stato progressivamente abbandonato dagli abitanti, cadendo in rovina. Solo alla fine degli anni Novanta il fotografo e conte Gaetano Besana lo acquistò con l’obiettivo di restaurarlo in modo ecosostenibile. Diventò la prima “Oasi Wwf” in Italia dedicata alla biodiversità agricola. Difficoltà finanziarie portarono poi la proprietà al pignoramento e alla messa all’asta. Tra il 2019 e il 2024 diverse aste fallirono (il prezzo base era partito da circa 7 milioni di euro) e il borgo rischiò seriamente di essere dimenticato e cancellato.

Commenti chiusi.