
di don Giorgio De Capitani
Un altro passo in avanti, e via, con coraggio, verso la fusione: quella benedetta fusione che porterà un nuovo risveglio nella Valletta. Così ci si augura!
Da tempo se ne sta parlando, ma quanto vorrei che, in questi pochi mesi che ci separano dal referendum, a cui le due popolazioni, di Perego e di Rovagnate, saranno chiamate per esprimere il loro parere, ci si impegnasse, da parte anzitutto dei membri dei due consigli comunali e dei loro collaboratori più stretti, per far sì che la gente si renda conto dell’importanza storica della svolta.
Non ci si deve sedere, in attesa… La gente va scossa, e non lasciata nell’indifferenza o pensando: Speriamo che il referendum vada bene! Che Dio ce la mandi buona!
Non sento finora tra la gente qualcosa che si stia muovendo nell’uno o nell’altro senso. Non sento parlare di fusione. E allora: che cosa succederà? Aspettare che il Comitato o chi per esso farà qualche opportuna iniziativa per convincere i cittadini a propendere per la fusione? Non si tratta di strappare qualche sì in più. Si tratta di far capire l’importanza dell’evento, che poi avrà un suo seguito.
Ci sono delle remore o delle paure tra la gente? E allora diamoci da fare per convincerla della bontà della scelta.
Sveglia, ragazzi!
Sì, adesso non è il momento più opportuno: c’è la pausa estiva. Ma appena tornerà settembre, all’opera! Gli amministratori, tutti quanti, si diano da fare: su facebook, nei contatti personali, con il passa parola, di casa in casa, ecc.
Offendetevi pure: smettetela di fare i cazzi vostri! Chi ha una responsabilità amministrativa, metta in gioco la propria credibilità! Via le discussioni inutili, perditempo! Basta con le belle parole al vento! Il Bene comune sia al di sopra di tutto, e anzitutto!
Qui non si punta ad un successo personale: in gioco è il futuro, ovvero il progresso dei nostri paesi. Tornerò sul tema, e sarò ancor più duro.
Rovagnate – Perego:
dalla Giunta regionale l’ok alla fusione,
si va verso il referendum
La giunta regionale ha detto “sì” alla delibera comunale, approvata a giugno a Perego e Rovagnate, che illustra il progetto di fusione tra i due paesi della Valletta nel comune unico di “Rovarego” o “La Valletta Brianza”.
In un mese e mezzo dalla trasmissione degli atti – la tempistica prevista era fino a 90 giorni – un ulteriore importante passo verso la creazione di un nuovo comune da 4.800 abitanti è stato compiuto.
La risposta della giunta regionale è arrivata nella mattinata di ieri, venerdì 25 luglio, e ora l’intera documentazione passerà in consiglio regionale per essere discussa.
“Questo accadrà con ogni probabilità a settembre, e già a metà novembre potrebbe essere indetto il referendum tra i cittadini” ha spiegato Marco Panzeri durante il consiglio comunale di venerdì sera.
Il progetto di fusione tra Perego e Rovagnate, in discussione da mesi, è stato approvato a giugno dai rispettivi consigli comunali, unitamente alla delibera di richiesta alla Regione per l’avvio del procedimento e ai due nomi “papabili” per l’eventuale nuovo comune.
I due territori confinanti sono legati fin dagli anni Sessanta, quando furono “uniti” scuola media, palazzetto sportivo e servizi ai disabili, e con la nascita dell’Unione dei Comuni Lombarda della Valletta (che comprende anche Santa Maria Hoè) funzioni e servizi ai cittadini sono gestiti in maniera associata. Rispetto alle unioni degli anni Venti (nel 1927 furono accorpati Bagaggera, Perego e Rovagnate, nel 1928 Rovagnate e Santa Maria Hoè), oggi la fusione viene proposta come un “procedimento democratico, che parte dal basso”, come più volte affermato dagli amministratori nel corso degli incontri istituzionali e pubblici indetti per illustrare il progetto. Il costo (10.800 € suddiviso tra i comuni) sarebbe ampiamente ripagato con agevolazioni nell’accesso a bandi regionali, l’esenzione dal Patto di stabilità per tre anni e contributi aggiuntivi annuali per 10 anni.
I cittadini son stati coinvolti nella scelta del nome del nuovo comune, e saranno loro attraverso il referendum a dire la loro sulla fusione. In entrambi i paesi i pareri favorevoli dovranno superare quelli contrari (non è necessario raggiungere il quorum) perché l’iter del comune unico possa continuare. Questo potrebbe avvenire già il prossimo inverno.
Il progetto è liberamente consultabile sul sito istituzionale dei due comuni.
In un momento in cui è più facile che ci si divida, spesso per motivi inconsistenti o pretestuosi, leggere che i comuni della Valletta, tanto cari a don Giorgio, hanno deciso di unirsi è una notizia che fa finalmente sorridere un po’.
Oggi il mio commento intende soffermarsi essenzialmente su due punti:
perchè a volte il cittadino è scarsamente interessato a questo tipo di iniziativa?
cosa sta succedendo a livello istituzionale?
Cominciando dal primo, stimolato dall’articolo sulla fusione, devo dire che probabilmente oggi gli italiani in genere, e quindi anche i residenti in alcuni paesi, danno priorità alla crisi economica, senza troppo riflettere su eventuali risvolti positivi che eventi istituzionali possano portare alla loro vita, si tratti di fusioni nei comuni o di altro.
Da parte loro, non sempre gli amministratori sono in grado di far comprendere con semplicità pro e contro delle varie scelte.
Forse, se ci fossero i soldi, sarebbe interessante promuovere un’iniziativa di questo tipo: inviare per posta, ad ognuno dei residenti, un depliant che spieghi i motivi dell’iniziativa, illustrando pro e contro delle diverse posizioni.
Ma qui veniamo al secondo tema, che s’intreccia con il primo.
E’ evidentemente un periodo di tentate riforme istituzionali, a livello locale ad esempio la fusione di due comuni, a livello statale la riforma del senato.
Ed indubbiamente vi sono ragioni che spingono verso le riforme, ad esempio risparmi di costi.
Ma, se a livello locale, nel caso delle fusione pare che non vi sia molta attenzione da parte dei residenti, invece l’attenzione mediatica sul tema senato è consistente, forse per l’importanza anche storica e costituzionale della questione.
Tuttavia, forse, gli italiani paiono più preoccupati dai temi economici, come disoccupazione, debito pubblico,e via dicendo, e quindi il mio auspicio è duplice:
gli amministratori locali facciano in modo di spiegare bene le cose, invece il governo nazionale veda di non occuparsi solo di temi istituzionali, e di non accentrare in modo quasi esclusivo l’attenzione mediatica sul tema del senato.
Concorde con alcuni osservatori, non vorrei fosse uno stratagemma per distrarre gli italiani su temi su cui il governo è in difficoltà, come economia, fisco, disoccupazione, eccetera.
Ogni amministratore, locale e nazionale, si impegni in ciò che sa essere la sua priorità.
Ora, per i comuni interessati, il progetto di fusione, per il governo, invece, i temi economici.